Il discorso di Marco Chiesa all’assemblea dei delegati UDC

Ott 30 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 27 Views • Commenti disabilitati su Il discorso di Marco Chiesa all’assemblea dei delegati UDC

Sabato 24 ottobre 2020 ha avuto luogo l’assemblea dei delegati di UDC Svizzera. A causa delle inasprite misure di protezione dal coronavirus, la manifestazione s’è svolta per la prima volta in forma telematica. Ma questa non era l’unica “première”, era anche la prima volta di Marco Chiesa quale presidente del partito. Ne riportiamo qui il discorso d’apertura.

Liebe SVP Familie, Chères Amies et Chers Amis de l’UDC de la Suisse romande, care e cari amici della Svizzera italiana, “mala tempora currunt”.

Prendo in prestito le parole attribuite a Marco Tullio Cicerone per descrivere l’importanza delle nostre prossime sfide.

«Mala tempora currunt ». Questa citazione di Marco Tullio Cicerone descrive la situazione nella quale ci troviamo noi Svizzere e Svizzeri: i tempi sono difficili, ma ce ne attendono di ancora più difficili – se non agiamo adesso con determinazione. Oggi dobbiamo batterci contro la pandemia Covid-19. Domani dovremo schierarci contro una legge sul CO2 assurda ed eccessivamente onerosa. Dopodomani saremo chiamati a difendere la nostra sovranità contro un progetto di assoggettamento della Svizzera a un’UE arrogante.  .

Prima di evocare queste sfide che ci attendono, voglio gettare uno sguardo sui cantoni. Infatti, delle elezioni hanno avuto luogo nel 2020 in diversi cantoni. Come in occasione delle elezioni nazionali, si è assistito ancora una volta a un’onda verde. I Verdi e i Verdi liberali sono attualmente in voga. Tuttavia, nella loro avanzata, cannibalizzano principalmente il PS e il centro. C’è poco da fare contro gli effetti congiunturali di questa onda verde. Le onde vanno e vengono. Non bisogna lasciarsi impressionare da questo fenomeno. Abbiamo sì perso qualche seggio, ma ne abbiamo guadagnati la scorsa primavera nel canton Turgovia. Nell’insieme, sono soddisfatto di questi risultati che mostrano chiaramente come parecchie elettrici e molti elettori continuino a condividere la nostra politica economica a favore del ceto medio e la nostra politica generale basata su dei valori conservatori. Per me, le cose sono quindi chiare: noi dell’UDC proseguiamo nel nostro efficace lavoro e restiamo affidabili.

Questo atteggiamento, del resto, è assolutamente necessario di fronte alle attuali sfide. Parlando del nuovo coronavirus, ve lo dico chiaro e netto: il rapido aumento del numero di contagi mi preoccupa. Il mio pensiero va a tutti coloro che hanno contratto il virus. Dobbiamo proteggere noi stessi e proteggere gli altri. L’UDC s’è sempre impegnata affinché i gruppi a rischio siano protetti. Dobbiamo tuttavia agire nell’ambito del nostro sistema federalista. Ciò significa che i cantoni devono assumersi le proprie responsabilità. Non possono delegare tutto alla Confederazione. Lo stesso principio vale per noi cittadine e cittadini. Non possiamo delegare tutto alle autorità, anche noi dobbiamo assumerci le nostre responsabilità. Vegliando sulla nostra salute, preserviamo anche la salute degli altri. In fin dei conti, dipende anche dal nostro comportamento personale se ci si impone un nuovo “lockdown” che costa migliaia di impieghi e distrugge il reddito di migliaia di persone. Non dobbiamo permettere che il rimedio sia alla fine più nocivo del male. Ciò significa, in altre parole, che dobbiamo imparare a convivere con il virus fino a quando disporremo di un vaccino efficace.

Non vogliamo però vivere con una costante moltiplicazione di imposte, tasse, prelievi e divieti, come ci prospetta la legge sul CO2, tipico prodotto della politica social-ecologista. Ecco perché UDC Svizzera sostiene il referendum contro questa legge completamente sbagliata. I socialisti e i Verdi si comportano come se la Svizzera non avesse finora fatto nulla per proteggere il clima. Signore e Signori, è vero il contrario: durante gli scorsi 10 anni, la Svizzera ha ridotto del 20% le sue emissioni di gas a effetto serra per abitante. Questo sviluppo incoraggiante non è il risultato di interventi statali e di messa sotto tutela dei cittadini, bensì è il frutto di tecnologie nuove nelle quali l’economia e la popolazione svizzera investono degli importi considerevoli.

Ora, la legge sul CO2, voluta dalla sinistra ecologista, mira a un solo e unico obiettivo, con il pretesto della protezione del clima: ridistribuire a piene mani il denaro dei contribuenti e tartassare ancora di più il ceto medio che lavora duramente. Questa legge sul CO2 costerà dai 30 ai 40 miliardi di franchi alla collettività e all’economia, quando è dimostrato che l’effetto disincentivante dell’attuale tassa sul CO2 è quasi uguale a zero. Il prezzo della benzina e del Diesel aumenterà di 12 centesimi; la tassa sul CO2 raddoppierà e un prelievo che potrà toccare i 120 franchi sarà applicato a ogni biglietto d’aereo. Tutto ciò aggraverà gli oneri di una famiglia di 4 persone di circa 1’500 franchi l’anno. E, siccome anche i costi di produzione delle aziende aumenteranno a causa della legge sul CO2, i prezzi al consumo subiranno anch’essi un rialzo – soprattutto a scapito del ceto medio!

