L’oasi felice UE

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Dr. Francesco Mendolia

Ho terminato di raccogliere queste notizie il 15 dicembre 2023. Il 15 dicembre 1898  le ceneri di Cristoforo Colombo vengono imbarcate all’Avana per essere trasportate a Siviglia.

Guerra in Ucraina

L’attuale crisi in Ucraina, che sembra stia portando l’Europa sull’orlo di una guerra, ha radici lontane. La rivolta che prende il nome di Euromaidan ha posto le basi affinché la Russia, nel 2014, si decidesse a intervenire nel paese con un’operazione di guerra ibrida magistrale in Crimea, ma che non ha avuto la stessa efficacia, e risultato, nella regione del Donbass. Da allora, in Ucraina, è presente un nuovo «conflitto congelato» che è fonte di continue escalation che sono culminate nell’ultimo anno, grazie a una mobilitazione delle forze armate russe senza precedenti. Il pericolo maggiore, per Mosca, è vedere Kiev entrare nella NATO, mentre dalla parte opposta si teme l’invasione terrestre e la risoluzione dello stallo apertosi nel 2014 con un’operazione militare che porrebbe fine all’indipendenza ucraina. Il Cremlino non può tollerare che l’Alleanza si espanda ulteriormente verso i propri confini, dopo aver visto passare nella sua orbita i Paesi Baltici, la Polonia, e la Romania, ed è per questo che ha fatto esplicita richiesta che gli Stati Uniti, visti come i soli attori che regolano le sorti dell’Europa, ritornino a una condizione pre-1997, ovvero prima della grande espansione a est della NATO. (omissis). A Washington – e a Bruxelles – non si accetta quello che, a tutti gli effetti, è un diktat che porterebbe gli Stati Uniti a perdere la loro vocazione di potenza globale, col rischio, ben presente, che anche dall’altra parte del mondo, in Estremo Oriente, si perda fiducia in Washington e si decida di affidarsi a Pechino, nonostante la sua politica estera aggressiva. In ballo c’è più dell’Ucraina: c’è, ancora una volta, la riaffermazione della leadership mondiale USA. La tensione è alle stelle, i giocatori hanno disposto tutte le loro pedine militari, la diplomazia sembra stentare: la settimana di colloqui che ha visto i delegati russi, statunitensi e dei paesi della NATO incontrarsi per tre volte in pochi giorni a metà gennaio, non ha avuto alcun effetto di sorta per invertire la lancetta di un orologio che inesorabilmente si avvicina alla mezzanotte. Negli ultimi 30 anni mai si era vista, in Europa, una crisi di questa portata, nemmeno durante il conflitto nella ex-Jugoslavia: per ricordare qualcosa di simile bisogna ritornare alla Guerra Fredda e al 1983, quando i missili nucleari a raggio medio e intermedio di entrambi i blocchi contrapposti ci hanno portato sull’orlo dell’abisso atomico.

(insider over)

Tutti i segreti delle guerra elettronica russa nella guerra in Ucraina

La guerra elettronica, o Electronic Warfare (Ew), è parte integrante dei conflitti moderni sin da quando si è cominciato a usare la radio per le comunicazioni, ma si potrebbe addirittura anteporre questa soglia se si considerano le intercettazioni/interruzioni effettuate sui cavi telegrafici. È intuitivo che disarticolare e interrompere i sistemi di comunicazione avversari è fondamentale per ottenere la supremazia sul campo di battaglia: se il nemico non è in grado di inviare ordini, di controllare le risorse sul terreno e di ricevere aggiornamenti dal fronte, le sorti di uno scontro armato sono già segnate. Il progresso tecnologico dei sistemi di scoperta (ad esempio il radar) e di comunicazione ha portato con sé la ricerca per l’interruzione/eliminazione di tali strumenti. La Russia pone molta importanza all’Ew sin dai tempi dell’Unione Sovietica, e ha dimostrato di saper adeguare le proprie risorse tecnologiche per colmare le lacune emerse durante i recenti conflitti, sebbene con un approccio leggermente diverso rispetto all’Occidente, determinato dal differente modo di concepire le operazioni belliche. Le forze di terra sono al centro della dottrina militare russa, pertanto anche l’approccio di Mosca all’Ew ne risente, con la presenza di sistemi da guerra elettronica basati a terra di teatro affiancati da altri di portata via via inferiore (e mobili) in un’architettura multilivello che è supportata in minore misura dai sistemi aviotrasportati rispetto a quanto avviene nella NATO. L’interesse militare della Russia nell’area dell’Ew è stato inoltre stimolato dalle analisi dell’uso della guerra elettronica da parte degli Stati Uniti e dei loro alleati della coalizione nella Prima Guerra del Golfo nel 1991. Numerosi studi condotti da ufficiali di Stato maggiore russo negli anni ’90 hanno riguardato l’utilizzo dell’Ew dalle forze armate statunitensi in quel conflitto, affidato a velivoli come l’EF-111A, l’EA-6B e l’EC-130. L’esperienza fatta nei due conflitti in Cecenia e in quello in Georgia, ha portato alla definizione della moderna Ew russa, che è stata ulteriormente implementata anche grazie alla riforma (abortita) dell’esercito cominciata nel 2008 e dal conflitto in Siria, arrivando così alla definizione del concetto per la guerra elettronica del futuro: aumentare il livello di sicurezza delle informazioni per la Ew C2 (Comando e Controllo) attraverso l’uso della tecnologia dei big data nei sistemi di automazione dell’Ew; stabilire forze Ew a livello strategico e operativo; utilizzare sistemi di informazione geografica in tutti i moderni modelli Ew che ridurranno il tempo impiegato per condurre calcoli tattici operativi; implementare a livello pratico tecnologie di intelligenza artificiale basate su reti neurali che consentono di raddoppiare la completezza e l’affidabilità delle operazioni nello spettro elettromagnetico; introdurre tecnologie di comunicazione con integrazione in un unico sistema digitale unificato delle forze armate per l’organizzazione dello scambio continuo di dati a tutti i livelli di controllo; aumentare l’affidabilità dell’archiviazione delle informazioni operative all’interno dei sistemi di automazione Ew e fornire uno spazio informativo unificato sincronizzato nel tempo basato su tecnologie cloud; applicare tecnologie di realtà virtuale e aumentata nei simulatori Ew per migliorare la qualità e ridurre i tempi di formazione degli specialisti; sviluppare i mezzi per imitare l’ambiente radioelettronico e introdurre la disinformazione nel sistema di controllo delle truppe e delle armi del nemico. L’Ew russa, al pari di quella occidentale, è divisa in Es (Electronic Support) che usa il Sigint, Elint e Masint, l’Ea (Electronic Attack) e l’Ep (Electronic Protection).

(Articolo di Paolo Mauri)

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