Davos: pranzi e cene pantagruelici con tanto bla bla

Feb 1 • L'opinione, Prima Pagina • 27 Views • Commenti disabilitati su Davos: pranzi e cene pantagruelici con tanto bla bla

E nulla più! Quattro giorni a parlare di economia, fingendosi comunque preoccupati – capirai! – per le guerre in atto. Ovvero i conflitti in Medio Oriente, Ucraina e quelli in divenire, che fanno e faranno arricchire a dismisura chi ricco sfondato lo è già, poiché le guerre rendono, eccome se rendono! Il Gotha del capitalismo globale presente nella bucolica località grigionese, non s’è fatto mancare niente. A proteggere l’incolumità dei Paperon de’ Paperoni, cinquemila soldati del nostro esercito – o di quello che ne rimane – un impegno finanziario non indifferente, ma quanto ci è costato non lo sapremo mai! Analoga prassi come per la conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina svoltasi a Lugano, caldeggiata dal «nostro» munifico CF Cassis!

Poi bisognerà pensare alla fine della guerra, allo sminamento. Anche in questo caso soldi a palate. Una voce importante anche questa ai fini dell’economia e altri miliardi a favore dei soliti squali, quelli che a Davos, con false facce di circostanza, si sono detti preoccupati per quanto sta accadendo in questo sempre più tribolato mondo.

Poi, durante i ricchi quanto esclusivi aperitivi, accordi sottobanco. Una farsa, quella davosiana, che dura da troppi anni, per promuovere, citiamo: «la cooperazione globale sulle questioni politiche, sociali ed economiche». Ma per chi, quali sono i beneficiari? Di certo, non porterà vantaggi a coloro che piegano la schiena da mane a sera e che faticano a tirare la fine del mese!

Comunque, al WEF è arrivato anche Zelensky a battere cassa come il fra Cercott della pieve. È stato accolto con tutti gli onori dal «nostro» disastro degli Esteri, con in tasca un assegno da consegnargli durante la cena. Cifra da poco, s’intende, qualche miliardo che noi Svizzerotti regaleremo per acquistare armi utili per continuare con la mattanza. Mentre che per la tredicesima AVS, of course no money! Un’altra botta a quel poco che rimane della nostra neutralità, poiché oramai siamo dichiaratamente schierati, e stiamo facendo una pessima figura!

A quanto pare, a Davos la Baume-Schneider non c’era. Troppo occupata a fare in modo che le scassa malati aumentino ancora! Siamo in buone mani, considerate le misure adottate dalla simpatica signora per arginare l’invasione di pseudo rifugiati. E Berset? Ma signori, lui c’era, ma stava pensando come posare le natiche sulla poltrona di presidente del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa. Probabilmente la pensione non gli basta e mantenere un aereo e qualche amichetta non è cosa da poco!

Eccoci al cospetto di un altro esempio di come i kompagni hanno il vezzo di cadere sempre in piedi e come interpretano la socialità! Purtroppo, i nostri eurofili, avranno un’occasione in più per poter sancire la nostra sottomissione all’UE! Faremo parte – anche se quasi lo siamo già – di quel condominio male assortito e sapremo chi dover ringraziare!

Al WEF si è pure parlato di eventuali negoziati di pace fra Mosca e Kiev. Ma secondo la geniale ex CF, signora Calmy-Rey, citiamo: «si potrebbero svolgere anche senza Mosca» (sic!!!). E con chi si dovrebbero tenere le trattative, forse con gli aborigeni australiani?  

Gentile signora, dia retta, ci vada piano con lo champagne! Lei in passato, a Berna qualche disastro lo ha combinato; quindi, si goda la sua dorata quiescenza in riva al Lemano, si limiti a giocare a bridge nei salotti esclusivi e non dica fesserie! Intanto ci stiamo tagliando quel poco che rimane dei nostri attributi, cerchiamo di non peggiorare le cose, poiché il rischio di trovarci nei guai, grazie all’ego gonfiato come una mongolfiera di alcuni noti personaggi della politica elvetica – che di certo non sono statisti bensì dei disfattisti – un giorno potremmo doverci grattare! Ma ora preoccupiamoci del grande match che si disputerà alle prossime elezioni comunali. Squadre e allenatori sono schierati in attesa della singolar tenzone. Non mancano i proclami e le promesse, che poi dovranno essere mantenute, soprattutto per il bene del paese e non per il solito tornaconto e le ambite cadreghe!

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