Qualche chicca dall’UE

Dic 12 • L'opinione, Prima Pagina • 1666 Views • Commenti disabilitati su Qualche chicca dall’UE

Dr. Francesco Mendolia

Dr. Francesco Mendolia

Hermann Van Rompuy è un politicobelga, Presidente del Consiglio europeo dal 2009 al 2014. Avrà diritto a più di 700.000 euro per non fare nulla a spese dei contribuenti per i prossimi tre anni, dopo aver terminato il suo mandato come presidente d’Europa.

Dopo aver concluso il suo mandato il 1°dicembre, l’ex presidente del Consiglio europeo sarà pagato 168’724 euro l’anno, il 55% del suo stipendio base, fino al dicembre 2017 – per facilitarlo a riprendere la sua vita al di fuori del mondo della burocrazia di Bruxelles.

 Il Telegraph ha stabilito che Van Rompuy riceverà anche un versamento una tantum di 26’496 euro e, avendo 67 anni, avrà una pensione di 65’611 euro all’anno, portando i suoi guadagni a 729’288 per i prossimi tre anni.

 L'”indennità transitoria” non richiede che Van Rompuy faccia alcun tipo di lavoro in cambio.

Schivo in pubblico, Van Rompuy non è stato estraneo alle controversie sugli sprechi della burocrazia europea da quando ha assunto la carica nel dicembre 2009.

È stato ampiamente criticato quattro anni fa per aver utilizzato le auto al suo servizio come taxi per portare la sua famiglia all’aeroporto di Parigi, per una vacanza privata nei Caraibi.

 

Da L’antidiplomatico

 

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Torna Farage: “Chi è il leader più incompetente? Nell’UE c’è forte competizione”

«Gli italiani devono prestare denaro agli spagnoli al 3%, ma per avere quei soldi devono prenderli in prestito sui mercati al 7%. È genio no? Brillante.

Quello che facciamo con questi aiuti è portare paesi come l’Italia verso nuove richieste d’aiuto».

L’eurodeputato inglese Nigel Farage torna ad attaccare l’UE.

Il leader spagnolo Rajoy? «Credo sia il leader europeo più incompetente, ma c’è una forte competizione per questo titolo».  

 

Da Linkiesta

 

 

 

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Alla Commissione europea, più che un maggiore potere politico servirà un potere magico per trasformare 21 miliardi di euro nei 300 promessi dal Piano investimenti di Jean-Claude Juncker, il cavallo di battaglia che l’ha portato a vincere le elezioni europee e che ora rischia di rivelarsi un cilindro senza coniglio.

I 21 miliardi sono per ora le garanzie che il lussemburghese ha deciso di portare in dote la mattina del 26 novembre al Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria a Strasburgo, proprio per ascoltare la proposta dell’esecutivo su come far ripartire l’economia europea.

La parola magica è «effetto moltiplicatore». Quello che dovrebbe fare lievitare il capitale messo sul piatto dall’UE.

Si tratta di risorse comunitarie che la Commissione ha intenzione di far fruttare fino a 315 miliardi, grazie a una “lievitazione” complessiva di 15 volte la cifra scucita dall’Unione europea, e cioè quei 21 miliardi divisi così: 16 messi direttamente dall’UE e 5 dalla Banca europea per gli investimenti (BEI).

 

Da Economia News

Ndr: (Sogno o son desto?)

 

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L’Europa è diventata una sorta di dogma. Non si capisce bene, nel complesso, se sia utile ai popoli che ne fanno parte. Punto. Guai a dire il contrario, altrimenti il linciaggio mediatico ad opera dei tromboni di destra-sinistra-centro è assicurato.

Una cosa è certa. L’Unione europea serve alle tasche delle migliaia di burocrati e tecnocrati che vi lavorano. Serve anche ai politici e alle loro clientele. Serve a tanti enti pubblici, che con i soldi europei hanno la possibilità di realizzare qualche progetto: utile o no che sia, non importa.

I progetti finanziati sono i più disparati.

Pensate che la presentazione di proposte per favorire l’inserimento al lavoro in Cambogia (sì, in Cambogia!) è sostenuta con un finanziamento di 3,9 milioni di euro.

Ci sono i 600mila euro impiegati per la “sensibilizzazione dei diritti sessuali e riproduttivi nel Burundi”.

L’UE è così generosa che naturalmente non può dimenticarsi dei partiti: a loro vanno 21,8 miliardi di euro.

Un mucchio di soldi vanno alle aziende turistiche, per favorire l’ormai mitologica “destagionalizzazione dei flussi turistici”. Quanti convegni sono stati fatti sul tema? Qualche migliaio.

I programmi che hanno una reale ricaduta sull’economia e la società sono davvero pochissimi se rapportati alla cifra di 308 miliardi di euro. Nonostante questo disastro di proporzioni gigantesche, ancora più grave vista la crisi economica e finanziaria, l’Europa non deve essere messa in discussione. Con i miliardi non si scherza.

 

Da Controcopertina del 5.dic.2014 http://www.controcopertina.com/sprechi-miliardari-il-vero-volto-dellunione-europea/

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