In Europa servono 3,8 milioni di lavoratori

Mar 9 • L'opinione, Prima Pagina • 615 Views • Commenti disabilitati su In Europa servono 3,8 milioni di lavoratori

Dr. Francesco Mendolia

Ho terminato di raccogliere queste notizie il 22/2/2019. Il 22/2/1997 Ian Wilmut, genetista del Roslin Institute di Edimburgo, annuncia al mondo la nascita della pecora Dolly: il primo mammifero clonato dalla cellula di un altro mammifero adulto. Wilmut, del Roslin Institute di Edimburgo.

 

In Europa servono 3,8 milioni di lavoratori

I dati di Eurostat evidenziano il paradosso tra domanda e offerta di lavoro.

L’Europa ha bisogno di riempire quasi 4 milioni di posti di lavoro vacanti e si prepara a farlo con la paura, che in molti casi è quasi una certezza, di non riuscire a trovare le risorse giuste sul mercato neanche nel corso del 2019.

A confermarlo sono i dati emersi da una recente ricerca di Eurostat. Germania, Spagna, Gran Bretagna, Olanda, Polonia: da nord a sud, da est a ovest del vecchio continente, le imprese alla ricerca di nuove figure professionali con le qualifiche adeguate sono in netto aumento. La stima parla di 3,8 milioni di posti di lavoro vacanti e un “gap” tra domanda e offerta occupazionale che paradossalmente si allarga sempre di più.

Ma quali sono le competenze più richieste dalle aziende europee? A quanto pare non sono solo le tecnologie a spingere per la creazione di nuove figure. Quelle più ricercate sono in buona parte le “vecchie professioni”: operai specializzati (elettricisti, saldatori, meccanici), agenti di vendita, ingegneri, autisti e tecnici vari. Questo elenco, secondo “Manpower – il colosso globale del recruiting – corrisponde alle prime 5 professionalità più difficili da trovare negli ultimi 10 anni. Omissis. Nel paese teutonico sono 1,2 milioni le ricerche di personale avviate e non ancora concluse nel 2018, anno in cui il 45% delle imprese che ha dichiarato la propria difficoltà a trovare i profili con le competenze adeguate.

Seguono la Gran Bretagna con 851mila, la Repubblica Ceca (271mila), l’Olanda (256mila), la Polonia (156mila) e il Belgio (149mila). Tanti i professionisti “introvabili” anche in Spagna (125mila), Ungheria (87mila), Svezia (103mila) e Austria (126mila). Meno di 7500 le posizioni vacanti in Italia.

(Qui Finanza. 21 febbraio 2019)

Cosa dicono i sondaggi sulle europee?

Omissis. I socialisti sembrano destinati a essere il gruppo che subirà la sconfitta peggiore: secondo i risultati della ricerca, perderanno circa un quinto dei loro attuali seggi, passando da 186 a 135 deputati. La causa di questo risultato è la grave crisi che ha colpito quasi tutti i principali partiti della sinistra tradizionale europea. Quelli francesi e olandesi, per esempio, sono quasi spariti mentre quelli italiani, spagnoli e tedeschi sono al minimo storico dei loro consensi. L’unico partito socialista che è cresciuto in questi anni è il Partito laburista britannico, che però non parteciperà al voto a causa di Brexit.

Il principale alleato dei socialisti, il Partito Popolare (capeggiato dalla CDU tedesca, ma che comprende anche il partito Fidesz del primo ministro ungherese Viktor Orban), non se la passa molto meglio e dovrebbero subire una sconfitta appena più contenuta, passando da 217 seggi a 183 seggi. La crisi dei popolari è particolarmente evidente in Francia, Italia e Spagna dove i tradizionali partiti di centrodestra (Forza Italia, Les Republicaines e i popolari spagnoli) hanno visto i loro consensi erosi da partiti nuovi o più radicali (la Lega in Italia, il Rassemblement National di Marine Le Pen in Francia, Ciudadanos e Vox in Spagna). Omissis. A parte il tracollo dei socialisti e il ridimensionamento dei popolari, i maggiori sconvolgimenti che usciranno da queste elezioni potrebbero quindi arrivare da un rimescolamento delle alleanze. Soprattutto a destra sono in molti tra dirigenti e militanti a chiedere la creazione di una nuova alleanza che, nella sua versione più ambiziosa, dovrebbe includere i gruppi ECR, ENF ed EFDD attirando magari i partiti più a destra tra quelli che al momento fanno ancora parte del Partito Popolare, come l’ungherese Fidesz. Con circa 150 parlamentari sarebbe la seconda forza del Parlamento (anche se probabilmente non sarebbe un partner sufficiente a garantire al Partito Popolare la maggioranza).

Questo ambizioso progetto però è reso particolarmente complesso dalle numerose divisioni che attraversano il campo della destra radicale, come del resto ha scoperto lo stesso Salvini nel corso del suo tour europeo per creare una nuova e più vasta alleanza di partiti di destra. I polacchi di Libertà e Giustizia, per esempio, hanno un pessimo rapporto con i francesi del Rassemblement National e guardano con scetticismo a tutti quei partiti, come la Lega, che appaiono troppo vicini alla Russia di Vladimir Putin, che considerano loro nemico.

(Il Post.it 18 febbraio 2018)

Rogo Thyssen, ordine di carcerazione per i manager tedeschi condannati. Ma provvedimento è stato impugnato.

Questa la decisione del Tribunale regionale di Essen, che si è pronunciato in proposito il 17 gennaio sul caso di Harald Espenhahn, e il 4 febbraio su Gerald Priegnitz. Secondo quanto ha spiegato il portavoce dello stesso Tribunale all’Ansa, i due dirigenti hanno impugnato la decisione, presso la Corte di appello di Hamm. E non potranno essere arrestati prima della pronuncia.(Omissis).

(IL fatto quotidiano.it di F. Q. | 22 Febbraio 2019)

 

Francia, multa record da 3,7 miliardi alla banca svizzera UBS: “Aiutò i clienti a evadere il fisco”

Il Tribunale correzionale di Parigi ha comminato una multa da 3,7 miliardi di euro, esattamente quanto chiesto dalla Procura nazionale finanziaria, alla banca svizzera UBS per aver aiutato i clienti a evadere il fisco. In particolare, UBS è accusata di aver consentito a facoltosi clienti francesi di nascondere fondi in conti svizzeri non dichiarati e di aver fornito servizi bancari per riciclarne i proventi. Il processo è stato aperto lo scorso autunno dopo sette anni di indagini, avviate quando diversi ex dipendenti si sono fatti avanti parlando di condotte illecite. Si tratta della pena più pesante mai inflitta dalla giustizia francese in un caso di evasione fiscale. Tramite i suoi avvocati UBS ha subito fatto sapere che farà appello. Omissis

(IL fattoquotidiano.it di F. Q. | 20 Febbraio 2019)

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