Inoltre, la legge sul CO2 contribuisce molto poco alla salvaguardia del clima. Le emissioni di CO2 della Svizzera – misurate in termini d’emissioni mondiali – rappresentano solo un millesimo del totale. In altre parole, la Cina emette in 36 ore tanto CO2 quanto la Svizzera in un intero anno! È perciò chiaro che il clima non sarà salvato nemmeno un pochino da questo mostro burocratico della sinistra ecologista. In compenso, questa legge mette in ginocchio la nostra economia e precarizza il ceto medio sacrificandolo in nome dell’impostura del clima.

Noi dobbiamo batterci contro questo mostro burocratico, contro questa crescita esagerata dell’apparato statale e contro questo nuovo saccheggio eco-socialista del portamonete del ceto medio! Aiutateci a far riuscire il referendum contro questa politica della truffa! Io conto su di voi, e con me delle centinaia di migliaia di Svizzeri.

Lo so bene: siamo tutti reduci da una spossante campagna di voto. Ci siamo battuti senza tregua durante 10 mesi per l’iniziativa per la limitazione. Purtroppo, non abbiamo ottenuto una maggioranza per il nostro progetto. Detto questo, il 38,3% delle cittadine e dei cittadini ha votato la nostra iniziativa e condivide quindi le nostre preoccupazioni. Significa che il disagio in seno alla popolazione è grande. Evidentemente, la minaccia della clausola ghigliottina e la crisi mondiale scatenata dalla pandemia di Covid-19 hanno provocato gravi incertezze in molta gente.

L’analisi dei risultati effettuata dall’istituto GFS è arrivata a una conclusione analoga. Io sono persuaso che l’opinione pubblica avrà un ripensamento quando la crisi del nuovo coronavirus sarà superata. Perché le conseguenze negative dell’immigrazione di massa rimangono e non cessano di aggravarsi. In realtà, quasi tutti i paesi membri dell’UE stanno avendo gravi difficoltà. perciò, l’immigrazione in Svizzera aumenterà perché, anche in situazione di crisi, la Svizzera è in posizione migliore rispetto agli altri Stati. L’UDC continuerà quindi a battersi contro l’immigrazione smisurata che il nostro paese sta subendo. Ci batteremo ancora più energicamente, visto che, dal 2014 – anno in cui la nostra iniziativa contro l’immigrazione di massa è stata accettata – esiste un mandato costituzionale chiaro e netto, esigente che la Svizzera riprenda in mano la gestione dell’immigrazione sul suo territorio.

Non voglio dare ai miei figli una Svizzera di 10 milioni di persone e desidero che i nostri cittadini abbiamo la preferenza indigena sul nostro mercato del lavoro. Sono favorevole a un’immigrazione complementare, quella che porta competenze e risponde alle esigenze della nostra economia, ma non posso accettare che padri e madri di famiglia restino a casa perché sostituiti da giovani meno cari provenienti dall’UE.

Nello stesso tempo, ci opporremo con tutte le nostre forze all’accordo-quadro istituzionale con l’UE. Una cosa è certa e possiamo andarne fieri: senza la nostra iniziativa per la limitazione, il Consiglio federale avrebbe sottoscritto già da tempo questo trattato di sottomissione all’UE.

Se parlo di trattato di sottomissione a proposito di questo accordo, è perché non contiene soltanto dei dettagli spiacevoli come la soppressione della protezione dei salari, la direttiva UE sulla cittadinanza europea o l’eliminazione degli aiuti pubblici ma, soprattutto perché questo accordo distruggerebbe la Svizzera. Esso stipula la subordinazione della Svizzera all’UE. Il nostro paese dovrebbe riprendere, senza poter dire una parola, del diritto europeo e sottomettersi alle decisioni della Corte di giustizia UE. Questo accordo istituzionale è in realtà una strisciante adesione all’UE. Il dovere del Consiglio federale consisterebbe perciò nel dire all’UE, gentilmente ma fermamente, che la Svizzera non intende rinunciare alla propria sovranità.

Cari amici dell’UDC, una caratteristica importante del nostro paese è che noi difendiamo con affidabilità e lealtà i nostri valori. Non abbiamo vergogna a dire che amiamo il nostro paese e che difendiamo i nostri valori e la nostra democrazia diretta. È sempre il popolo svizzero che deve avere l’ultima parola, e non i burocrati UE di Bruxelles. Il diritto europeo e la Corte di giustizia UE non devono prevalere sulle nostre leggi.

Tre obiettivi mi stanno particolarmente a cuore: 1. dobbiamo assicurare la prosperità e il potere d’acquisto del ceto medio che è la spina dorsale del nostro paese; 2. dobbiamo difendere l’indipendenza e il diritto all’autodeterminazione della Svizzera, dunque combattere con determinazione qualsiasi vincolo supplementare all’UE; 3. dobbiamo opporci all’estensione della burocrazia, ai divieti insensati e all’aumento delle imposte. Per preservare la prosperità di tutti, dobbiamo offrire alla PMI le migliori condizioni-quadro per la loro produzione e per il loro sviluppo.

Questi sono i nostri impegni, questi sono i compiti dobbiamo diligentemente svolgere in tutti i gremi dove rappresentiamo il Partito del popolo svizzero.

Vi ringrazio per il vostro prezioso impegno e per l’amore con il quale vi dedicate ogni giorno al nostro paese.

Viva la Svizzera, viva l’UDC

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