Gli ayatollah di Losanna hanno colpito ancora

Feb 8 • L'opinione, Prima Pagina • 614 Views • Commenti disabilitati su Gli ayatollah di Losanna hanno colpito ancora

Black Rot

Recentemente, i “nostri” giudici federali hanno richiamato all’ordine un cantone: i limiti di reddito fissati a Lucerna per avere diritto a una riduzione dei premi di cassa malati sarebbero troppo bassi, hanno deciso. Non 54’000, ma 86’875 franchi sono corretti. Con la sua recente sentenza, il Tribunale federale fa tre cose: 1. ancora una volta non rispetta l’autonomia dei cantoni e calpesta il principio del federalismo; 2. decide la politica sociale in maniera inammissibile e contraria al principio della separazione dei poteri; e 3. Impedisce delle soluzioni volte ad arginare gli enormi costi della salute.

Il Tribunale federale non rispetta il federalismo

Che il Tribunale federale non rispetti l’autonomia cantonale, non è una novità. Pensiamo solo alle sue decisioni in materia di naturalizzazione, di espulsione degli stranieri criminali o di internamento a vita, con le quali ha scavalcato i cantoni. A queste si aggiunge ora anche la sanità. Quando le istanze giuridiche cantonali – peraltro competenti – si sforzano perlomeno di rispettare nelle loro sentenze la volontà del popolo ancorata nelle leggi cantonali e attuata dai governi cantonali, ecco che il Tribunale federale si mette arrogantemente di mezzo. A quale dottrina facciano riferimento i nostri ayatollah losannesi (quella della CGUE o quella della CEDU) non è chiaro. Ciò che invece è chiarissimo, è che l’autonomia cantonale viene sacrificata e il fondamentale principio federalista viene affossato non solo nella Berna federale ma anche a Losanna.

Il Tribunale federale detta ora anche la politica sociale

Per che cosa abbiamo allora ancora bisogno di decisioni democratiche e di parlamenti e governi cantonali e federali, se è il Tribunale federale che decide tutto? Adesso anche la politica sociale fin nell’ultimo dettaglio: a 86’875 invece di 54’000 franchi deve ammontare il limite di reddito per avere il diritto a una riduzione dei premi di cassa malati, così sii vuole a Losanna. Fine della discussione. Non avevamo una volta qualcosa come un principio della separazione dei poteri? Tempi passati. Sarebbe ora di eleggere un discendente di Montesquieu (Lo spirito delle leggi, 1748) nel Tribunale federale!

Il Tribunale federale per la medicina di Stato

Ma il peggio deve ancora arrivare: il super caro sistema sanitario svizzero deve essere risanato con urgenza. È forse normale che nel paese più ricco del mondo circa 1/3 della popolazione non riesce più a pagare i premi di cassa malati e deve essere sostenuto dallo Stato? Per diminuire i costi della sanità è senz’altro necessario un ripensamento in materia di prezzi e tariffe, ma si deve soprattutto rafforzare la responsabilità individuale affinché si possa arginare l’esorbitante “consumo medicinale”. Se però adesso lo Stato si assume in misura eccessiva questi costi, mediante lo sgravio totale o parziale dei premi, va perso per il singolo individuo qualunque incentivo al risparmio. Ma proprio questo causa scientemente e deliberatamente la recente sentenza del Tribunale federale. Si va palesemente verso la medicina di Stato. Il PS ha applaudito e ora rivolge ai cantoni degli ultimatum.

„Order!“

L’ultima sentenza del Tribunale federale frustra qualsiasi aspirazione di riportare alla normalità i costi del nostro sistema sanitario. È da interpretare come un chiaro ammiccamento a un sistema sanitario completamente statale di stampo socialista e fornisce – si osservi la tempistica della sentenza – munizioni di grosso calibro all’imminente iniziativa populista del PS (Limite massimo del premio di cassa malati al 10% del reddito). Per quanto ancora, la “nostra” corte suprema potrà ancora tranquillamente decidere in modo così arbitrariamente politico e vergognosamente oltre le sue competenze, prima che gli ayatollah losannesi siano richiamati all’ordine? Come nel parlamento inglese quando si fa troppo casino e il presidente richiama all’ordine urlando: “Order!”

Comments are closed.

« »