Tarallucci e vino
Siccome non siamo chiaroveggenti e non possediamo la sfera di cristallo, mentre stiamo scrivendo, non siamo ancora in grado d’ informare i nostri lettori del viaggio a Roma, della capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia, signora Baume-Schneider, e sull’esito dell’incontro con il Ministro degli Interni italiano Piantedosi. La CF, ha affermato, citiamo: «di non credere nei miracoli» e quindi, andrà a finire che in barba all’accordo di Dublino ci dovremo tenere tutti i clandestini che il Bel Paese ci ha rifilato. Inoltre, così tanto per non farci mancare niente, dovremo accogliere anche un consistente numero di Turchi che se la stanno filando dal Sultano di Ankara, vincitore delle recenti, (democratiche?) elezioni presidenziali. Come comunicato dalla SEM, Segreteria di Stato della migrazione, i permessi saranno accordati con «grande generosità» (sic!!). Già che ci siamo, possiamo pure fare un pensierino anche ad altri probabili arrivi e ciò a causa della crisi in atto nel Kosovo.
Dove metteremo tutta questa gente? Si pensa di alloggiarla in strutture militari, sempre che siano gradite dai nostri sempre più numerosi ospiti. Alla bisogna, sono già stati stanziati centotrenta milioni di franchi. Quanno ce vò, ce vò!
«Entrino Signori», accomodatevi. C’è posto per tutti! Noi Svizzeri siamo notoriamente generosi e soprattutto tolleranti. Sempre pronti ad aprirci, ad assimilare altre arricchenti culture. Quindi, se per noia vi venisse l’idea di compiere qualche marachella (furti, stupri, aggressioni, spaccio di droga, oppure siete sostenitori dello Stato islamico con l’intenzione di compiere qualche attentato in nome di Allah) – fate pure. Casomai, se qualche nostro poliziotto dovesse cogliervi sul fatto, fate valere i vostri diritti, reagendo con insulti, sputi, pugni e calci. Tranquilli, non vi accadrà nulla e non sarete espulsi! A essere giudicati e mazziati per «abuso di potere», saranno invece gli agenti di polizia. Ci sembra giusto perché «hic sacer hospes». E gli Svizzeri, in fatto d’ospitalità non li batte nessuno, già!
A Roma, la signora Baume-Schneider eviterà di «fare la morale a Piantedosi» e l’incontro finirà a «tarallucci e vino». Amichevoli pacche sulle spalle, calorose strette di mano, pranzi conviviali, sperticati elogi al nostro paese e tanti sorrisi sornioni sotto i baffi per averci fatti fessi un’ennesima volta, come prassi esige: un eloquente esempio di grande strategia diplomatica.
Cassis, invece, parteciperà alla riunione del Consiglio «d’insicurezza» dell’ONU per discutere delle misure da adottare per proteggere la centrale nucleare di Zaporizhzhya. Sicuramente, parteciperemo alle citate misure versando ancora qualche milioncino. L’essenziale è poter affermare: «c’ero anch’io!». In quanto all’eventualità di mettersi a disposizione per un ulteriore mandato, meglio lasciar perdere. Noi, a Chamberlain preferiremmo un Churchill sul quale poter fare affidamento, ma sull’’orizzonte della politica nazionale, attualmente purtroppo non se ne vedono.
Sospettavamo che i nostri grandi statisti – in modalità «oggi le comiche» – avessero l’intenzione di liquidare gli ultimi scampoli della nostra neutralità, oggi invece ne siamo convinti. E l’indipendenza?
È in procinto di essere sacrificata a Bruxelles: manca solo la firma da apporre sull’osceno accordo-quadro che l’UE vorrebbe che la Svizzera sottoscrivesse senza fare una piega! Occhio, signora Leu! Così arrischiamo di fare la fine dei nativi americani ma, nel contempo, permetteremo l’elezione al Parlamento europeo, di qualche nostro – si fa per dire – politico d’importazione, naturalizzato alla velocità della luce e detentore di più passaporti. Grandi patrioti, campioni indiscussi di opportunismo che si battono per il bene del paese!
In attesa che dagli antipodi arrivino altri esotici candidati, sempre più spesso ci chiediamo: ma il primo di agosto del 1291, Stauffacher, Fürst e von Melchtal, non avevano proprio nient’altro da fare? La Svizzera, allora non esisteva ancora, e secondo alcuni nostri autorevoli parlamentari DOC, «non esiste» nemmeno oggi. Quindi, che ci incazziamo a fare?
« Votate SÌ al progetto dell’OCSE, affinché il denaro rimanga in Svizzera! La risatina »

