Quando coesione fa rima con minchione

Ott 15 • L'opinione, Prima Pagina • 356 Views • Commenti disabilitati su Quando coesione fa rima con minchione

Ciò che preoccupa, è che in questo sempre più strano e arrendevole paese i minchioni abbondano: nelle due Camere stanno facendo a gara per applicare il metodo Tafazzi, ovvero una vocazione. Infatti, il pizzo – perché di questo si tratta – ammontante a 1,3 miliardi di franchi che si vuole versare con incomprensibile fretta alla cosca di Bruxelles, dimostra che la dignità è oramai un «optional» e che la Svizzera è in procinto di essere svenduta al prezzo di saldi!

Intanto, la ndrina UE, la capobastone e i picciotti, se la ridono alla grande, perché hanno compreso di che pasta sono fatti i nostri governanti. Poveri noi, siamo messi male e scientemente programmati per l’«Anschluss» che ci renderà sudditi e privi della nostra indipendenza e libertà!

Quello che sarebbe interessante sapere, è in quali mani andrà a finire questa munifica pioggia di milioni. Sono soldi dei contribuenti svizzeri regalati senza chiedere il parere di nessuno! Ah già, non si può perché il «dono» non è referendabile. Quindi zitti, mano al portamonete e smettiamola con i braccini corti! Perciò, il referendum finanziario è di rigore!!!

Fra i paesi che beneficeranno di cotanta nostra generosità, quelli notoriamente meno virtuosi. Ci sono l’Italia e la Grecia per il loro impegno (o tornaconto?) nel permettere l’importazione giornaliera di clandestini e potenziali asilanti, che non hanno alcuna voglia d’integrarsi. Avanti così, e fra pochi anni saremo noi a doverci integrare!

Quindi stiamo pagando anche per permettere quella che ha tutta l’aria di essere un’invasione pianificata. Più minchioni di così!

L’importante era «riappacificarci con l’UE». Ma stiamo scherzando? Noi dovremmo tendere la mano e l’ulivo a coloro che non fanno altro che minacciare e ricattare con il palese intento di minare la nostra indipendenza? Poniamo la domanda al nostro Ministro degli Esteri il quale, serafico, ci viene a dire che, citiamo: «bisogna lanciare un segnale». Forse quello che consiste nell’issare bandiera bianca, arrenderci senza condizione, senza dignità, consegnarci al nemico? Per segnale, s’intende forse sottometterci, abbassare la testa e rispondere «sì bwana»? Che fretta c’era di voler pagare la vergognosa gabella a questa combriccola male assortita, a questa UE inconcludente, farlocca e della quale NON vogliamo assolutamente far parte perché inaffidabile?

Dovremmo essere coesi con un manipolo di colonizzatori, con una dittatura? Eppure, ci sono ancora dei minchioni convinti che gli asini possano volare, e che in pratica ci vengono a dire che se non paghiamo siamo fottuti! Non abbiamo intenzione di essere presi per i fondelli, e siamo soprattutto in grado di decidere con chi stare.  L’UE non rientra nelle nostre preferenze, non ci attrae per niente perché è arrogante e totalmente priva di sex appeal. Se qualcuno pensa che questa sia l’unica strategia da seguire – ovvero pagare e tacere – proprio non ci siamo.

A proposito di «strategie»: consigliamo al capo Dipartimento degli Affari Esteri, di andare a leggersi l’«Arte della guerra» di Sun Tzu. Testo antichissimo di strategia bellica, ma che tratta anche i molti aspetti della vita. Oltre alla strategia militare, Sun Tzu parla di politica, di economia e di come comportarsi nella conduzione degli affari.

Di certo, il contributo di coesione non è sicuramente un ottimo affare, bensì una condizione imposta e quindi inaccettabile. Ci siamo chinati al diktat di Bruxelles con la complicità di partiti e oscene ammucchiate. A certe aree politiche,  questa nostra Svizzera sembra andare stretta, quindi frontiere, porte e finestre spalancate a tutto e a tutti, rinnegando i nostri valori e la nostra storia. Un’irrefrenabile voglia di farci del male! In questi schieramenti, le doppie, triple nazionalità, sono oramai una consuetudine; sempre più nomi esotici e mentalità che non ci appartengono; quindi, non ci si deve meravigliare più di tanto. Purtroppo, abbiamo il Parlamento e il CF che ci meritiamo.

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