Il tradimento

Mar 25 • Dalla Svizzera, In terza, L'opinione, Prima Pagina • 35 Views • Commenti disabilitati su Il tradimento

Arch. Vittorio Pedrocchi, Locarno

È  strano, davvero strano, anzi molto sospetto, che governo svizzero e potere economico stiano per accettare – oltre alle imposizioni dettate dall’UE – giudici  stranieri,  la supremazia del diritto internazionale rispetto al diritto costituzionale svizzero e, in sintesi, la totale sottomissione alla dittatura europea; tale attitudine è definibile con un concetto molto semplice, univoco: un vile, rivoltante, deprecabile colpo  di  Stato.

Da molti anni ormai, il CF, le Camere e pure il TF, non sono più rappresentativi  del volere popolare, l’unico vero potere decisionale della nazione svizzera. Da tempo si è instaurata la deprecabile abitudine da parte del governo di stravolgere e manipolare il risultato delle votazioni popolari, per snaturarne le decisioni e per adattarle segretamente al volere delle potenze straniere e del potere economico, dando avvio a una inaccettabile e pericolosa deriva dittatoriale. Il volere popolare espresso nelle urne, di conseguenza, si sta degradando a un insignificante sondaggio d’opinione e, a questo  punto, il popolo si  sente esautorato e governato da un governo truffatore.

Da molti anni, pure il CF, le Camere e il TF. non sono più credibili!

Da parte del governo è diventata prassi consueta l’inganno sistematico del popolo praticato con menzogne e falsità, abbinato a previsioni catastrofiche, specie in occasione di votazioni importanti, per spaventare il votante e per dirigerne vigliaccamente il responso; e gli esempi ormai si sprecano.

Un fatto impressionante consiste nella sfrontatezza di quei parlamentari che hanno giurato solennemente fedeltà alla Costituzione e che, una volta eletti, la calpestano e la disprezzano sistematicamente senza il minimo pudore; degli autentici tradimenti e scelleratezze esercitate da un pugno di personaggi che si reputano depositari infallibili del potere loro confidato e che si rifiutano di rendersi conto della responsabilità delle loro decisioni che gravano su 9 milioni di cittadini. Nell’ambito delle due Camere inoltre, si cristallizzano delle collusioni e delle alleanze contro natura di puro stampo partitico, che ormai non riflettono più il volere del popolo, per abbassarsi a squallidi giochi di potere.

Non è accettabile e semplicemente paradossale che nel CF e nelle Camere prevalga la volontà più o meno evidente di annettere la Svizzera all’UE, mentre quasi il 90% della popolazione svizzera manifesti un totale e sprezzante rifiuto: il volere di poche decine di parlamentari, contro quello di milioni e milioni di cittadini.

Ma al di sopra di queste istituzioni, c’è un altro potere, occulto, discreto, il vero burattinaio del potere politico: il  potere  economico.

Esso manovra dietro le quinte il CF, le Camere e pure il TF, per adattarne le decisioni ufficiali al suo volere.

Infatti, i consiglieri federali e i parlamentari, regolarmente affiliati ai poteri economici in qualità di consiglieri d’amministrazione, una volta eletti e seduti nelle sale del potere, devono, avantutto  -seppure velatamente – rappresentare e difendere gli interessi dell’economia, che sovente sono in contrasto con gli interessi del cittadino; ne segue un tragico scollamento tra popolo e potere, tra libertà e coercizione, tra democrazia e dittatura, tra verità e inganno.

Il potere economico è il vero dominatore e il principale attore dell’attuale scena nazionale, di cui dispone pure il controllo dei media; esso è il vero autore delle derive democratiche cui stiamo assistendo e che è fermamente intenzionato di realizzare.

Al potere economico delle grandi multinazionali presenti in Svizzera, gestito da «manager» di cui il 70% è straniero, non interessa niente della Svizzera né tantomeno degli Svizzeri e del loro ordinamento democratico, anzi; a esso interessa solamente l’abolizione di qualsiasi barriera che possa ostacolare i propri commerci e i conseguenti guadagni miliardari.

