Swisscom siamo al dunque (o alla farsa)!

Mar 25 • Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 32 Views • Commenti disabilitati su Swisscom siamo al dunque (o alla farsa)!

Nel numero precedente avevamo paventato la possibilità che Swisscom, ente nazionale di telefonia, e di servizio universale delle telecomunicazioni e nella tecnologia delle informazioni, azienda a maggioranza di proprietà della Confederazione, ex regia federale, acquisisse Vodaphone Italia.

Venerdì scorso, 15 marzo, è arrivata la conferma che Swisscom ha stipulato accordi vincolanti per l’acquisizione del 100% di Vodaphone Italia. Importo pattuito: 8 miliardi di euro! L’importo sarà interamente versato in contanti e finanziato da un debito.

«La combinazione di infrastrutture mobili e fisse complementari di alta qualità, nonché delle competenze e asset di Fastweb e Vodafone Italia, darà vita a un operatore convergente leader in Italia. Le economie di scala, la struttura dei costi più efficiente e le significative sinergie run-rate di ~600 milioni di euro all’anno, consentiranno alla nuova compagnia di generare un elevato valore per tutti gli stakeholder, di sostenere gli investimenti e di offrire servizi convergenti innovativi e a prezzi competitivi, migliorando le prestazioni e l’esperienza per i clienti in tutti i segmenti di mercato. La transazione rappresenta un passo fondamentale per Swisscom al fine di raggiungere il suo obiettivo strategico di crescita redditizia in Italia. Swisscom intende aumentare il dividendo e mantenere il suo eccellente rating di credito aziendale. La transazione resta soggetta all’approvazione delle autorità regolamentari e delle altre autorità competenti.»

Questo il comunicato che Swisscom ha rilasciato.

Non dubitiamo delle buone intenzioni di Swisscom, ma quando a suo tempo nel 2007 acquistò Fastweb, sempre in Italia, i primi tempi, se ben ricordiamo, non furono solo gioie, ma anche qualche dolore di non poco conto! Che poi negli ultimi dieci anni abbia registrato una crescita di oltre il 50% in termini di clienti, fatturato ed Ebitda rettificato, ci mancherebbe che fosse diverso!

In Italia, spiega la multinazionale inglese Vodafone, «non era possibile raggiungere un Roce (return on capital employed) superiore al costo del capitale»: banalizzando, il gioco non valeva la candela.

Vodafone e Swisscom hanno concordato che Vodafone continuerà a fornire determinati servizi a Swisscom per un massimo di 5 anni e per il primo anno è stabilito un compenso di 350 milioni, ma continuano le discussioni per una «collaborazione commerciale in un’ampia gamma di settori, oltre l’Italia».

Sul fronte delle condizioni c’è il via libera dell’Antitrust italiano e, essendoci già il benestare del consiglio di amministrazione di Vodafone, quello dell’assemblea. Se i soci dovessero bloccare l’operazione e Vodafone volesse provare a vendere a qualcun altro, dovrà pagare a Swisscom come risarcimento per aver rotto l’accordo, 150 milioni di euro entro 12 mesi.

Questo quanto l’azienda inglese ha comunicato.

Ma se Vodaphone afferma che non valeva la pena continuare, quali sono le aspettative di Swisscom?

Non pensiamo che con il suo arrivo (Swisscom) gli utili si moltiplicheranno, o sbagliamo?

La chiusura dell’operazione è soggetta alle approvazioni delle autorità competenti, non richiederà il voto degli azionisti Swisscom e dovrebbe verificarsi nel primo trimestre del 2025. L’operatore elvetico ha sottolineato che il focus sul mercato svizzero rimane invariato, con investimenti in innovazione, servizi e infrastrutture.

Nel caso di un flop, chi si assumerà la responsabilità?

Non è forse il caso che la Confederazione metta sul mercato la sua quota che detiene in Swisscom (51%)?

FRG

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