Ma che poverini…!

Mar 5 • L'opinione, Prima Pagina • 16 Views • Commenti disabilitati su Ma che poverini…!

Black Rot

L’espressione «ma che poverino…!» viene ironicamente utilizzata per qualcuno che si sente a torto svantaggiato e per questo si lamenta. Il significato di questa espressione lo imparai (lavorando a quel tempo a stretto contatto con lei) dall’allora procuratrice pubblica federale Carla Del Ponte. Quando fu nominata al Ministero pubblico della Confederazione, convocò la prima seduta dell’Ufficio direttivo un’ora prima di quanto si facesse in precedenza. Ciò era assolutamente OK per noi, ma uno dei collaboratori trovò irragionevole doversi alzare al mattino un’ora prima, e protestò veementemente. Del Ponte, un po’ irrispettosamente, addirittura sprezzantemente, lo apostrofò: «Ma che poverino…», e in seguito lo sostituì.

Ebbene, credo che adesso, in Svizzera, ci siano molti «poverini», decisamente troppi. Quali particolarmente «poverini» si considerano i giovani che oggi, con grande sostegno mediatico, cadono in una sorta di depressione da coronavirus. Ciò perché, a causa delle diverse restrizioni, devono rinunciare per alcuni mesi ai loro party, eccetera. Ciò, apparentemente, ha portato molti di loro a un lockdown mentale. E quindi, sempre più spesso, emergono casi in cui dei giovani ritengono di dover ricorrere a trattamenti psicologici o psichiatrici per la loro sopravvivenza fisica. Si vanno ad aggiungere a tutti quelli che, prima di loro, in matematica a scuola si dibattevano nel totale marasma, non riuscendo nemmeno più a calcolare tre per quattro.

I veri «poveri», perché ce ne sono davvero non pochi, meritano il nostro totale sostegno. Ma dei giovani viziati che, senza i loro party, precipitano immediatamente nel vuoto, non lo meritano. È perciò sconcertante che, secondo il Consiglio federale, proprio per loro – perché «soffrono molto per le misure adottate» (apparentemente, gli anziani con restrizioni ben maggiori non ne soffrono) – abbia previsto il 17.2 degli allentamenti più rapidi in materia di offerte culturali e per il tempo libero (con le quali, sia ben chiaro, non si intendono le visite ai musei). La presunta, totalmente irrazionale e mediaticamente sostenuta a gran voce «sofferenza» giovanile ha, sulle decisioni politiche, molto più peso di qualsiasi razionalità. «Ma che poverini…».

 

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