Salvaguardare la sicurezza della Svizzera – grazie alle neutralità armata e NO all’adesione al Consiglio di Sicurezza dell’ONU

Mar 4 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 160 Views • Commenti disabilitati su Salvaguardare la sicurezza della Svizzera – grazie alle neutralità armata e NO all’adesione al Consiglio di Sicurezza dell’ONU

In una conferenza stampa a Berna, l’UDC ha presentato il suo documento di posizione «Lo stato della politica di sicurezza della Svizzera». Il conflitto in Ucraina mostra ancora una volta quanto sia vitale per noi essere in grado di proteggere il nostro Paese e la nostra gente. La neutralità armata rimane il mezzo indispensabile a questo scopo. Ecco perché la Svizzera deve ritirare la sua candidatura al Consiglio di Sicurezza dell’ONU e approntare i mezzi necessari per allontanare le minacce esterne.

Come dimostra il conflitto Russia-Ucraina, il pericolo di guerre in Europa è reale. Una ragione in più per la Svizzera per restare fedele alla sua comprovata neutralità e investire nella sicurezza. Come Stato neutrale, la Svizzera si impegna all’imparzialità. Ciò significa che non interferisce nei conflitti internazionali e di conseguenza non emette sanzioni dirette contro altri paesi. Il principio di neutralità ha protetto il popolo svizzero da conflitti sanguinosi per oltre 200 anni. Offrendo i tradizionali buoni uffici, il nostro paese dà un prezioso contributo al raggiungimento di soluzioni pacifiche. Ma può farlo solo se non si schiera in modo unilaterale.

In questo contesto, l’UDC avanza in modo risoluto le seguenti richieste:

La sicurezza della Svizzera deve avere la massima priorità. «La Confederazione svizzera protegge la libertà e i diritti del Popolo e salvaguarda l’indipendenza e la sicurezza del paese», definisce l’articolo 2 della Costituzione federale. I politici, in particolare il DDPS della consigliera federale Viola Amherd, devono garantire che la Svizzera abbia le strutture, i mezzi e le capacità necessarie per allontanare le minacce e proteggere la popolazione.

La Svizzera deve astenersi dal sedere nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Come paese neutrale, questo ci esporrebbe a conflitti d’interesse ad alto rischio, poiché il Consiglio di Sicurezza decide sulla guerra e sulla pace nel mondo.

Dobbiamo restare fedeli alla neutralità armata perpetua senza alcun compromesso. Solo in questo modo possiamo continuare a offrire i nostri i buoni, apprezzati a livello internazionale e che giovano alla comunità degli Stati e alla pace nel mondo.

Chiesa: «Dei politici assetati prestigio stanno mettendo a rischio la neutralità»

Per il presidente del partito Marco Chiesa è chiaro: «La Svizzera fa molto di più per la pace offrendo i suoi buoni uffici che con un seggio nel Consiglio di sicurezza. Come membro del Consiglio di Sicurezza, diventerebbe inevitabilmente parte dei conflitti – con conseguenze pericolose per la nostra sicurezza». Chiesa critica aspramente la decisione dell’ufficio del Consiglio Nazionale di tenere solo un breve dibattito su questa decisione fondamentale. «Mezz’ora di dibattito per la più importante svolta politica in materia di affari esteri per la Svizzera! Questo è uno scandalo». Non dovrebbe essere «che alcuni politici e diplomatici assetati di prestigio sacrifichino la sicurezza e la comprovata neutralità del nostro Paese solo perché vogliono giocare un ruolo nella politica mondiale a New York».

Minaccia alla sicurezza interna

Il Consigliere nazionale Roger Köppel sottolinea che l’appartenenza al Consiglio di sicurezza dell’ONU minaccerebbe anche la sicurezza interna della Svizzera: «La cavalcata megalomane sul filo del rasoio della geopolitica potrebbe sconvolgere il nostro Paese anche sul piano interno. La Confederazione svizzera è ora uno Stato multietnico. Curdi e tamil, turchi e nordafricani formano un corpo di risonanza esplosivo. A seconda di quello che decideranno i nostri diplomatici a New York, i fronti di guerra passeranno proprio attraverso il centro della Svizzera», avverte Köppel.

La Consigliera federale Amherd deve ripristinare la capacità di difesa

Nonostante tutta la cautela e la prudenza in politica estera, tuttavia, «in caso di crisi o di conflitto, la Svizzera deve essere in grado di proteggersi e difendersi», come sottolinea il Consigliere nazionale Mauro Tuena. «Gli abolizionisti di sinistra hanno rovinato il nostro esercito negli ultimi decenni», afferma Tuena. Inoltre, i passi di riforma falliti hanno portato a un «auto-smantellamento delle nostre forze armate». «Il capo del DDPS, Viola Amherd, ha quindi il compito urgente di ripristinare le capacità difensive della Svizzera.

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