Ma le palme appartengono al Ticino?

Feb 23 • Dal Cantone, L'opinione, Prima Pagina • 1529 Views • Commenti disabilitati su Ma le palme appartengono al Ticino?

Urs von der Crone
Presidente ds-SVP Tessin

Qualche tempo fa, in Vallemaggia, ho sentito l’esortazione: «Estirpate le giovani palme quando le vedete spuntare nella boscaglia o ai bordi dei sentieri!». Una drastica richiesta, cui non dare seguito sconsideratamente. Qualcuno sta forse confondendo le nostre belle palme cinesi (Trachycarpus) con delle piante invasive? Perché è vero che i loro frutti germogliano facilmente – seppure molto lentamente – facendo spuntare nuove piante dove gli uccelli portano i loro semi, ma non ho mai notato che rappresentino una minaccia per la vegetazione locale. È invece il caso con il poligono giapponese (poligono o fallopia) o con il kudzu (Pueraria), o altre piante «immigrate». Questi poligoni giapponesi possono diventare facilmente una minaccia per le piante indigene. Con riferimento alle palme, si sente poi spesso affermare che in Ticino esistono soltanto perché i nostri turisti tedeschi, confederati o di altri paesi amano vedere le palme a sud delle Alpi.  C’è un granello di verità in questa affermazione: la palma non è una pianta indigena – esiste nella nostra regione da appena 200 anni. Tuttavia, caratterizza il nostro paesaggio e non vorrei rinunciarvi. Dopotutto, anche i castagni e la vigna non sono piante indigene, crescono qui solo da circa 2’000 anni. Per non parlare delle azalee, dei rododendri e delle camelie, che hanno dovuto essere introdotte importandole dall’Asia, prima di poter diventare le piante tipiche ai bordi dei nostri laghi. A quanto sembra, gli immigrati ci sono sempre stati – solo che una volta potevamo ancora decidere noi chi ci andava a genio e chi no…

 

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