Esercito: la Svizzera lo vuole

Ott 15 • L'opinione, Lettori, Prima Pagina • 317 Views • Commenti disabilitati su Esercito: la Svizzera lo vuole

Il 23 febbraio in Russia, si celebra la Giornata del Difensore della Patria.

L’anniversario del 23 febbraio ricorda originariamente il giorno in cui, nel 1918, iniziarono gli arruolamenti volontari nell’Armata Rossa. Istituito come Giorno dell’Armata Rossa, fu trasformato durante gli anni in Giorno dell’Armata Sovietica, per poi assumere – dopo la caduta dell’Unione – il nome odierno.

La data del 23 febbraio è legata a un evento importante: in questo giorno l’Armata Rossa ottenne una grande vittoria sulle truppe tedesche vicino a Pskov e Narva.

La festa venne ufficialmente sancita il 23 febbraio 1922, come data di fondazione dell’Armata Rossa, con una parata sulla Piazza Rossa e fino al 1946 venne festeggiata come «Giornata dell’Armata Rossa». Nel 1995 il 23 febbraio fu proclamato ufficialmente «Giornata dei difensori della patria» e dal 2002 è un giorno festivo a tutti gli effetti. La festa celebra il mito dell’uomo, padre e soldato.

Alle nostre latitudini, i progressisti nostrani, unitamente ai verdi anguria e con la complicità degli abolizionisti (GSsE) – improvvisati esperti di aeronautica militare – stanno giocherellando pretestuosamente sulla scelta del Consiglio Federale caduta sull’apparecchio F35A di fabbricazione statunitense. Infatti, i compagni gradirebbero l’opzione di utilizzare aerei più leggeri, meno costosi (Leonardo), che comunque non sarebbero efficaci per la funzione voluta.

Ecco arrivati i super periti aeronautici. Dove ha studiato e che qualifiche ha la signora Laura Riget per parlare di aerei da caccia. Un pretesto davvero grande come una casa per chi ha l’obiettivo di cancellare l’esercito e il sistema di difesa.

Abbiamo votato sull’acquisto degli aerei, e come popolo abbiamo detto sì. Oggi dobbiamo rivotare sul modello, partendo dal presupposto che la popolazione abbia una competenza maggiore rispetto agli esperti che hanno valutato questo come il modello migliore per le esigenze del paese. Se dovesse passare il sì, al prossimo giro ci sarebbe un referendum sul colore? Ridicolo! E questa iniziativa insulsa quanto costerà ai contribuenti?

Il piano, fetta dopo fetta, è lì da vedere!

Gli aerei da combattimento e la difesa terra-aria sono necessari in tutte le situazioni in cui occorre proteggere e difendere la nostra patria, la sua popolazione e le infrastrutture critiche. Inoltre, i compiti dell’esercito sono definiti all’articolo 58 della Costituzione federale e all’articolo 1 della legge militare. A partire da tali basi legali sono definiti anche i compiti assunti dalle forze aeree nell’ambito dell’impiego di aerei da combattimento e della difesa terra aria.

Come venivano trattati i renitenti alla leva, e gli imboscati al tempo dell’Unione Sovietica?

I numeri parlano da soli: in tutto il periodo dal 1941 al 10 maggio del 1946 furono arrestate dai servizi segreti del controspionaggio denominato Smers  699.741 persone (di cui 43.505 furono condannate per spionaggio e diserzione). Quasi 70.000 furono fucilati. Uno su dieci.

Processi per direttissima alla Lubjanka dove, nella migliore delle ipotesi, i condannati venivano trasferiti nei Gulag di Kolyma (50° sottozero a cercare oro nel permafrost), oppure al Gulag delle isole Solvski.  Mentre i condannati a morte di solito venivano condotti in vicolo Varsanof’evslij dove li aspettavano Vasiij Michajlovic Blochin e la sua squadra, e dove venivano semplicemente fucilati.

Riprendendo lo scrittore Indro Montanelli e la sua frase perché tenesse un busto di Stalin sulla scrivania «Tenevo una vecchia icona di Iosif Vissarionovič Džugašvili in ufficio perché è il comunista che ammiro di più, è quello che ha fatto fuori più comunisti di tutti!»

Diamo un segnale forte e convinto NON firmando il referendum.

 

Giorgio Piona

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