L’oasi felice UE

Ago 7 • L'opinione, Prima Pagina • 1319 Views • Commenti disabilitati su L’oasi felice UE

Dr. Francesco Mendolia

Dr. Francesco Mendolia

Lo schifo più assoluto – il parlamento UE boccia la proposta che obbligava gli eurodeputati a rendere conto pubblicamente dei rimborsi ”spese” !!!

 

Si dice spesso che i tacchini non votano mai a favore del pranzo di Natale e quindi non deve sorprendere se i parlamentari europei hanno bocciato una proposta che li avrebbe obbligati a dichiarare come spendono i soldi che ricevono per i rimborsi spese.

Ogni membro del parlamento europeo, oltre a ricevere uno stipendio da nababbo, ha anche diritto a vari rimborsi spese e tra questi esiste un rimborso generale di 3.600 euro al mese per ogni parlamentare, allo scopo di coprire spese per affitto di uffici e bollette.

Al momento, i parlamentari europei non sono tenuti a fornire una copia delle ricevute per queste spese, quindi quasi tutti fanno la cresta ottenendo rimborsi superiori alle spese sostenute e la differenza finisce direttamente nelle loro tasche, dimostrando con questo d’essere quasi tutti dei farabutti.

Tale proposta aveva lo scopo di porre fine a questo abuso, ma evidentemente i nostri rappresentanti al parlamento europeo pensano di avere il diritto di rubare soldi pubblici e per tale motivo hanno bocciato questo provvedimento.

Questa notizia ha fatto infuriare gli euroscettici d’Oltremanica, non solo per l’arroganza degli europarlamentari, ma anche perché tale provvedimento riguardava solo uno dei tanti rimborsi cui hanno diritto e che costa ai contribuenti europei 38 milioni di euro all’anno.

Infatti, ogni parlamentare europeo, oltre al suddetto rimborso, ottiene anche dei gettoni di presenza ogni volta che va al parlamento europeo o partecipa alle riunioni dei vari comitati, più 20mila euro al mese per i propri assistenti (spesso parenti e amanti degli europarlamentari) e poi hanno diritto a un rimborso annuale di 3.600 euro per viaggi al di fuori del loro paese di appartenenza e rimborsi per viaggi di lavoro, spesso fatti in prima classe.

Tali sprechi sono la principale ragione per cui molti cittadini britannici vogliono uscire dall’Unione europea e sicuramente anche gli italiani la penserebbero allo stesso modo se sapessero come viene sprecato il denaro a loro estorto da questi parassiti.

Purtroppo la stampa di regime censura queste notizie perché non vuole far sapere agli italiani che l’Unione Europea non agisce esattamente… per il nostro bene e quindi tutto ciò che può arrecare turbamento, fastidio, imbarazzanti necessità di spiegazioni pubbliche viene ignorato. Noi ovviamente non ci stiamo e continueremo a informare tutti i cittadini.

 

FONTE: BlogDiEles

Dal Blog Siamo la gente

 

 

Il TTIP (Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti) è il trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico che ha l’intento di abbattere dazi e dogane tra Europa e Stati uniti, rendendo il commercio più fluido e penetrante tra le due sponde dell’oceano. Ribattezzato il patto segreto tra USA e UE, ha creato non pochi scandali. Infatti, per molti l’Europa starebbe negoziando in gran segreto con il Governo USA da due anni  per creare il più grande mercato economico mondiale. L’obiettivo è di aumentare ricchezza e occupazione per entrambi i firmatari: la Commissione europea si aspetta un impatto positivo dello 0.4% medio annuo sul PIL del vecchio continente fino al 2027 e dello 0.5% per quello americano. Questo dato sarebbe addirittura più vantaggioso per l’Italia. Matteo Renzi starebbe spingendo per accelerare le trattative dopo la sua visita negli USA a metà aprile, dichiarando che vede nella firma del trattato un occasione importante per la ripresa economica italiana. Ma c’è anche chi, per esempio la sinistra radicale e i Cinque stelle in Italia – ritiene che l’accordo porterebbe all’Europa più danni che benefici.

Accanto alla prospettiva economica, va considerata quella geopolitica; il trattato è stato più volte criticato perché porterebbe a quello che viene definito da alcuni esperti americani un “blocco geopolitico” offensivo nei confronti di paesi emergenti come Cina, India e Brasile, creando un mercato interno tra l ‘Europa e gli Stati uniti  e rilanciando così la supremazia del vecchio mondo sul nuovo. Critiche che si estendono anche al timore di dare troppo potere alle multinazionali e di trovare nei supermercati prodotti che non garantiscono gli stessi standard di sicurezza europei, come nel caso degli organismi geneticamente modificati, accettati negli Stati uniti e vietati in Europa.

Ma “Il TTIP ridurrà la burocrazia elevando i nostri standard di lavoro – hanno assicurato i negoziatori americani ed europei  – prodotti testati e certificati in un continente lo saranno automaticamente anche nell’altro. In questo modo rinforzeremo le nostre relazioni e diventeremo un modello per il resto del mondo. Abbiamo già fatto molti passi avanti”.

Durante un’intervista al New York Times, l’economista Andrè Sapir della think tank con base a Bruxelles ha dichiarato che Europa e USA ”sono coloro che fanno la maggior parte delle leggi globali, ed è questo il significato fondamentale del accordo TTIP”. Infatti, secondo Sapir, l’ 80% delle leggi globali viene deciso dai due continenti e ogni giorno 1,8 miliardi di dollari tra beni e servizi vengono scambiati tra le due aree. Gli investimenti diretti invece, ammontano a 312 miliardi dagli USA verso l’UE, mentre fanno il tragitto opposto altri 159 miliardi di euro.

I benefici sarebbero innegabili, ma le trattative trovano continui intoppi tecnici o causati da proteste per la mancanza di trasparenza, che aumentano sempre più man mano che si arriva alla stesura dell’accordo.

La trattativa, una volta approvata, dovrà comunque avere il via libera da parte del Congresso USA, del Parlamento europeo e di tutti i Parlamenti nazionali europei. Basterebbe un no per bocciare la trattativa intera. Quello dei negoziatori è un compito arduo, specialmente in un periodo in cui la globalizzazione non sembra andare più tanto di moda.

 

Scritto da Eliona Cela

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