Quando gli scheletri escono dall’ armadio

Nov 29 • L'opinione, Prima Pagina • 164 Views • Commenti disabilitati su Quando gli scheletri escono dall’ armadio

Cosa fanno? Sollecitano coloro che hanno la memoria corta!

Solitamente, accade nei periodi preelettorali, quando partiti e candidati sono in fibrillazione. Leggendo i giornali, vedendo cosa passano i TG e quelle trasmissioni dedicate prevalentemente e stupidamente al gossip – interi pomeriggi a parlare e sparlare di personaggi che hanno acquisito popolarità – ci si rende conto, che negli armadi c’è parecchia agitazione perché gli «inquilini» hanno voglia di manifestarsi per sollecitare le coscienze volutamente sedate.

Momenti e periodi particolari nei quali, gli «scheletri negli armadi» – e non sono pochi – gradirebbero uscire. Il fenomeno è conosciuto in ogni parte del mondo, ed è uno dei più temuti fra tutti coloro che si candidano ad ambite poltrone. Un vero incubo, che può causare un sacco di guai a chi è costretto a rendere conto, all’errante, quanto ingombrante struttura ossea, di fatti, azioni e comportamenti poco edificanti, tenuti celati in quanto potrebbero rivelarsi dannosi e compromettere la propria reputazione. Solitamente, quando lo scricchiolante «babau» fa capolino dall’armadio, il destino del candidato è già segnato, ovvero: «il Dadò è tratto!» e hai voglia a smentire!

Il dubbio s’insinua facendo perdere il sonno, oltre alla credibilità a colui che è oggetto d’attenzione da parte delle ingombranti ossute comparse. Se si trattasse di qualche minuscolo ossicino, si potrebbe anche chiudere un occhio, ma quando la macabra apparizione si erge integra di fronte all’opinione pubblica, allora non resta che arrendersi e ritirarsi dalla corsa alla poltrona. La più grande collezionista di reperti ossei – in questo caso possiamo parlare di immensi ossari – è la storia e molti di coloro che hanno contribuito a scriverla! «L’origine dell’espressione scheletri nell’armadio, – come riportato dall’Enciclopedia Treccani – rievoca un episodio risalente alla Rivoluzione francese. Dopo la morte del conte Mirabeau, celebrato come campione dei rivoluzionari, alle Tuileries in un armadio blindato, si scoprì una voluminosa documentazione probante gli accordi segreti del conte con il re, volti a contrastare e vanificare gli sforzi dei fautori della Rivoluzione.

Molto violente furono le reazioni dei Giacobini e anche la stampa se ne fece interprete: proprio da un’illustrazione satirica dell’epoca, raffigurante Mirabeau in forma di scheletro posto nell’armadio a custodire le prove del suo tradimento. Ecco da dove si deve partire per spiegare la metafora di cui ancora oggi ci serviamo».

La storia si ripete: pensiamo a certi capi di Stato, che si sono distinti nello stipare in capienti armadi un numero considerevole di scheletri e sappiamo per quali motivi! E che dire di certe istituzioni secolari?  In questi casi s’è tentato di applicare agli «armadi» congegni di sicurezza di ultima generazione, onde evitare che gli scomodi «inquilini» potessero uscire a solleticare le coscienze di chi sappiamo. Il tentativo s’è poi rivelato vano e i risultati sono lì da vedere nella loro indegnità.

Ipocriti, i tardivi pentimenti: chi sapeva, scientemente ha taciuto!

Di tempo libero, i macabri inquilini ne hanno assai poco a disposizione. Figuriamoci! Ogni giorno è buono per una sortita, favorita dai più disparati ambienti. I personaggi, che attirano l’attenzione degli «scheletri» usciti dagli armadi, sono consapevoli dei rischi che corrono; è il prezzo da pagare alla notorietà, alla gloria a volte immotivata e spesso ottenuta con mezzi assai poco meritevoli.

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