Talebani a Ginevra: a battere cassa?

Feb 18 • L'opinione, Prima Pagina • 179 Views • Commenti disabilitati su Talebani a Ginevra: a battere cassa?

Una decina di talebani è sbarcata recentemente a Ginevra. Qualcosa ci dice che sono venuti in Svizzera a battere cassa. In quel disastrato paese non se la passano bene, questo è un fatto. Allah sarà anche buono e generoso, ma non è una banca, quindi ci verrebbe da dire: «chi è causa del suo mal pianga sè stesso». Ma siccome la Svizzera ha fama di grande generosità, perché non andare a «tirare la giacca» al Dipartimento federale degli affari esteri?

Forse qualcuno pensa che la Svizzera sia una specie di lampada di Aladino, basta esprimere un desiderio ed eccoti servito con una munifica pioggia di aiuti, in questo caso a favore di un governo (?) che, a parte i soliti reggicoda e interessi affini, non ci pare che goda di grande popolarità.

Dei diritti umanitari nemmeno l’ombra, le donne sono sempre discriminate, la popolazione sta facendo la fame e muoiono tanti bambini tutti vittime del fanatico integralismo islamico, con buona pace delle nostre barricadiere femministe le quali, a proposito di ciò che avviene in Afghanistan, tra un aperitivo e l’altro non fanno una piega, figuriamoci! L’ONG «Appello di Ginevra» si rende conto di ciò che sta accadendo in Afghanistan, oppure si comporta come le tre note scimmie che non vedono il male, non lo sentono e non ne parlano? Mah!

È stato puntualizzato che l’incontro con i barbuti, non implica un riconoscimento. Ci mancherebbe! Sarebbe il colmo che si legittimasse una masnada di barbari tagliagole che, dopo aver trucidato migliaia di persone, ora vengono a chiedere aiuto umanitario in favore della popolazione che questi fanatici hanno contribuito a sterminare.

Quindi ci si viene da chiedere: perché venire in Svizzera e non andare in Iran a battere cassa? Siamo certi che gli Ayatollah saranno comprensivi e soprattutto molto generosi nei confronti dei talebani, ai quali rammentiamo questa frase attribuita a Maometto: «la vera ricchezza non deriva dall’abbondanza dei beni materiali, ma da una mente serena».

Vallo a dire alla popolazione afghana!

E gli studenti coranici, che fanno per il bene del loro paese? Non vorremmo che gli «aiuti umanitari», che ci costano già un sacco di milioni, si traducessero in un investimento per riammodernare l’arsenale militare, così tanto per consolidare ulteriormente il regime islamico di Kabul.

Non sarebbe la prima volta che accade, ma siccome siamo degli inguaribili ingenui, il rischio di ricascarci è dietro l’angolo.

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