Svizzera dove vai?
Vi ricordate di quei tre Waldstätter che, riuniti sul Grütli, con il loro giuramento, diedero i natali alla Confederazione?
A poco a poco, pur ingrandendosi e malgrado le differenze linguistiche fra i suoi componenti, la Svizzera mantenne un’unità di comportamento e pensiero politico, definita da qualcuno democrazia modello.
Ma oggi?
Con la grande massa di immigrati che diventano svizzeri in tempi troppo brevi, cosa succede?
Faccio un esempio: la nazionale di calcio.
Una volta era costituita dai Gyger, Steffen, Bickel, Ballaman, Hügi, Vonlanten, Parlier, Fatton, Morand e l’unico nome «stonato» era un certo Laio Amadò.
Oggi è una «nazionale» afro-kosovaro-albanese, nella quale i nomi «stonati» sono quelli di Sommer, Schär e Steffen…
In un domani i nomi di Embolo, Xacha, Shakyri, Akanshi potrebbero essere quelli dei consiglieri federali.
Pensate un po’: potremmo avere un presidente ne… pardon! Volevo dire di colore, ma con un nome prettamente svizzero … per es. Mbabu!!!!
Impossibile? Beh… non credo. Dopotutto, siamo in un paese dove basta gettare il tuo passaporto straniero che, ti nominano in Consiglio federale.
E allora? Cosa sarà di noi, quando la maggioranza della popolazione «svizzera» sarà formata da ne… E dai!!! Gente di colore, verdi, rossi, difensori dei lupi, omosessuali e vegani?
Ci mancherebbero solo i Talebani!!!
Milvio Mellini, Locarno
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