Siamo alle solite per il Lago Maggiore!

Feb 18 • Dal Cantone, L'opinione, Prima Pagina • 107 Views • Commenti disabilitati su Siamo alle solite per il Lago Maggiore!

In passato, a partire dal 2019, un paio di volte avevamo attirato l’attenzione dei nostri fedeli lettori sui futuri problemi dell’innalzamento del livello del Lago Maggiore, che attualmente è fissato 1,35 metri sopra lo zero idrometrico di Sesto Calende (che è di 193,01 sul livello del mare) e potrà arrivare a 1,5 metri se la siccità, in futuro dovesse persistere.

In questo inizio del 2022 si sprecano gli scritti sui giornali ticinesi, fra le nostre mani ne abbiamo  una decina.

Non che il problema, in futuro, non esisterà, ma con la decisione adottata dall’Autorità del Bacino del Po lo scorso 22 dicembre, la sperimentazione iniziata nel 2015 e proseguita fino alla fine 2020 riprenderà questa’anno per terminare nel 2026!

Questa decisione favorirà l’agricoltura della pianura lombarda, inoltre i responsabili delle centrali idroelettriche chiedono di trattenere più acqua nel lago da utilizzare nei momenti di siccità.

La decisione uscita in dicembre ha provocato una vibrante protesta degli operatori turistici della sponda destra del Verbano. Fra i favorevoli, a questo innalzamento, il leghista Matteo Marnati, assessore regionale all’ambiente.

Dalle nostre parti, è forte la preoccupazione del Dipartimento del territorio, in particolar modo per la sicurezza in caso di piene.

Non si deve poi dimenticare l’ambiente legato alle Bolle di Magadino. In primavera, il previsto innalzamento causerebbe problemi ai canneti e a tutte le specie che vivono in questa riserva naturale, oltre al rischio di piena che più o meno regolarmente si verifica in autunno.

Lo sbarramento della Miorina è situato a valle di Sesto Calende e la gestione è del Consorzio del Ticino, che è formato da grandi consorzi d’irrigazione delle regioni di Lombardia e Piemonte, oltre che dal colosso Enel, produttore di energia elettrica con diverse centrali idroelettriche lungo il fiume. Questo sbarramento ha una larghezza di ca. 200 metri ed è dotato di circa 120 paratoie. L’acqua trattenuta, la utilizzano molte aziende agricole della pianura.

Come si può constatare, gli interessi in gioco sono molti, dall’agricoltura al turismo e, per quest’ultimo, l’innalzamento si tradurrebbe in esondazioni, spiagge e campeggi sott’acqua.

Gli amministratori dei comuni rivieraschi del Verbano hanno sollevato molte proteste e forse potrebbe anche scapparci qualche azione legale.

Non resta che aspettare cosa succederà!

FRG

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