La prima mezza legislatura segnata dalla migrazione – nuova “Edizione straordinaria” UDC per informare sull’iniziativa contro l’immigrazione di massa

Dic 30 • Dall'UDC, Dalla Svizzera • 1870 Views • Commenti disabilitati su La prima mezza legislatura segnata dalla migrazione – nuova “Edizione straordinaria” UDC per informare sull’iniziativa contro l’immigrazione di massa

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Nell’ambito di un incontro con la stampa a Berna, Toni Brunner, presidente di UDC Svizzera, Adrian Amstutz, presidente del gruppo parlamentare, e Guy Parmelin, vicepresidente del gruppo, hanno stilato il bilancio di metà legislatura. La prima metà di questa legislatura è stata segnata da questioni inerenti alla migrazione e alla sovranità. L’UDC ha posto qualche accento politico importante depositando la sua iniziativa popolare “contro l’immigrazione di massa” e portando al successo la cosiddetta “iniziativa d’attuazione” che impone l’applicazione dell’articolo sull’espulsione degli stranieri criminali. Per informare le cittadine e i cittadini circa le conseguenze reali dell’immigrazione di massa incontrollata, l’UDC ha inoltre presentato oggi una nuova  “Edizione straordinaria che sarà distribuita nei prossimi giorni a tutti i fuochi della Svizzera.

 

Durante i primi due anni della legislatura in corso, l’UDC è riuscita a porre diversi accenti politici che ha riassunto nel suo bilancio di metà legislatura di ben 80 pagine (francese e tedesco). L’UDC s’è in particolare concentrata sulla politica degli stranieri e dell’asilo, influenzando diverse revisioni di legge in Parlamento tramite proposte e interventi. Il partito è inoltre riuscito a depositare, durante questa prima metà della legislatura, la sua iniziativa “contro l’immigrazione di massa” che sarà sottoposta a popolo e cantoni il 9 febbraio 2014.

 

Per ciò che concerne l’espulsione degli stranieri criminali, l’UDC ha potuto mantenere la pressione per far applicare fedelmente l’iniziativa sull’espulsione approvata nel 2010 dal popolo e dai cantoni. Essa ha infatti lanciato a questo scopo una seconda iniziativa, la cosiddetta iniziativa d’attuazione, le cui firme sono state raccolte l’anno scorso in tempo record.  Grazie a questa iniziativa, la volontà del popolo sarà finalmente rispettata. Una prima commissione parlamentare s’è impegnata su questa via nonostante un Consiglio federale che mette in atto tutto quanto gli è possibile per non applicare l’articolo costituzionale sull’espulsione.

 

Contro un’adesione subdola all’UE
La lotta contro l’adesione all’UE è ripresa alla grande durante i passati due anni. Una maggioranza del Consiglio federale e del Parlamento tenta sempre di spingere la Svizzera nell’UE, ma questo processo si svolge oggi in maniera ben più subdola. Negoziando le cosiddette “questioni istituzionali”, il Consiglio federale vuole legare istituzionalmente la Svizzera all’UE per finalmente integrarla in questa organizzazione. Questo collegamento comprende la ripresa dinamica e vincolante del diritto UE e la subordinazione della Svizzera alla giurisdizione della Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE), dunque l’accettazione di giudici stranieri. L’UDC è il solo partito ad aver respinto l’idea di questi negoziati. Altrettanto, essa ha regolarmente denunciato le autorità e i tribunali che danno vieppiù frequentemente la priorità al diritto internazionale rispetto al diritto svizzero democraticamente legittimato. Questa evoluzione fatale per l’indipendenza e per la sovranità della Svizzera deve essere arrestata. L’UDC ha redatto a questo scopo un documento di fondo che ha suscitato un vivo interesse, proponendo delle modifiche costituzionali concrete.

 

Uno Stato snello e libertà

 
L’UDC è riuscita ad arrestare delle tendenze stataliste facendo fallire l’articolo sulla famiglia, un progetto costoso e centralizzatore. La parità di trattamento fiscale per tutte le famiglie – cui mirava l’iniziativa UDC a favore delle famiglie – non è stata realizzata, è vero, ma perlomeno è stato avviato un vasto dibattito sull’ingerenza dello Stato nella scelta del modello familiare. L’UDC è anche stata il solo partito a opporsi al rincaro smisurato della vignetta autostradale. La sua iniziativa per l’elezione del Consiglio federale da parte del popolo ha avviato una vasta discussione sui diritti democratici. Durante i due anni trascorsi, il partito ha inoltre preso delle posizioni saldamente sostenute in parecchi settori quali la politica energetica con un controprogetto alla strategia energetica del Consiglio federale, la politica agricola, la scuola obbligatoria, la pianificazione del territorio, la salute pubblica e l’integrazione.

 

Vittorie elettorali
L’UDC è riuscita a consolidare le sue posizioni nelle elezioni cantonali. Nelle tredici elezioni legislative cantonali che hanno avuto luogo durante questo periodo, essa ha aumentato nove volte la sua quota nei suffragi, mentre che in quattro è regredita. Con 562 mandati nei parlamenti cantonali, l’UDC rimane il primo partito anche a livello cantonale. Essa è inoltre riuscita a portare a 23 i suoi seggi negli esecutivi cantonali, il che costituisce per lei un record storico.

 

“Edizione straordinaria” per lo sprint finale della campagna di voto


L’UDC si lancia in questi giorni nell’ultima fase della campagna di voto per la sua iniziativa “contro l’immigrazione di massa” con una nuova “Edizione straordinaria”, la quarta di questo genere, che sarà distribuita a tutti i fuochi di Svizzera in lingua italiana, tedesca e francese. Questa pubblicazione tematizza i gravi problemi generati dall’immigrazione di massa e fa da contrappeso alla propaganda a colpi di milioni di franchi degli avversari dell’iniziativa, ma anche ai grossolani tentativi delle autorità cantonali e federali d’influenzare le cittadine e i cittadini.

 

UDC Svizzera

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