Per loro, quindi, queste inaccettabili barriere sono rappresentate dall’ordinamento democratico affidato al popolo svizzero, dal suo diritto di voto, dalla sua indipendenza, dalla sua libertà di decidere ciò che ritiene giusto per il bene del paese e per il suo futuro.

L’accordo-quadro con l’UE (che significa totale sottomissione della Svizzera al potere dell’UE senza alcuna possibilità di opposizione), la libera circolazione illimitata (meglio identificata come libera invasione), l’indipendenza dai sindacati, ecc. sono alcuni degli obiettivi cui mira il potere economico.

Non è pure da escludere che esso sia l’autore di segrete trame con l’UE (con il probabile consenso politico nazionale, del CF in primis), per minacciare con sanzioni e castighi la Svizzera e per diffondere futuri scenari catastrofici nel caso di decisioni e votazioni popolari non gradite; ne sono recentissimi segnali il non riconoscimento dell’equivalenza della borsa svizzera, il blocco degli accordi Horizon ed Erasmus, la proibizione degli aiuti finanziari elargiti dallo Stato, il non riconoscimento degli aiuti statali alle banche cantonali e innumerevoli ulteriori angherie, ricatti e minacce di sventure e tracolli di tutta la nazione e del suo popolo.

Nel frattempo, questi due poteri, quello economico e quello politico, hanno messo a punto una strategia e una tecnica di alterazione della comunicazione ufficiale a dir poco subdola, sovversiva, diabolica, allo scopo di manipolare e indirizzare il cittadino votante secondo i loro intenti.

Essi si servono dei cosidetti «Spin Doctors», per la definizione dei quali si ricorre alle spiegazioni di Wikipedia: «Lo Spin Doctor è un esperto di comunicazione che lavora come consulente del potere e di personaggi politici. Il suo compito consiste nell’elaborare, mediante precise e perverse strategie, un’immagine adeguata del personaggio politico o del suo volere da sottoporre ai media, e quindi all’opinione pubblica, per ottenerne il consenso.

Lo «Spin Doctor» è anche definito il «genio del male», creativo e bugiardo. Egli impiega qualunque mezzo per raggiungere i propri scopi senza alcuna etica o deontologia professionale.

E così un aumento delle tasse verrà definito «riassetto fiscale», la totale sottomissione alla dittatura europea «accordo quadro o accordo d’amicizia», l’assoggettamento totale al diritto europeo «ripresa dinamica delle normative europee o adeguamento degli accordi bilaterali», le sanzioni, i castighi e le condanne inflitte dai tribunali europei alla Svizzera «misure di compensazione o misure d’adeguamento»… ecc.

Disonesti, mendaci, ingannevoli e incomprensibili equilibrismi linguistici, aventi come unico scopo il disorientamento e l’inganno del cittadino.

Il terzo potere esercitato dal Tribunale federale – composto da 5 membri eletti in base alla loro appartenenza politica –  è all’opera da alcuni decenni per degradare il diritto costituzionale svizzero e renderlo succube al diritto internazionale. La Svizzera sarebbe l’unica nazione europea, oltretutto non facente parte dell’UE, ad anteporre il diritto internazionale a quello vigente nella nella sua Costituzione.

Già oggi molte decisioni popolari espresse in votazione e quindi da tradurre in legge, vengono semplicemente declassate o annullate dal TF, perché ritenute inferiori al diritto internazionale; tali insopportabili derive del diritto svizzero, rappresentano il risultato di molte decisioni, del resto inappellabili, del TF.

È ora, necessario, doveroso e urgente nel modo più assoluto mandare un segnale forte e incontrovertibile a questi poteri che stanno metodicamente e scientemente minando le fondamenta del diritto e della democrazia svizzera. Un segnale alle istituzioni politiche che usano il loro potere per tradire la Svizzera e il suo popolo, per trasformarla in colonia alla mercé della dittatura europea.

Una vile, spregevole attitudine di un manipolo di persone indegne di sedere ai comandi di una nazione, di cui i cittadini svizzeri devono essere edotti per potersene rendere conto e per poter reagire di conseguenza.

Non è da escludere, se questa deprecabile attitudine del potere dovesse perdurare, una protesta nazionale o, peggio, una rivolta popolare, e non sarebbe certo la prima volta.

Comments are closed.

« »