Trasporti sul lago, come la mettiamo?

Feb 18 • Dal Cantone, L'opinione, Prima Pagina • 207 Views • Commenti disabilitati su Trasporti sul lago, come la mettiamo?

Negli scorsi giorni, la deputazione cantonale al Consiglio Nazionale ha firmato una mozione presentata da Bruno Storni «Per una nuova Convenzione con l’Italia per la disciplina della navigazione sul Lago Maggiore e sul Lago di Lugano».

Purtroppo, il Consiglio Federale ha respinto la stessa in quanto non vuole entrare in merito a rinegoziare con la controparte questa convenzione internazionale che da decenni sta fortemente penalizzando la navigazione sul Lago Maggiore. E ributta la palla al Consiglio di Stato, invitandolo ad agire per progettare proposte consolidate per la navigazione sul Lago Maggiore.

L’attuale «Gestione Governativa Navigazione Laghi GGNL», che per noi è un monopolio, purtroppo, offre un servizio di navigazione non all’altezza, navi vetuste e servizio limitato, impossibilità di ammodernare la flotta con natanti moderni a propulsione elettrica e sostituire le vecchie navi noleggiate dalla stessa GGNL.

Continuando di questo passo, il Lago Maggiore perde gradualmente di qualità, tanto che da tempo non raggiunge più gli standard richiesti per una regione turistica.

Non dimentichiamo che il  lago Verbano è una attrazione paesaggistica del Sopraceneri e con le sue uniche Isole del Cantone, le Isole di Brissago, rappresenta un grande valore per il turismo locale.

Noi, già nel 2016 su questo quattordicinale, avevano attirato l’attenzione sulla concessione di navigazione. Allora, nel pezzo, si indicava che l’emorragia di viaggiatori era del 25 %.

Non pensiamo che la rotta si sia invertita e forse il Covid ha fatto calare ancora l’afflusso di turisti.

Bisogna iniziare subito a coinvolgere la controparte e, se le trattative non dovessero sortire esito positivo, la soluzione che risolverebbe alla radice il problema sarebbe la denuncia dell’attuale convenzione internazionale che disciplina i diritti di navigazione sul Lago Maggiore, prendendo come esempio anche le convenzioni in vigore sul Lemano o sul Bodanico, nessuna delle quali è così limitativa come quella in vigore sul Verbano.

In questa prospettiva, potrebbero essere coinvolti nella trattativa per una nuova convenzione, anche i comuni, le province e le regioni italiane affacciate sul lago, che da anni chiedono miglioramenti sostanziali anche nel bacino italiano, se non addirittura un trasferimento della gestione della navigazione dallo Stato centrale alle regioni, trasferimento già deciso oltre vent’anni fa ma mai applicato. Ciò, aprendo anche a un maggior coinvolgimento dell’iniziativa imprenditoriale privata.

Chiudendo lo scritto ci chiediamo: ma il presidente della Confederazione Ignazio Cassis (se è ancora ticinese e svizzero) non potrebbe intervenire a difesa del suo Cantone?

Per noi queste non sono proprio quisquilie.

Visto che la Confederazione ha ributtato la palla al nostro Cantone, perché non approfittarne e, prima di versare ancora il ristorno dei frontalieri, pretendere di ridiscutere questa convenzione?

 

FRG

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