La resa dei conti di Nigel Farage: come Westminster ha tradito la Brexit

Lug 11 • Dal Mondo, Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 31 Views • Commenti disabilitati su La resa dei conti di Nigel Farage: come Westminster ha tradito la Brexit

Articolo dalla Weltwoche del 16.06.2026

A dieci anni dallo storico voto sulla Brexit, Nigel Farage traccia un drastico bilancio sul suo blog. Secondo lui, l’establishment politico di Londra avrebbe deliberatamente sabotato la volontà popolare. Ora è giunta l’ora del suo partito, Reform UK.

Il sistema bipartitico britannico si è dimostrato del tutto incapace e restio ad attuare l’uscita dall’Unione Europea secondo la volontà degli elettori. Al contrario, secondo Farage, il paese è stato guidato da una serie senza precedenti di sei primi ministri in sette anni che hanno condotto la nazione a una fase di tradimento nazionale e umiliazione.

Il governo «Remain» di Theresa May si è lasciato mettere in ridicolo da Bruxelles, mentre il successivo fallimento dei conservatori guidati da Boris Johnson è culminato in un’ondata incontrollata di immigrazione di proporzioni storiche.

Nonostante quello che, a suo avviso, è un massiccio sabotaggio da parte dell’apparato burocratico e della magistratura, Farage registra importanti successi: l’indipendenza della Gran Bretagna si è manifestata nella rapida acquisizione dei vaccini durante la pandemia come nel sostegno rapido e sovrano all’Ucraina. Inoltre, la Brexit sarebbe irreversibile; nessun partito potrebbe oggi permettersi politicamente di chiedere un ritorno nell’UE.

L’elenco delle colpe dei governi post-Brexit è comunque devastante. Farage critica in particolare il fatto che l’Irlanda del Nord rimanga di fatto soggetta alla normativa dell’UE, la paralisi nell’eliminazione della burocrazia dell’UE da parte di Kemi Badenoch e la politica energetica rovinosa del percorso verso lo zero netto, che grava sulle imprese britanniche con i prezzi dell’elettricità più alti al mondo. Né i conservatori né l’attuale governo laburista sarebbero disposti a sfruttare in modo coerente le libertà conquistate.

Per Farage è chiaro: solo il suo partito, Reform UK, manterrà la vera promessa del 2016. Egli annuncia che, una volta al governo, abolirà senza sostituzione tutte le normative dell’UE, rinuncerà agli obiettivi di emissioni nette zero, garantirà una rigorosa sicurezza delle frontiere e libererà il paese dalle catene della CEDU.

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