Sondaggi
Previsioni elettorali
L’Unione democratica di centro (UDC) supera per la prima volta la soglia del 30% nelle intenzioni di voto, secondo quanto rivela il barometro elettorale della SSR a metà legislatura. Parallelamente, la sinistra si stabilizza, mentre i partiti liberali perdono terreno.
La destra conservatrice continua a guadagnare terreno in Svizzera, così come in diversi altri paesi dell’Europa occidentale. Già vittoriosa alle elezioni federali del 2023, l’UDC ha guadagnato altri 2,5 punti percentuali in due anni. Ora è accreditata del 30,4% delle intenzioni di voto. Se si trattasse di un risultato elettorale, sarebbe il migliore della sua storia.
Dall’altra parte dello spettro politico, i partiti di sinistra sembrano stabilizzarsi: i Verdi e il Partito socialista (PS) avanzano ciascuno dello 0,5%. Quelli dell’area liberale, invece, faticano: il Partito verde-liberale (PVL, centro-destra ecologista) perde 1,5 punti percentuali e il Partito liberale radicale (PLR) un punto. Anche Il Centro arretra leggermente, ma si posiziona ora davanti al PLR.
«La polarizzazione politica si accentua in Svizzera: i poli si rafforzano a scapito dei partiti dal posizionamento più moderato», osserva il politologo Michael Hermann dell’istituto Sotomo, che ha condotto il sondaggio. Sebbene l’immigrazione, tema centrale dell’UDC, abbia perso rilevanza nell’opinione pubblica, Hermann spiega l’avanzata del primo partito svizzero con l’aumento delle preoccupazioni legate alla sicurezza e alla sovranità.
Chi è il consigliere federale più popolare?
Siamo ai soliti sondaggi, che per noi lasciano il tempo che trovano e che, a tutt’oggi, non conosciamo, almeno chi scrive, da chi vengono finanziati!
In base all’inchiesta svolta dall’istituto Leewas su un campione di 14’775 persone scelte in tutto il paese (margine di errore +-2%) e pubblicata da Tamedia e «20 Minuten», al primo posto si piazza il neo consigliere federale Martin Pfister, «ministro» della difesa, che risulta il più gradito alla popolazione.
Segue a ruota, nella scala della popolarità, il consigliere federale Guy Parmelin. Ultimo, il responsabile della diplomazia, Ignazio Cassis (chi ne dubitava?)
Al terzo posto troviamo il «ministro» dell’ambiente, dei trasporti e dell’energia Albert Rösti, seguito dalla responsabile delle finanze, nonché presidente della Confederazione, Karin Keller-Sutter, dal responsabile del dipartimento di giustizia e polizia, Beat Jans, e dalla «ministra» dell’interno, Elisabeth Baume-Schneider (che migliora di una posizione rispetto al 2023). Mentre Ignazio Cassis scende di un rango rispetto a due anni fa). Il sondaggio, denuncia che la soddisfazione nei confronti del collegio governativo è calata rispetto a due anni fa, come anche la popolarità dei suoi membri. Un quarto dei soggetti vagliati si dice inoltre favorevole all’attuale «formula magica» per la composizione del governo, ossia due socialisti, due PLR, due UDC e un solo membro per il Centro.
Nuovo sorprendente sondaggio «200 franchi bastano»!
In data 12 corrente, è stato effettuato un sondaggio commissionato dall’editore Tamedia e dal quotidiano 20 Minuten, realizzato dall’istituto demoscopico Lee Was, che ha intervistato 14’775 persone in tutta la Svizzera tra il 18 e il 26 settembre. Alla domanda «come voterà sull’iniziativa volta a ridurre il canone radiotelevisivo da 335 a 200 franchi per economia domestica?», il 53% degli interrogati ha risposto sì o piuttosto sì; il 44% si è detto contrario, mentre il 3% si è dichiarato ancora indeciso.
Nell’inchiesta non emerge alcuna divisione tra uomini e donne, ma i risultati del sondaggio rivelano una frattura tra destra e sinistra. I simpatizzanti dell’UDC sostengono l’iniziativa promossa dal loro partito con l’86% di pareri favorevoli. Anche gli elettori del PLR si dichiarano favorevoli al testo nella misura del 63%. Sull’altro fronte dello schieramento politico, si registra un netto rifiuto da parte dei simpatizzanti del PS (75%). Anche il 65% degli elettori dei Verdi e il 74% dei simpatizzanti dei Verdi liberali sono contrari. Infine, più moderati appaiono gli elettori del Centro, con il 56% di pareri contrari.
Da notare anche la differenza di percezione in base all’età. Solo chi ha più di 65 anni si mostra contrario all’iniziativa.
Se il testo venisse approvato, il budget della Società svizzera di radiotelevisione (SSR) verrebbe dimezzato, passando da 1,3 miliardi a 630 milioni di franchi. I sostenitori dell’iniziativa «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)» intendono così riorientare la SSR verso i suoi compiti legali e aggiornare il modello di finanziamento, ormai obsoleto nell’era digitale.
Non sappiamo se dietro tutti questi sondaggi non vi sia lo zampino di SSR/SRG, ma comunque constatiamo che più se ne parla e più i favorevoli all’iniziativa aumentano.
FRG



