RSI: il nuovo direttore, farà primavera?

Gen 22 • L'opinione, Prima Pagina • 232 Views • Commenti disabilitati su RSI: il nuovo direttore, farà primavera?

Mah! Habemus director e speriamo in bene! Comunque, va detto che un conto è essere stato direttore operativo del festival del cinema di Locarno, un altro è avere le qualità e la volontà di “mettere in riga” e ridimensionare la RTSI. I tempi delle vacche grasse sono finiti; basta spendere e spandere a piacimento!

La militanza PLR e il casato del neodirettore, saranno sufficienti a garantire – per fare un esempio – quella che nell’informazione dovrebbe essere la regola? L’obiettività, ovvero il saper gettare lo sguardo sulla realtà, evitando di falsarla per soddisfare le idee personali, i gusti e le simpatie che spesso, alla RTSI sono di parte; quale?

Datevi la pena di seguire qualche dibattito o TG, e scoprirete di quale “parte” stiamo parlando! Il PLR non è più quello di un tempo; la “virata” a sinistra è palese e bisognerà tenerne conto e non farsi illusioni su un cambio di rotta – auspicato giustamente da più parti – per quanto concerne l’informazione.

C’è poi da tenere in considerazione il clientelismo, sempre in auge alla RTSI. Assunzioni di interi nuclei familiari, posti assegnati senza uno straccio di concorso ai soliti amici degli amici. Egregio presidente della CORSI, niente da dire in proposito, tutto regolare? Ci permetta una domanda: suo figlio dove lavora?

Il nuovo timoniere della RTSI dovrà affrontare difficili problematiche, acque burrascose. Prendere decisioni che richiederanno coraggio, senza guardare in faccia a nessuno. Ci saranno sicuramente pressioni, dalle quali dovrà sapersi sottrarre, altrimenti tutto rimarrà come prima o peggio di prima e la “primavera” tarderà a manifestarsi.

Sinceramente, è difficile  essere ottimisti. Dopo la bocciatura dell’iniziativa “No Billag”, si auspicava una radicale riforma dell’emittente pubblica. A tutt’oggi non ci pare, a meno di esserci persi qualcosa, che questa “riforma” sia in atto. La diminuzione (Frs.30.–) del canone più esoso d’Europa, non basterà di certo a fare “abbassare la cresta” ai nostri caserecci anchormen che si alternano in video e al microfono, dandosi arie di potenziali Walter Cronkite, Ron Burgundy o Larry King. Hai voglia! Scendete dal trespolo e spiegateci, piuttosto, come mai la RTSI non è in grado di produrre, di offrire al pubblico – di mattina presto – un TG, come fanno le altre stazioni radiotelevisive, comprese quelle private. Già, meglio rimanere fra le braccia di Morfeo, poi a informare ci penseremo. Tutto ciò alla modica cifra di Frs. 365.- annui. Siamo convinti che, se il canone RTV fosse limitato a Frs.200.- annui, sarebbe più che sufficiente, se paragonato all’offerta. Bisognerà pensarci!

Altro che riformarsi, bisogna ridimensionarsi, soprattutto considerando ciò che passa il convento! L’analisi fatta dall’ex responsabile RTSI delle risorse economiche, la dice lunga su certi intrallazzi e manie di grandezza. Tre canali radiofonici, due televisivi, “inviati speciali”,  per una popolazione di ca. 360’000 abitanti! Signori, il Ticino non è la California! “Melius est abundare quam deficere“ già,  tanto paga sempre Pantalone!

La qualità dei programmi, non è di certo da Emmy Awards! Insulsi giochi a premi, con presentatori che se la tirano alla grande. Mielose sitcom e film visti e stravisti. Dibattiti radiofonici e televisivi con i soliti immarcescibili ospiti, in gran parte provenienti da oltre confini (la RTSI è forse una succursale RAI?), perché i Ticinesi, notoriamente, sono considerati degli zoticoni e vanno eruditi! Infiniti bla bla mattutini, un continuo scimmiottare con il risultato di fare aumentare la produzione di “latte alle ginocchia”. Mancanza di rispetto per il pubblico, spesso da parte di animatori d’importazione che, arrogantemente, ignorano la realtà di questo paese, ma sono esperti in “ganassa”. A questi imbonitori, bisogna rammentare che  il Cantone Ticino, fa parte della Confederazione svizzera e non della vicina repubblica. E le lingue nazionali?  

Figuriamoci! Contano gli inglesismi, quelli che fanno sembrare figo il cazzone di turno, quando spara cazzate! Consiglio del Pubblico, se ci sei batti un colpo!

Tra i problemi che il nuovo direttore RTSI sarà chiamato ad affrontare, senza se e senza ma, c’è quello della “mano morta”. Attività che certi capi e capetti – si dice – hanno esercitato su donne  e anche uomini  (sic!) assunti dall’ente. Fatti, per intenderci, analoghi a quelli accaduti nella Svizzera romanda, per la serie “me la dai, oppure ti rendo la vita dura”. Sarà opportuno prendere severi provvedimenti. Anzitutto facendo i nomi di questi ignobili, squallidi personaggi e poi fare pulizia.

Sinceramente, al neodirettore RTSI, facciamo i nostri migliori auguri; raddrizzare la barra non sarà facile, perché è certo che si farà l’impossibile per mantenere lo statu quo, e sappiamo perché. Parafrasando un noto slogan, “non siamo mica scemi!”

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