Rispetto e gratitudine? Figuriamoci!
Spesso, dobbiamo sopportare le lagnanze di coloro che hanno scelto di rifugiarsi in Svizzera dopo essere scappati dai loro paesi. Raccontano di essere minacciati e che sono in grave pericolo ma poi, come fanno gli Eritrei, ci tornano per passarvi le vacanze, ovviamente pagate da noi. (sic!!) Siamo confrontati con una palese presa per i fondelli, tollerata per troppo tempo. Adesso è ora di dire basta e stringere i cordoni della borsa. Dobbiamo poi prendere atto di atteggiamenti arroganti da parte di coloro che accogliamo con eccessiva generosità e malgrado ciò tacere, altrimenti gli epiteti e le accuse di razzismo nei nostri confronti si sprecano. Quando arrivano, soprattutto giovani palestrati senza voglia di farne e con pretese a non finire, sono già perfettamente informati sul fatto che in questo paese basta chiedere e sarai esaudito. Vengono alloggiati nei centri di raccolta a cinque stelle, ma possono comunque uscire liberamente e girovagare per tutta la Svizzera a loro piacimento, tanto le gite le paghiamo noi. Con insopportabile presunzione, si permettono anche di criticare la Svizzera, ma si guardano bene dal tornare a casa. Disapprovano il nostro modo di vivere e la nostra cultura: non l’accettano, facendoci capire che vorrebbero imporci la loro! Opportuno meditare su quanto recita il Vangelo a proposito di «perle» e di «porci»!
Intanto, i progressisti nostrani impegnati politicamente a scaldar sedie, tengono loro bordone, auspicando maggiore inclusione e procedure sempre più veloci per favorire le naturalizzazioni. Per dimostrarci rispetto e gratitudine per averli accolti, questi asilanti di professione ne combinano di cotte e di crude. Ne sanno qualcosa i commercianti di Chiasso, costretti ogni giorno a subire furti che rimangono impuniti. Tutto regolare? Chiedetelo ai nostri poliziotti, spesso chiamati a calmare i bollenti spiriti dei nostri «ospiti» sicuri che, se anche sputi addosso, insulti o aggredisci l’agente che ti ferma perché stai commettendo un reato, non ti succederà nulla e non sarai espulso! Anzi, a rimetterci sarà il poliziotto, perché il politicamente corretto lo esige! Non siamo più disposti a tollerare questo andazzo!
I clandestini richiedenti l’asilo, pur essendo transitati attraverso paesi considerati sicuri, hanno comunque preferito piantare le tende nell’accogliente Svizzera. Chissà perché? Repetita iuvant: chi ci guadagna da cotanta inesauribile solidarietà? I trafficanti d’esseri umani, ONG, cooperative rossoverdi e pseudo organizzazioni umanitarie. Si continua a cianciare di coesione e si auspica maggiore integrazione. Inutili, stucchevoli bla bla, perché, integrarsi, significa anche condividere e accettare i valori del paese che ti ospita, assicurandoti il «tutto pagato e il tutto dovuto». Ci mancherebbe, altrimenti la CEDU s’incazza e ci martella le parti basse scatenando il panico a Palazzo federale. Signori, se in Svizzera non vi trovate bene, nessuno vi impedisce di tornare a casa, dandovi da fare per migliorare le condizioni dei vostri perennemente disastrati paesi. Ma qui casca l’asino! Questo comportamento comincia a darci sui nervi. Poi ci si meraviglia di certe reazioni e dello spostamento a dritta che si sta manifestando in questa Europa, ahinoi alla mercè di saltimbanchi della politica! Il peggio è che questi ingrati sono supportati da variopinti noti ambienti, allergici all’amor di patria. Già, vuoi mettere il multiculturalismo e la ricchezza che ci porta! Se poi si pratica alla lettera il credo del politicamente corretto, i furbacchioni – e non sono pochi – che da noi hanno trovato la cuccagna, ne approfittano alla grande, pretendendo ciò che nemmeno gli autoctoni possono permettersi. Ma guai a toccarli, bisogna rispettare i loro diritti! E i doveri? Quelli sono unicamente a carico nostro. Ancora una volta siamo costretti a constatare l’arrendevolezza con la quale i nostri – si fa per dire – governanti, tollerano certi atteggiamenti, cari ai rivoluzionari d’operetta in Eskimo e Rolex al polso: ma fateci il piacere! La barca, a furia d’essere piena, si è oramai inabissata!
Questa politica d’asilo è totalmente fallimentare e non ci porta nulla, criminalità a parte e le cifre astronomiche che essa comporta. Purtroppo, le nostre «7 aquile federali» non hanno ancora capito in che guai ci stiamo cacciando: quando lo capiranno sarà ormai troppo tardi!
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