L’UDC si batte contro lo spostamento dei lavoratori anziani nelle istituzioni sociali

Nov 25 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 553 Views • Commenti disabilitati su L’UDC si batte contro lo spostamento dei lavoratori anziani nelle istituzioni sociali

La Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati (CSSS-CS) ha approvato il sistema delle prestazioni transitorie per i disoccupati anziani. Questa decisione è indifendibile, perché queste prestazioni sono nocive per i lavoratori anziani che le imprese rimpiazzano con manodopera importata giovane e a buon mercato. Esistono sufficienti esempi stranieri a conferma di questa constatazione. Invece di affrontare il male alla radice, quindi di gestire finalmente l’immigrazione in maniera autonoma, il Consiglio federale preferisce creare una nuova e costosa assicurazione sociale, spingendo i lavoratori anziani sul binario morto delle istituzioni sociali.

È a causa della libera circolazione delle persone che i lavoratori anziani sono sempre più sovente rimpiazzati da stranieri giovani e a buon mercato. Prossimamente sottoposta al popolo, l’iniziativa per la limitazione porrebbe fine a questa prassi deleteria, perché essa esige che la Svizzera gestisca di nuovo in maniera indipendente l’immigrazione nel suo territorio. Per paura di vedere questa iniziativa accettata, il Consiglio federale vuole introdurre una nuova rendita-ponte per i lavoratori anziani che perdono l’impiego. Queste persone riceveranno una cosiddetta prestazione transitoria invece dell’assistenza sociale – e ciò, è bene ricordarlo, in un periodo in cui il finanziamento delle nostre principali opere sociali, AVS e AI, non è più assicurato a lungo termine e gli oneri sociali stanno esplodendo.

Un gioco perfido

In queste condizioni, è incomprensibile per l’UDC che la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati (CSSS-CS) approvi questo progetto di rendita-ponte. Con questa decisione, essa sostiene il gioco perfido del Consiglio federale che, con un progetto nocivo e che costa centinaia di milioni di franchi, tenta di combattere – con il denaro dei contribuenti – l’iniziativa per la limitazione e di comperare l’adesione dei sindacati all’accordo-quadro Svizzera-UE. Esigendo che il Consiglio federale faccia dopo otto anni un rapporto sull’efficacia della prestazione transitoria, la commissione raggiunge il colmo dell’ipocrisia: essa si prepara un’uscita di sicurezza per eventualmente sopprimere la rendita-ponte una volta che l’iniziativa sia respinta e che l’accordo-quadro con l’UE sia firmato.

Le persone che si pretende siano aiutate sono in realtà i grandi perdenti

È chiaramente dimostrato che la prestazione transitoria nuoce alle persone che pretende di sostenere, ossia donne e uomini cha hanno lavorato tutta la loro vita, che hanno pagato i premi per la loro previdenze e che, oggi, vengono rimpiazzati con giovani stranieri a buon mercato, grazie alla libera circolazione delle persone. Inoltre, una persona a beneficio di questa rendita non percepirà che una frazione del suo salario precedente e non pagherà più i premi della cassa pensione, per cui la sua rendita-vecchiaia sarà ridotta. È evidente: nonostante questa prestazione transitoria, i disoccupati anziani saranno finanziariamente sfavoriti rispetto a coloro che lavorano. Ma non è tutto: questo sistema svantaggia i beneficiari di prestazioni complementari in età del pensionamento, il cui limite delle spese di sussistenza sarà più in basso di quello dei nuovi pensionati.

Ecco perché l’UDC combatte con determinazione – il suo gruppo parlamentare è il solo a farlo – la nuova rendita-ponte, tanto in commissione quanto poi in seguito nel plenum del parlamento.

 

Comments are closed.

« »