Stanno arrivando troppi stranieri e quelli sbagliati!

Gen 13 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 9 Views • Commenti disabilitati su Stanno arrivando troppi stranieri e quelli sbagliati!

Echi dal tradizionale incontro dei quadri UDC di Horn

Ci troviamo in una crisi migratoria. La Svizzera ha praticamente già raggiunto la soglia dei 9 milioni di abitanti. Ciononostante, l’immigrazione di massa continua senza sosta. Il sistema-asilo ha fallito: decine di migliaia di immigrati clandestini arrivano nel nostro paese accompagnati da bande criminali di trafficanti. Per giunta, i sabotatori antidemocratici in parlamento e nei tribunali si rifiutano di applicare la legge esistente. L’UDC esige quindi che la nuova responsabile del Dipartimento di giustizia e polizia garantisca finalmente l’applicazione coerente delle leggi e dei dettami costituzionali adottati dal popolo:

  • La Svizzera deve tornare a gestire l’immigrazione autonomamente.
  • Gli stranieri criminali devono essere espulsi sistematicamente
  • Nessun diritto di restare per i parassiti dell’asilo

Il bilancio del tradizionale incontro dei quadri UDC a Horn (TG) è disastroso: la Svizzera ha perso il controllo politico sull’immigrazione. Il nostro piccolo paese conta oggi quasi 9 milioni di abitanti e, da quando è stata introdotta la libera circolazione delle persone, ha registrato una crescita doppia rispetto alla Francia o al Regno Unito e venti volte superiore a quella della Germania.

Solo nel 2022 sono arrivate nel nostro piccolo paese oltre 200.000 persone in più, tra cui 24.000 migranti richiedenti l’asilo e più di 70.000 Ucraini. Ulteriori 70.000 persone sono arrivate attraverso la libera circolazione delle persone. Anziché professionisti qualificati, la maggior parte di loro viene a vivere a spese dei contribuenti svizzeri. «La politica migratoria è un fiasco: non solo sono troppi, ma arrivano anche gli stranieri sbagliati», afferma il Consigliere nazionale Gregor Rutz.

Oltre alla libera circolazione delle persone, la causa di questa immigrazione dannosa è la politica d’asilo totalmente fallimentare. Decine di migliaia di migranti richiedenti l’asilo – per lo più provenienti da Afghanistan, Eritrea e Turchia – attraversano illegalmente i nostri confini. Si tratta perlopiù di giovani uomini. Gettano via i loro documenti d’identità per non essere espulsi. Viaggiano attraverso paesi terzi sicuri per poter beneficiare del nostro generoso sistema sociale.

Chi è riuscito a giungere in Svizzera, infatti, rimane qui. Anche con una decisione negativa in materia di asilo. Grazie all’«ammissione provvisoria», decine di migliaia di parassiti dell’asilo vivono a spese dei contribuenti svizzeri. Alla fine del 2022, 44.806 appartenevano alla famigerata categoria degli «ammessi provvisoriamente». Molti di loro vivono per anni, o addirittura per tutta la vita, grazie al nostro generoso sistema sociale, come ha spiegato Martina Bircher, Consigliera nazionale e vicesindaco di Aarburg (AG). «Oggi, un beneficiario di aiuti sociali su cinque proviene dall’Africa».

Non esiste un resoconto completo dei costi della fallimentare politica migratoria. Non ci sono dati chiari su quanto pesino gli stranieri sbagliati sul sistema sanitario, su quello scolastico o sul sistema penale. Non ci sono dati affidabili sui costi sostenuti da parte dei comuni e dei cantoni. Ma il fatto che la Confederazione da sola spenda 4 miliardi per l’asilo dimostra l’enorme onere finanziario rappresentato dalla migrazione criminale degli asilanti. A titolo di confronto, la Confederazione spende 3,7 miliardi di franchi l’anno per l’agricoltura e 5,3 miliardi di franchi per l’esercito.

L’ospite Alp Mehmet, ex ambasciatore e ora presidente di Migration Watch Great Britain, parla chiaro: «Chi entra illegalmente non deve essere ricompensato con l’asilo, ma deve essere trattenuto e rimpatriato il più rapidamente possibile».

Ha anche affermato che l’immigrazione massiccia ha cambiato radicalmente la società britannica: l’integrazione non avviene quasi più. «L’immigrazione clandestina, in particolare, avviene senza il consenso del popolo britannico ed è quindi profondamente antidemocratica, mina la fiducia nella politica e mette in pericolo la coesione sociale», ha dichiarato Mehmet.

Gli sviluppi in Svizzera vanno nella stessa direzione. In poco più di dieci anni, la popolazione del nostro piccolo paese è aumentata di un milione di persone! Non s’intravvede una fine di questa immigrazione di massa. Oltre all’immigrazione incontrollata di richiedenti asilo, la libera circolazione delle persone con l’UE apre le porte a mezzo miliardo di persone.

Che la libera circolazione delle persone risolva la carenza di lavoratori qualificati è ormai una favola. «Quattro immigrati su cinque non sono lavoratori qualificati, quindi non sono gli specialisti a dominare, ma la manodopera a basso costo e le famiglie svantaggiate», afferma il Consigliere nazionale Andreas Glarner.

Inoltre, il Governo federale utilizza le cifre per fare del maquillage statistico: per il 2021, la Segreteria di Stato per la Migrazione (SEM) ha infatti riportato 141.595 immigrati, mentre 74.392 sono emigrati. Ciò significa che l’immigrazione netta è di «solo» 67.203 persone. «Ciò può essere vero sulla carta», afferma il Consigliere Nazionale Andreas Glarner. «In realtà, però, sono 141.595 le persone che adesso devono ora essere integrate!». E anche il saldo migratorio di «solo» 67.203 persone è decisamente eccessivo. Ciò corrisponde alle dimensioni della città di Lugano. Concretamente, 67.000 abitanti hanno bisogno di altri 29.000 appartamenti, 134 medici, 318 letti d’ospedale, 502 infermieri, 35 dentisti, 251 classi scolastiche, 61 edifici scolastici, 35.175 automobili e il 17% dell’elettricità prodotta dalla centrale nucleare di Mühleberg, recentemente chiusa.

La crisi migratoria deve essere finalmente stroncata. L’UDC esorta pertanto la nuova responsabile del Dipartimento di giustizia e polizia, Elisabeth Baume-Schneider, a:

  • interrompere immediatamente l’ammissione di migranti richiedenti l’asilo: coloro che entrano illegalmente in Svizzera devono essere respinti alle frontiere;
  • esercitare pressione in seno al Consiglio federale affinché il controllo dei nostri confini nazionali sia garantito. Il sistema Schengen/Dublino è fallito. La tutela delle frontiere esterne dell’UE non funziona, nonostante i versamenti miliardari;
  • garantire finalmente statistiche sull’immigrazione trasparenti e, soprattutto nel settore dell’asilo, mostrare i costi reali a carico dei contribuenti;
  • attuare finalmente i mandati costituzionali di controllo dell’immigrazione e di espulsione degli stranieri criminali;
  • rivedere regolarmente le ammissioni provvisorie e garantire immediatamente il rimpatrio dei parassiti dell’asilo nel loro paese d’origine.

 

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