Poliziotti messi in croce e delinquenti tutelati

Apr 26 • L'opinione, Prima Pagina • 562 Views • Commenti disabilitati su Poliziotti messi in croce e delinquenti tutelati

Mestiere ingrato quello dei poliziotti! Sempre nel collimatore dei benpensanti e di coloro che del politicamente corretto e del buonismo da salotto hanno fatto il loro credo. Quindi, una buona scorta di chiodi rugginosi per crocifiggerli è sempre a portata   mano, non appena reagiscono alle provocazioni dei delinquenti presi con le mani nella marmellata. Eppure, eccoli messi sotto inchiesta e alla gogna mediatica dopo aver fermato due richiedenti l’asilo (sic!) probabilmente intenzionati a commettere un reato. Forse, gli agenti non sapevano oppure non sanno, che questi nostri ospiti sono intoccabili, che bisogna comprenderli e tutelarli poiché ancora traumatizzati (?) dalle loro passate esperienze

E allora tolleranza come se piovesse. Spacciano droga? Tollerare! Girano con un coltello a serramanico e spesso lo usano – vedi stazione centrale di Milano – sopportare e comprendere. E le vittime?   

Sospettiamo che i due «stinchi di santo» si siano ribellati al fermo e che abbiano anche ingiuriato i poliziotti, gratificandoli con qualche gentile epiteto del tipo «poliziotti bastardi e svizzeri di …» il tutto condito con qualche calcio negli stinchi e forse anche uno sputacchio. Se poi i due sgraditi ospiti – ci ripetiamo, richiedenti l’asilo! – sono andati in escandescenze, i nervi saldi la pazienza e la tolleranza possono anche esaurirsi e allora, giustamente, i poliziotti per calmare i bollenti spiriti, debbono agire con più fermezza! Non sia mai, apriti cielo! E allora vai con l’accusa di abuso d’autorità e di lesioni semplici.  

C’è qualcosa che non ci torna! Che cosa stavano combinando le due risorse d’importazione e da quale paese provengono? Nell’articolo riguardante il fermo non lo si dice, strano! Noi però siamo venuti a sapere – e da fonte fede degna – che i due richiedenti l’asilo (magrebini) scorrazzavano a velocità sostenuta e anche in contromano (sic!) a bordo di una vettura poi risultata rubata a Berna, con il rischio di causare un grave incidente. Che cosa ci facevano nel Mendrisiotto? Erano in gita turistica, volevano forse visitare le suggestive cantine, oppure intendevano compiere una rapina? Questo comportamento a dir poco sospetto ha fatto scattare l’inseguimento da parte dei poliziotti e il fermo. Che cosa dovevano fare gli agenti, girare la testa da tutt’altra parte, far finta di non vedere, lasciar perdere?

La delinquenza sta aumentando, eppure, c’è ancora chi non vuole sentire parlare di espulsioni o di mettere un freno all’accoglienza indiscriminata che comporta l’entrata in Svizzera di una forte percentuale di energumeni potenzialmente pericolosi che non hanno nulla da perdere poiché consapevoli – anche se delinquono! – che di essere sbattuti fuori a calci nel di dietro non se ne parla: la CEDU non lo permette!

Chissà: forse, se un giorno la signora Baume-Schneider dovesse essere vittima di una aggressione e gonfiata di botte, potrebbe magari cambiare parere e seguire l’esempio della perfida Albione; naturalmente dopo aver consultato la Von der Leyen, ci mancherebbe!

Ora saremmo lieti di sapere se questi due emuli di Bonnie and Clyde, sono già stati rilasciati e rimandati a Berna, oppure se sono ospiti del carcere a cinque stelle della Stampa. Se sì non ci rimarranno a lungo, poi torneranno sulle rive dell’Aar, pronti a compiere altre prodezze e a vivere naturalmente a sbafo.  

Ma questi «rifugiati economici» clandestini – probabilmente sbarcati a Lampedusa e ora a oziare sulle nostre spalle – vengono sottoposti a un minimo di controllo per quanto concerne i loro spostamenti, oppure possono allegramente girovagare indisturbati per tutta la Svizzera e combinarne di cotte e di crude? Possono! Se ci sono frontiere spalancate e valichi di confine incustoditi – insomma un colabrodo – che controlli si possono fare?

Intanto i nostri agenti stanno per essere crocifissi per, citiamo: «intervento oltre i limiti». Già, quelli li possono superare solo i delinquenti. Fa parte del pacchetto «diritti umani» dei quali si continua a sproloquiare. Avanti così e ne vedremo delle belle. Fra non molto accadrà anche da noi ciò che quotidianamente succede in Italia, nelle grandi città: scippi, aggressioni, rapine, donne violentate in strada, risse, gente che defeca e urina sui marciapiedi. Eloquenti esempi di grande civiltà e culture che dovremmo – come qualcuno pretende – assimilare, altrimenti la $inistra radical chic si arrabbia e lancia l’allarme fascismo! Ammiriamo lo stoicismo del popolo italiano, costretto ad assistere a cotanto degrado, per appagare il finto buonismo tipico di certe ideologie. Ma il troppo storpia e potrebbero innescarsi situazioni difficilmente controllabili. Non si tratta di demonizzare, ma purtroppo questa è la realtà e va sempre peggio.  

Per quanto ci riguarda, le statistiche parlano chiaro: in Svizzera, secondo un recente studio, la percentuale di detenuti stranieri è del 71,4%; scusate se è poco. Accogliamo persone prive di documenti, in maniera che non si possa capire da dove arrivano e quali siano i loro trascorsi, soprattutto per quanto riguarda la fedina penale, eppure ce li dobbiamo tenere! L’invasione continua inarrestabile mentre a Berna si continua a dormire. Comunque, e per quel che vale, personalmente siamo solidali con gli agenti della Polizia, coloro che invece accusano i poliziotti, da che parte stanno?

Comments are closed.

« »