L’UE? È come il gigante Golia

Apr 28 • L'opinione, Prima Pagina • 571 Views • Commenti disabilitati su L’UE? È come il gigante Golia

Il «Golia UE» continua a fare il bullo, mostra i muscoli pompati con il sangue succhiato ai popoli di paesi (vedi Grecia e mettiamoci anche l’Italia) che purtroppo, grazie ai soliti ricatti, sono praticamente costretti a far parte di quel consorzio formato di scartini e scartine, dove a dettare legge sono Germania e Francia, mentre la von der Leyen, la «regina dei vaccini», serafica autorizza. «Golia», in Svizzera può contare sull’appoggio di numerosi leccapiedi, quelli che, senza alcuna dignità, vorrebbero andare a Bruxelles per poter intascare il ricco stipendio, indennità, bustarelle e contribuire a creare enormi danni.

Superfluo ricordare cosa accadde al gigante quando si trovò al cospetto di Davide. Una fionda e una pietra furono sufficienti per mandare al tappeto l’arrogante filisteo! Un ripasso della Bibbia e una rilettura del primo Libro di Samuele potrebbe rinfrescare la memoria al vicepresidente UE, Maroš Šefčovič, e al «nostro» capo del DFAE. Intanto, il colosso dai piedi d’argilla continua a ricattare e minacciare per imporre le sue arroganti pretese (vedi accordo-quadro istituzionale) e regole al nostro paese.

Sapendo come è messo il «gigante», ci scappa un sorriso di compatimento, come quando qualcuno le spara grosse e quindi non viene preso sul serio. Logico, dopo certe assurde decisioni!  Ad esempio, le deliranti normative in tema di frutta e verdura: lunghezza dei cetrioli, curvatura delle banane, diametro delle albicocche, ecc. Come e cosa dobbiamo mangiare, una assurda strategia per imporre un sistema alimentare vomitevole a base di insetti, larve e altre schifezze che si vorrebbero far passare per prelibatezze e che dovrebbero sostituire la dieta mediterranea. Imporre quanto latte poter produrre, quante mucche si possono possedere e quando mungerle. Ma sul problema non da poco della migrazione fuori controllo, e relativa redistribuzione dei clandestini, Bruxelles temporeggia! Ovvero: aspetta e spera!

Per non parlare dei catastrofici scenari se si dovessero applicare servilmente i demenziali diktat ecologici, mentre Cina, India e USA si fanno gli affari loro! E non dimentichiamo le insensate modifiche che si vorrebbero applicare alla glottologia. Quante amenità! Abbiamo a che fare con un branco di burocrati, dilettanti allo sbaraglio, senza arte né parte, che nei loro paesi non sono riusciti – considerato il loro basso profilo – a ritagliarsi un ruolo nell’agone della politica (allora togliamoceli dai piedi e mandiamoli in UE, almeno da noi non faranno disastri!).

Infatti, ora eccoli a Bruxelles e ogni tanto a Strasburgo, ma i danni sono manifesti, così com’è palese che nell’UE, ogni paese membro fa il proprio interesse. Il «gigante» è sempre convinto di essere potente, ma quando USA e Cina fanno un fischio, «Golia» se la fa sotto. Remissivo tace e ubbidisce! E noi dovremmo «avvicinarci», o peggio, far parte di quel ginepraio? Poi vanno messi in conto gli sprechi del grande regno oltre, come ben sappiamo, alla corruzione. I fenomeni che siedono nel parlamento UE sanno come riempire la cassa quando è necessario – vedi l’1,3 miliardi che noi stupidamente dilapidiamo per favorire l’autoritarismo di Bruxelles – altrimenti ritorsioni e intimidazioni a non finire, mentre Berna, more solito, tace! Un governo pavido e incapace di farsi rispettare quando occorre. Allora ci sorge una domanda: ma ce l’abbiamo un governo? Al proposito abbiamo parecchi dubbi!

Per quanto riguarda i sondaggi taroccati su ulteriori «ravvicinamenti» all’UE – o peggio – adesione alla NATO e altre disastrate disorganizzazioni, a decidere, per chi fa finta di non saperlo (sic!!) sarà comunque il Sovrano, e non certi nostri CF e parlamentari di origine incontrollata, detentori di passaporti multipli e multicolori.

Sia ben chiaro! Non vorremmo essere costretti a reagire come fece il piccolo Davide, munito solo di una fionda ma con un’ottima mira. Intanto, pazienti, attendiamo il tonfo del «Golia UE» quando stramazzerà a terra.

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