Aprire le porte a tutti: ecco cosa succede!

Gen 27 • Dal Mondo, L'opinione, Prima Pagina • 314 Views • Commenti disabilitati su Aprire le porte a tutti: ecco cosa succede!

Nella vicina Busto Arsizio in provincia di Varese, all’inizio di gennaio, circa 40 giovani – perlopiù immigrati di seconda generazione – hanno aggredito e accerchiato le forze dell’ordine.

L’incidente è avvenuto intorno al McDonald’s di Piazza Garibaldi, dove due agenti, intervenuti per fermare due ragazzi di origine nordafricana, sono stati circondati da un gruppo ostile che li ha insultati e minacciati.

I poliziotti erano intervenuti per bloccare due uomini, di 33 e 25 anni, che stavano creando disordini all’interno del locale e danneggiando automobili, lanciando bottiglie contro le vetture in transito. Il gruppo di giovani, in gran parte immigrati, ha accerchiato i due agenti, costringendoli a indietreggiare sotto il peso della violenza verbale e fisica, con cori e insulti contro il governo e la premier Giorgia Meloni, oltre a slogan come «polizia di m****» e «dovete morire tutti».                                    

Solo dopo l’arrivo di rinforzi da parte di polizia e carabinieri, la situazione è stata ristabilita. Gli agenti sono riusciti a identificare e denunciare i due uomini, entrambi irregolari e con precedenti.

Questo episodio si inserisce in una serie di violenze che hanno avuto origine dopo la tragica morte del 19enne Ramy a Milano, un evento che ha alimentato numerose manifestazioni contro le forze dell’ordine in diverse città italiane.

La gravità dell’aggressione di Busto Arsizio segna un nuovo capitolo nella «strategia della tensione» contro le forze dell’ordine, come denunciato dai sindacati di polizia. Un altro episodio di violenza si è verificato a Roma, nel quartiere San Lorenzo, dove le forze dell’ordine sono state bersagliate con bombe carta e fumogeni durante un presidio per commemorare Ramy. In quell’occasione, 8 agenti sono stati feriti durante l’attacco. E ancora, a Torino, si è verificato un assalto a tre presidi di polizia e carabinieri, segno che la violenza contro le forze dell’ordine è diventata una costante. Il sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni, ha definito quanto accaduto a Busto Arsizio come una «rivolta di piazza», condannando fermamente l’atteggiamento violento nei confronti degli agenti.

La vicinanza geografica di Busto Arsizio ai confini con la Svizzera, a pochi chilometri dal Ticino, rende particolarmente rilevante la situazione, poiché questi disordini non solo minano la  sicurezza interna dell’Italia, ma potrebbero anche coinvolgere il nostro Canton Ticino.

Ci auguriamo che la nostra polizia si sia già preparata a episodi simili. E che non dovremo prossimamente leggere o sentire che anche in Ticino dei rifugiati o persone senza permesso di dimora dettino legge alle forze dell’ordine.

FRG

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