Rapporti commerciali ormai solo con il Liechtenstein?

Mar 5 • L'opinione, Prima Pagina • 203 Views • Commenti disabilitati su Rapporti commerciali ormai solo con il Liechtenstein?

Satira

Con quali Stati di questa terra, la Svizzera può/deve intrattenere delle relazioni commerciali?

Dall’alto delle sue pretenziose aspettative, la Svizzera esige dai suoi partner commerciali stranieri degli standard/requisiti etici sempre più alti, in materia di amministrazione pubblica, diritti dell’uomo, ecologia e quant’altro. La lista degli Stati che soddisfano tutte le nostre aspettative morali diventa sempre più corta. Con chi la Svizzera può/deve ancora intrattenere oggi delle relazioni commerciali?

Con chi, dunque?

Per esempio, con la Cina, uno Stato sotto dittatura del partito e con la repressione delle minoranze? Con la Russia, dove gli oppositori sono avvelenati e incarcerati? Con gli USA, dove viene ancora applicata la pena di morte? Con l’inaffidabile UE, che disattende regolarmente le proprie leggi (per esempio il patto di stabilità) e dove democrazia è un concetto sconosciuto? Con l’Inghilterra, che ha esportato le sue varianti di coronavirus nel mondo e perfino in Svizzera? Con l’Italia, che passa mensilmente da una crisi di governo all’altra, e dove la mafia è l’unica ad avere le cose sotto controllo? Con gli Stati balcanici, retti da vere e proprie organizzazioni mafiose? Con l’Indonesia, che ottiene il suo olio di palma disboscando le sue foreste vergini? Con le Filippine, dove un quasi-dittatore colpisce senza riguardi i criminali del paese? Con il Sudamerica, dove in materia di produzione agricola non si sa nemmeno come si scriva «bio»? Con i paesi islamici, dove le donne sono oppresse e gli infedeli giustiziati? O con gli Stati africani, dove la corruzione assorbe il 90% dei nostri fondi per l’aiuto allo sviluppo? O forse dovremmo addirittura ritirare la nostra Guardia svizzera dal Vaticano a seguito delle accuse di pedofilia e delle peripezie della banca vaticana?

Così sui due piedi, mi vengono in mente almeno 100 Stati con i quali, a seguito dei nostri odierni concetti morali, democratici, umanitari e ambientali, dovremmo interrompere i nostri rapporti. A guardar bene, praticamente con tutti. Forse potremmo ancora intrattenere delle relazioni commerciali con il Principato del Liechtenstein ma, attenzione: secondo il nostro concetto di democrazia, non è che il principe vi abbia un potere eccessivo?

Proibire agli USA la pena di morte?

Qui sorgono alcune domande fondamentali. A cosa serve che la Svizzera della rossoverde Berna ingerisca in modo presuntuoso e arrogante in cose che non la riguardano, predicando all’intero mondo le sue aspettative quali toccasana universali e, addirittura, facendone dipendere le sue relazioni commerciali? Ogni Stato di questa terra ha una sua propria storia, una sua propria evoluzione, i suoi propri problemi e le sue proprie situazioni. Così, per esempio in materia di diritti umanitari, la situazione della microscopica Svizzera non si può confrontare con quella della Cina, con il suo enorme territorio e i suoi ca. 1,4 miliardi di abitanti. Quindi, perché voler predicare ai Cinesi quello che devono fare in casa loro? O dovremmo forse imporre agli USA l’abolizione della pena di morte quale condizione per una collaborazione commerciale?

Sarebbe meglio se la Svizzera si occupasse di più delle proprie faccende

Non sarebbe allora meglio se la Svizzera si occupasse di più delle proprie faccende, invece di, nella sua smania di superiorità morale, ingerire negli affari interni di altri paesi? Che questi Stati non gradiscano particolarmente il nostro super articolo d’esportazione «buonismo» e reagiscano con suscettibilità rispondendo con qualche «scortesia», non deve sorprenderci troppo. Come avremmo reagito NOI se, prima del 1971, gli altri Stati del mondo avessero congelato i loro rapporti con la Svizzera perché qui si violavano i diritti dell’uomo (la Svizzera fu uno degli ultimi paesi a introdurre quell’anno il diritto di voto alle donne)? Probabilmente appellandoci indignati alla nostra sovranità.

Ronco

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