Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio!

Lug 23 • L'opinione, Prima Pagina • 206 Views • Commenti disabilitati su Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio!

Unione europea

«Fidarsi di qualcuno è come tenere dell’acqua nelle mani chiuse a coppa: è facile perderla irrimediabilmente». Se c’era bisogno di appurare l’utilità di questa ammonticchiata di nazioni, ciò che sta accadendo è la prova che possiamo farne a meno! La pandemia ha dimostrato e sta tuttora dimostrando, che Bruxelles intende solo favorire l’espandersi di una economia spregiudicata, favorendo i potentati finanziari e mettere letteralmente in ginocchio, con subdoli ricatti, Stati membri in difficoltà. Se i severi parametri imposti sul contenimento della spesa pubblica non saranno rispettati, addio al Recovery fund!  Naturalmente Bruxelles fa la voce grossa con i deboli, ma si guarda bene dal redarguire – con la solita supponenza – ad esempio, Germania e Francia! Ma c’è anche chi – Orban insegna – manda al mittente le intimidazioni e prosegue per la sua strada! Oppure, come la GB, che ha capito di essere in pessima compagnia, e quindi bye bye! In Svizzera invece, la fregola europeista non si placa. Si vorrebbe sottoscrivere a ogni costo l’accordo-quadro, abdicando dalla nostra indipendenza. Questo è il patriottismo che passa il convento di questi grami tempi; e vai con le naturalizzazioni espresso! Al CF è stato fatto capire che se non si arriva alla ratifica, saltano gli accordi bilaterali!

In poche parole: «o mangi la minestra o salti dalla finestra». Quindi, se dobbiamo scegliere, preferiamo arrischiare il salto, anche a costo di procurarci qualche frattura!

Citiamo: «questo accordo non implica una ripresa automatica del diritto europeo. Innanzitutto, la Svizzera sarà consultata sull’elaborazione di sviluppi del diritto europeo nei settori toccati dall’accordo quadro e potrà quindi far valere eventuali riserve a uno stadio precoce. Inoltre, la Confederazione rimane libera di respingere un adeguamento alle normative europee e di sottoporre al popolo relativi cambiamenti della propria legislazione. Il margine di manovra della Svizzera si restringe però in diversi ambiti. In caso di rifiuto di un adeguamento, l’UE potrebbe adottare misure di compensazione proporzionate, che dovranno però venire decise da un tribunale arbitrale.» Ma ci prendono per fessi?

Adesso, a complicare il tutto ci mancava pure la pandemia! Si dicono tutti estremamente preoccupati! Ma bisogna capire cosa preoccupa? La salute della popolazione, o l’andamento degli affari e del profitto a ogni costo?

L’UE ha riconosciuto come grave la situazione. Eppure, gli sbarchi di «profughi?» a Lampedusa proseguono quotidianamente; tranquilli! Sono tutti sani come pesci e fra loro non ci sono radicalizzati islamici. In Svizzera si vorrebbe accogliere ancora, altrimenti l’UE potrebbe sculacciarci. Così, tanto per rinfrescare la memoria:

«Nell’ambito del codice frontiere Schengen, tutte le decisioni di rifiutare o accettare l’ingresso nel territorio di uno Stato membro devono essere oggetto di una valutazione individuale da parte delle autorità competenti.»

Certo che, se per «autorità competenti» s’intende il nostro TF, possiamo stare tranquilli, soprattutto in fatto di espulsioni.

I «patrioti» disposti a rinunciare alla nostra sovranità, aumentano! Sognano di sedere nel parlamento europeo e cuccarsi l’ambito stipendio mensile, che ammonta a ca. 9’000 euro, oltre ad altri succosi benefits, s’intende! 

Intanto si tenta di «indorare la pillola», venendoci a dire che questo accordo, non implicherà una ripresa automatica del diritto europeo e che a tale proposito, la Svizzera sarà sempre consultata e potrà far valere eventuali riserve. Basta crederci e siccome a Berna i creduloni si sprecano, vedete un po’ voi!

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