USA e getta?

Ott 16 • Prima Pagina • 247 Views • Commenti disabilitati su USA e getta?

Quello di “gendarmi” del mondo è un ruolo che gli USA si sono assunti, senza per contro chiedere il parere di nessuno.

Ciò è risaputo! Poi c’è il vezzo di voler esportare a tutti i costi la democrazia. Un’ imposizione, questa, che per alcuni paesi è paragonabile all’assunzione, da parte di un malato, di un medicinale che fa bene solo se somministrato seguendo scrupolosamente la posologia.

Alcuni “pazienti” hanno sperimentato, e stanno tuttora sperimentando, sul proprio organismo gli effetti di questa terapia forzata. I risultati – vedi Iraq, Libia, Afghanistan e la Siria –  non inducono di certo all’ottimismo, tanto che nelle contrade del mondo si mormora che: si stava meglio quando si stava peggio!”

La democrazia (noi ne sappiamo qualcosa!) non la si conquista dall’oggi al domani, bisogna centellinare le dosi che vengono fatte ingerire al “malato” di turno, in maniera da non alterare l’organismo del paziente.

C’è  poi quella mania tipicamente yankee di voler a tutti i costi “imporre l’ordine” anche se spesso a prevalere sono il caos, l’anarchia e situazioni che definire esplosive è un puro eufemismo. In Siria, gli USA hanno cercato – com’è stato per l’Iraq di Saddam – armi di distruzione di massa. Dell’affaire siriano dei gas nervini – che come sappiamo hanno causato la morte di centinaia di persone – non s’è più saputo nulla!

Personalmente, opinione opinabilissima, sospettiamo di coloro che, con la scusa di rovesciare l’odiato dittatore, vorrebbero instaurare la teocrazia, poiché della laicità non vogliono sentir parlare!

La Turchia, per fare un esempio, grazie al sultano-despota Recep Tayyip Erdoğan  si sta allontanando sempre più dai princìpi di Mustafa Kemal Atatürk, considerato ancora oggi l’eroe della nazione, checché ne dicano gli ayatollah di turno!

Ma ciò non sembra interessare agli USA che, probabilmente per meri e oscuri interessi, danno l’impressione di essere tipici, quanto ingenui avvocati delle cause perse.

Chissà, visto cosa sta accadendo nell’Azerbaigian, forse ci penserà l’orso russo a calmare i bollenti spiriti del sultano!

L’undici settembre non ha insegnato niente; soprattutto non s’è capito che contro il fanatismo religioso (in pericolosa ascesa in Turchia e non solo!) nemmeno i micidiali tomahawk possono fermare i kamikaze, le bombe umane o le vetture imbottite di C4: a Baghdad, e a Kabul accade spesso.

Quel che preoccupa, è che altri futuri interventi USA & Co, in quelle perennemente martoriate regioni scateneranno altre reazioni a catena i cui risultati potrebbero rivelarsi devastanti, il che non induce di certo all’ottimismo.

Israele, intanto, è sempre sul chi vive e pronto ad affilare le salomoniche spade. Sappiamo che quel paese sa farsi rispettare grazie a un esercito formidabile e a un ammirabile, quanto ferreo orgoglio che in certi paesi d’Europa – compreso il nostro – pare oramai in via d’estinzione!

L’ONU, come sempre, si rivela per quell’organizzazione che sappiamo e che dà l’impressione, in situazioni del genere, di valere come il classico due di picche. In quanto all’UE, stendiamo un ampio velo pietoso;  eppure, da noi c’è ancora chi vorrebbe farne parte!

Intanto, come se il Covid -19 non bastasse, arrischiamo di ritrovarci tutti in braghe di tela!

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