Il nostro ministro e il “Consiglio d’insicurezza”

Lug 10 • L'opinione, Prima Pagina • 124 Views • Commenti disabilitati su Il nostro ministro e il “Consiglio d’insicurezza”

Ci stiamo riferendo al quell’ organismo che dovrebbe   ma considerando i vari focolai bellici e i sanguinari conflitti in atto, il condizionale è d’obbligo mantenere la pace e la sicurezza, ma che sembra essere una mera utopia. Purtroppo, è così!

Quindi, ci risulta difficile comprendere per quale motivo ci dovremmo impegolare in questo consesso che, in quanto a credibilità, lascia sempre più perplessi. Forse trattasi di un incontenibile desiderio del “nostro” ministro, il quale intende darsi più visibilità e che, pur di profilarsi, sarebbe disposto a mandare a carte quarantotto gli oltre 700 anni di storia che questo Paese può vantare.

“Non dirò mai Switzerland first!” Lo abbiamo capito, egregio ministro, come no!

Comunque, ci pare opportuno rammentarle che la Svizzera nel Consiglio di sicurezza conterebbe come il due di picche a briscola nei confronti, così tanto per fare un esempio, dei cinque membri permanenti: USA, Russia, Cina, GB e Francia, che possono impedire – come fanno spesso – risoluzioni che a queste potenze non fanno comodo o non vanno a genio o ledono i loro interessi. Quindi: “ Vade retro Satana”!

Ma pur di profilarsi, questo e altro. Come dire, tagliamoci i cosiddetti, pur di far parte di organizzazioni e ammucchiate varie (vedi UE) che ci costano un sacco di soldi e potrebbero compromettere, anche se ci si viene a dire che “non è vero”, la nostra neutralità, non esattamente paragonabile a quella austriaca o a quella svedese!

Ultimamente, in questo ameno angolo di terra, se ne vedono e se ne sentono di tutti i colori! Un parossistico, incomprensibile delirio di autoflagellazione! Dai “Moretti”, alle manifestazioni antirazzismo (sic!) per fatti accaduti agli antipodi. Il volere a ogni costo essere sempre i primi della classe in fatto di accoglienza e quant’altro. Per non parlare delle amenità concernenti l’ecologia; ignoravamo di essere uno dei paesi al mondo che inquina di più!

Poi la cigliegina sulla torta, consistente nel voler far svolgere il servizio militare anche ai numerosi stranieri che ospitiamo, compresi fors’anche dei potenziali radicalizzati (sic!). Ora, dotereste un fanatico islamista, incorporato nel nostro esercito, di un FAS 90?

Signora Amherd! Ci scusi: ma è sicura di stare bene? Qui qualcuno sta andando fuori di testa! Serve urgentemente uno psichiatra, ma che sia molto, ma mooolto bravo!

Intanto, le “forze che si definiscono progressiste” e che rappresentano l’intellighenzia nazionale, in nome del pensiero unico, stanno mandando al macero i nostri valori! Abbiamo sempre più l’impressione che ci voglia gettare nella mischia facendoci partecipi dei casini che accadono quotidianamente appena fuori dai nostri confini. Insomma, un ulteriore passo verso quel “progresso” che, di questo passo, favorirà solo pochi eletti, ma non significa affatto che ci farà stare meglio, anzi!

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