La democrazia a geometria variabile

Ott 23 • L'opinione, Prima Pagina • 233 Views • Commenti disabilitati su La democrazia a geometria variabile

La «presidenta» dell’UE, ha dato una grande, ammirevole dimostrazione di cosa s’intende per democrazia… facendola letteralmente fuori dal vaso!

Dopo aver minacciato (sic!) di «mettere in riga» la Giorgia Meloni, e «avere gli strumenti» per poterlo fare -poiché il voto italiano e la vittoria di FdI non sono stati graditi dai balivi di Bruxelles e compagnia cantante – ecco puntuale il solito ricatto!

L’Ursula, goffamente, ha poi tentato di parare alla gaffe facendo una figura barbina. Ma siccome «non siamo mica scemi», non ci ha creduto nessuno! Ma tu guarda! In pratica, se un paese decide di indire democraticamente delle elezioni, prima deve chiedere l’opinione dell’UE e se questa banda sinistrata di male assortiti non gradisce, allora si passa alle minacce, alle ritorsioni. Ne sa qualcosa Orban, che l’Ursula vorrebbe pesantemente sanzionare! UE modello di democrazia! Ma per favore! L’ex ministro della difesa della Germania, in passato ne ha combinate di tutti i colori, riducendo l’esercito tedesco a una armata Brancaleone. Grazie ai disastri combinati, eccola allora premiata e sostenuta dalla Merkel per la presidenza della disunione europea. Arroganza tipicamente teutonica; un classico esempio di «promoveatur ut amoveatur», che solitamente prelude a esiti disastrosi. «Abbiamo gli strumenti per mettere in riga l’Italia» Inaudita, scandalosa ingerenza, una gradassata e una palese coercizione!

A tenere bordone alla Von der Leyen in fatto di minacce proferite dopo il voto italiano, anche il Cancelliere Olaf Scholz che, francamente, non ha l’aria di essere un falco, così come l’Ursula non può di certo essere considerata un’aquila. Ma pure i Francesi, intendono «vigilare e tenere d’occhio Roma». Che spocchia questi galletti! Si pontifica, si stigmatizza, si giudica, e quel che è grave, ci s’impiccia degli affari altrui, compresi i nostri! Infatti, non passa giorno che la Svizzera, grazie soprattutto agli apallici che ci governano, si fa bacchettare sulle dita dal cartello europeo; vedi a esempio per quanto riguarda i bilaterali e l’introduzione della clausola «ghigliottina». Oppure dall’ONU, che ancora recentemente ci ha accusato di razzismo! Eppure, si continua ad accogliere e mantenere «profughi» provenienti da ogni dove, e che poi sputano nel piatto dove s’abbuffano: vedi le proteste inscenate dagli Afghani a Chiasso!

Sarebbe ora aprire di gli occhi, in particolare quelli sempre assonnati di coloro che in questa UE di cartapesta e altre organizzazioni internazionali, vedono la panacea ideale, l’assoluta sicurezza. Si parla persino di creare un unico esercito. Chissà di che nazionalità saranno i generali dello Stato maggiore e quali saranno le nazioni predominanti?

Ci ripetiamo: «non siamo mica scemi!». Sia chiaro: questa UE non fa per noi, sarebbe come cacciarci in un pantano, dove il più forte assoggetterà i più deboli e guai ad alzare la testa. Ciò non fa parte del nostro DNA.

Quindi, signora Sommaruga, se lei vuole o ambisce fortemente un avvicinamento all’UE, non ha che da trasferirsi a Bruxelles e rinunciare al passaporto svizzero, intendiamoci: non saremo noi a trattenerla! Voglia di strapotere, ecco cos’è questa claudicante UE, sempre a rimorchio di Washington, da dove giungono gli ordini. Poi ci si chiede perché Putin è incazzato nero!

Questa pseudo UE non ha i numeri e meno che meno le personalità e i profili che possano portare a termine l’ambizioso quanto utopico progetto, checché ne dica Gentiloni. Comunque, in fatto di farneticanti idee il Parlamento europeo non lesina di certo. Ci si ordina perfino come e cosa mangiare. La dieta mediterranea? Da abolire! Meglio gli insetti, i vermi e altre prelibatezze. Bon appétit!

E il tetto sul prezzo del gas quando lo mettiamo? Quello non si può fare, l’Olanda non vuole! Hai capito!

E gli accordi sottobanco tra la Russia e la Germania, sempre a proposito del prezzo sul gas? Affaire à suivre.

Furbescamente ognuno si fa gli affari suoi, alla faccia dell’UE e del blaterare a vanvera da pulpiti assai poco affidabili. A Bruxelles si parla di tutto, ma su ciò che non fa comodo si glissa alla grande, come sull’emergenza immigrazione che l’Italia sta sopportando pesantemente, oppure sul radicalismo islamico che avanza, mentre l’UE tace e ipocritamente acconsente.

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