L’oasi felice UE

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Dr. Francesco Mendolia

Dr. Francesco Mendolia

Il piano Juncker andrà ad aggiungere risorse a quelle già previste dagli strumenti classici, quali i fondi strutturali nelle loro diverse coniugazioni. La misura, quindi, dovrebbe avere un effetto concreto e d’immediato impulso per quelle aree in sofferenza economica e sociale come il Sud di Italia.

Il problema però nasce quando ci si sofferma a riflettere sul come i nostri amministratori potrebbero gestire i fondi, qualora, malauguratamente, essi dovessero essere affidati all’amministrazione e al management nazionali. La speranza è che il meccanismo preveda invece una coordinazione centralizzata della Commissione con la Bei e con gli altri organi preposti.

Perché è desolante leggere che dei 28 miliardi di euro stanziati da Bruxelles per l’Italia, per il periodo 2007-2013 per la realizzazione degli obiettivi di occupazione, competitività ed eliminazione del divario sociale, sono stati spesi appena la metà, e che quindi 14 miliardi e 390 milioni di euro non sono stati finora neanche impegnati dalle autorità italiane competenti.

Se tali fondi, pari a circa l’1% del PIL italiano del 2013, non saranno utilizzati entro il 31 dicembre 2015, l’Unione Europea non sarà più vincolata ad erogarli per il periodo 2014-2020 e potrebbe in ogni caso rivedere le stime delle somme necessarie all’Italia per le manovre strutturali fondamentali quali appunto investimenti, occupazione, infrastrutture e altro. Lo rivela uno studio Eurispes, che ha comunicato i risultati allarmanti sull’impiego dei fondi nel nostro Paese.

L’Italia, quindi, fa fatica a spendere i fondi europei mentre il paese langue e il Sud della penisola arranca in uno stato economico e sociale pauroso. Le regioni meridionali, alle quali sono destinate la maggior parte di quei fondi, non hanno saputo spenderli, semplice, chiaro e netto.

 

Da MicroMega  9/2014

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Il tempo delle feste e degli infiniti cenoni di Natale sta arrivando, anche il periodo degli avanzi e degli sprechi alimentari. Ogni anno l’Europa produce tre miliardi di tonnellate di rifiuti nel nostro continente, 16 tonnellate circa pro capite.

Eppure con una corretta applicazione delle normative UE in materia si creerebbero 400 mila posti di lavoro entro il 2020 e un risparmio di 72 miliardi annui. Solo nell’arco del 2010, secondo gli ultimi dati di Eurostat, si contano 2506 milioni di tonnellate di rifiuti generati da attività economiche e dai nuclei familiari. Tra i più spreconi le famiglie inglesi che gettano circa il 25% del cibo acquistato. Mentre secondo un’analisi dell’Agenzia europea dell’Ambiente, i paesi che hanno riciclato la più grande quantità di rifiuti urbani sono l’Austria , la Germania e il Belgio. Meno di un quarto degli alimenti che finiscono nella spazzatura nella sola Europa, potrebbero sfamare 805 milioni di persone nel mondo. Da Sprechi e rifiuti in Europa: l’UE propone una guida al consumo

 

Scritto da Irene Giuntella Mercoledì, 10 Dicembre 2014

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Una guida dell’UE contro sprechi alimentari e rifiuti

Nelle scorse settimane l’UE ha promosso una guida al consumo nell’ambito della Campagna di Generation Awake della Commissione Europea per imparare a “ridurre, riutilizzare e riciclare”.

L’occhio è spesso più grande della pancia e tanti alimenti finiscono proprio per questo nel cestino. Per evitare ciò si possono ad esempio mangiare il giorno dopo gli avanzi, farne un compost, utilizzare i pomodori troppo maturi o quasi marci per cucinare un sugo, fare zuppe o salse in grado di impiegare tutti i cibi rimasti.

Ogni volta che si svuota una bottiglia di una bevanda nel lavandino, ad essere sprecato non è solo il liquido contenuto, ma tutto il processo che ha portato a produrlo (l’acqua e l’energia utilizzati per far crescere i raccolti, trattare le bevande ecc). Per ridurre lo spreco di bevande si consiglia di preparare le bevande nella quantità che si presume di consumare (soprattutto riguardo al thè e il caffè che richiedono l’utilizzo di molte risorse), comprare bevande concentrate che durano di più rispetto agli altri prodotti, utilizzare bevande non più fresche, come il vino, nella preparazione dei cibi per esaltare il sapore degli alimenti.

 

Un quarto di litro di petrolio per una bottiglia d’acqua

Per i rifiuti di plastica si parla di 25,1 milioni di tonnellate aumentati del 2,4% rispetto ai livelli del 2010. Ma nel 2011 il tasso di recupero di questi rifiuti ha raggiunto il 60% e sembrerebbe in crescita. Sarebbe più ecosostenibile bere l’acqua del rubinetto o filtrarla con una caraffa o acquistare sempre bottiglie grandi per ridurne la quantità rispetto a tante piccole, suggerisce la guida.

 

Scritto da Irene Giuntella Mercoledì, 10 Dicembre 2014

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Dal 2002 la durata media di un telefonino è di 18 mesi

Nell’era degli iPhone e smartphone è nata la moda di avere sempre e comunque l’ultimo modello, più piccolo prima e ora sempre più grande, quasi un computer, sotto l’albero potrebbe trovarsi l’ennesimo telefonino. Ogni anno, in tutto il mondo, vengono utilizzate 320 tonnellate di oro e altre 7500 tonnellate di argento per fabbricare computer, telefoni cellulari, tablet e altre apparecchiature elettroniche. Quarantuno vecchi cellulari basterebbero all’estrazione di un grammo d’oro. Tra i suggerimenti per riciclare al meglio i prodotti elettronici si consiglia di attivarsi per portarli ai punti di raccolta predisposti.

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Consumo d’acqua

Un quinto della popolazione mondiale vive in aree in cui l’acqua scarseggia, ma la quantità d’acqua presente sul pianeta è abbastanza per supportare la corrente popolazione mondiale di circa 7 miliardi di persone, il problema è che non è ben distribuita e molto spesso sprecata.

Il getto d’acqua di una doccia molto potente porta a consumare più acqua rispetto a una vasca piena. Una soluzione ecosostenibile è rappresentata dall’utilizzo di una doccia con un getto meno potente, chiudere il rubinetto mentre ci si mette shampoo e bagnoschiuma, ridurre il tempo per la doccia. Infine scegliere di fare la doccia ogni mattina anziché un bagno risparmia circa 400 litri di acqua a settimana (http://www.generationawake.eu/it/guida-al-consumo/la-guida-per-lacqua/).

Sprechi e rifiuti in Europa: l’UE propone una guida al consumo

 

Scritto da Irene Giuntella

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