Lo strano pomiciare fra PLR e PS

Nov 16 • L'opinione, Prima Pagina • 775 Views • Commenti disabilitati su Lo strano pomiciare fra PLR e PS

È ciò a cui abbiamo assistito nel corso di un recente dibattito televisivo fra due rappresentanti contrari all’iniziativa per l’autodeterminazione, e due sostenitori della stessa che, personalmente, sosteniamo pienamente! Al dibattito, hanno partecipato un navigato esponente del PLR e una rappresentante – come sempre incattivita – del PS. Entrambi hanno paventato in piena sintonia, scenari apocalittici, tentando di far credere all’elettorato, con argomentazioni nebulose e palesemente contraddittorie, che qualora il 25 novembre dovesse imporsi il “SÌ”, la Svizzera commetterebbe un deliberato atto di autolesionismo, nel senso che, citiamo, “la democrazia diretta sarebbe comunque messa in pericolo” (sic!).

Sinceramente – e supponiamo di non essere gli unici – non abbiamo compreso questo ragionamento infarcito da una dialettica da fare invidia alle più complicate formule alchemiche. Chissà, forse siamo un po’ tardi, ma a noi pare che se accettassimo di rinunciare all’autodeterminazione (un unicum in Europa!) equivarrebbe a consegnarci a coloro che amici non sono di certo e che non aspettano altro che mangiarsi questo paese in un solo boccone! A tener bordone agli avversari dell’iniziativa, naturalmente, il nostro CF, che così si esprime, citiamo:

“Il Consiglio federale rifiuta l’iniziativa per l’autodeterminazione in particolare per i seguenti motivi: già oggi la Svizzera conclude trattati internazionali in completa autonomia e senza subire pressioni esterne” (Basta crederci!)

“Il Popolo può essere interpellato sugli accordi più importanti. (Come no!)

Se un trattato internazionale non corrisponde più ai suoi interessi, la Svizzera può denunciarlo. (Figuriamoci!)

Prima di farlo, tuttavia, valuta con attenzione vantaggi e svantaggi della relazione contrattuale (così come del resto avviene anche prima della sottoscrizione). In questo processo prende in considerazione anche soluzioni alternative alla rinegoziazione e alla denuncia. (Capirai!)

Se l’iniziativa venisse accettata, ciò non sarebbe più possibile” (Moriremo tutti?)

Purtroppo, a livello diplomatico, non è che possiamo vantare una “Invencible Armada”, anzi! Spesso abbiamo l’impressione di trovarci al cospetto di un’armata Brancaleone, sempre pronta a issare bandiera bianca, non appena il “nemico” fa la voce grossa! Lo sta facendo Bruxelles nei nostri confronti, checché ne dica l’On. Cassis, per esempio a proposito dell’accordo-cappio che ci si vorrebbe far sottoscrivere a ogni costo. Ecco un’ulteriore prova della pochezza del governo federale, che si ostina sempre a comportarsi come il primo della classe, rendendosi ridicolo nel tentativo di voler “oliare” – onde renderla indolore – la probabile “introduzione” a tergo che ci toccherà subire!

Tornando al dibattito televisivo, abbiamo percepito un’atmosfera a dir poco idilliaca fra il PLR e il PS; ciò conferma che in politica, non ci si deve scandalizzare più di quel tanto, anche di fronte a un palese atto contro natura! Forse il PS non si rende ben conto di come potrebbe essere il futuro dei lavoratori in Svizzera, qualora l’iniziativa per l’autodeterminazione venisse bocciata! Ma un conto è dichiararsi socialisti, un altro è esserlo per davvero! Naturalmente, ci si verrà a dire che stiamo confondendo lucciole con lanterne e che “non abbiamo capito”. Eh già, il popolo non capisce! Nel corso del dibattito sono poi stati tirati in ballo i diritti umani, che secondo le numerose Cassandre di questo paese, potrebbero essere messi a rischio nel caso in cui l’iniziativa avesse successo. Ma per favore! La Svizzera, in fatto di diritti umani, non ha da prendere lezioni da nessuno! Anzi, li onora e li garantisce persino a coloro che non li meriterebbero, ma che comunque dobbiamo mantenere e tenerci, anche quando ne combinano di tutti i colori! Ma di che cosa stiamo parlando?

Quindi, anche qualora l’iniziativa dovesse avere successo, in questo ambito non cambierebbe nulla! Piuttosto, ci si dovrebbe preoccupare, sempre a proposito di “diritti umani”, di che cosa sta accadendo in certi paesi, nei quali la pena capitale si applica per motivi religiosi! Ma siccome ci sono grandi interessi in ballo, si tace o si fa finta di non vedere. All’ONU capita spesso, ma nessuno si scandalizza! Gli affari prima di tutto!

Sinceramente, sull’esito della votazione del 25 novembre, non è che possiamo definirci ottimisti. Ma considerandoci Liberi e Svizzeri e siccome tali vorremmo rimanere, voteremo un convinto “SÌ”, onde evitare che la nostra Magna Carta finisca nella pattumiera!

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