Elezioni USA, adesso basta RSI!

Nov 17 • L'opinione, Prima Pagina • 599 Views • Commenti disabilitati su Elezioni USA, adesso basta RSI!

Le elezioni per il 47mo presidente dell’America sono concluse, ma purtroppo non sappiamo se le fandonie e le fake news dell’inviato della RSI, Massimiliano Herber, siano terminate. In questi ultimi anni ne abbiamo udite di tutti i colori. Ricordiamoci che egli è stipendiato con il canone radiotelevisivo che ognuno di noi versa alla Serafe!

Ci auguriamo che l’attuale Direttore della RSI, Mario Timbal, entrato in funzione il 1. Aprile 2021 abbia, per dirla alla Bossi, i marroni per farlo rientrare in Ticino e inserirlo all’archivio a sistemare scartoffie. I telespettatori ticinesi non meritano un simile arrogante nonché incompetente in politica americana.

Riprendiamo, in parte, quanto il Professor Luca Ricolfi ha rilasciato a «Il Giornale» il  10 novembre scorso:

Primo, la sinistra ha creduto ciecamente nella globalizzazione, la destra no, e sappiamo tutti che la globalizzazione ha inferto un colpo durissimo ai ceti popolari. Secondo, la sinistra si occupa più di diritti delle minoranze sessuali che dei problemi economici dei ceti popolari. Terzo, una parte del mondo femminista sta cominciando ad astenersi, o addirittura a votare conservatore, perché non condivide le follie dell’ideologia gender, i cambi di sesso precoci degli adolescenti, la pratica dell’utero in affitto. Quarto, la sinistra nega il problema della sicurezza e dell’immigrazione, mentre i ceti bassi lo considerano una priorità. Quinto, una parte degli immigrati, legali e ormai integrati, non vede di buon occhio gli immigrati irregolari perché li considera pericolosi concorrenti, che possono spingere in basso le retribuzioni. E poi c’è una ragione apparentemente sottile, ma in realtà importantissima, che raramente viene presa in considerazione: ai ceti popolari, che non maneggiano bene le sottigliezze del follemente corretto e hanno idee politiche semplici, non piace essere considerati la pancia del paese, come immancabilmente li descrivono i politici e gli opinionisti progressisti».

Alla seguente domanda: I flop alle urne e l’incapacità di intercettare i ceti popolari sono un frutto della scelta della sinistra di cambiare agenda e privilegiare teoria gender, temi inclusivi, impegno climatico e politically correct, rispetto alle tradizionali istanze di giustizia economica e sociale?

Ha così risposto:

«Sì, è proprio andata così, aggiungerei solo la cocciutaggine nel negare i problemi della sicurezza e dell’immigrazione, una postura (autolesionistica) per cui la sinistra deve ringraziare anche la Chiesa cattolica, straordinaria, instancabile, imbattibile fucina di qualunquismo migratorio».

Capito RSI, come è andata?

Sicuramente saremo fra chi voterà per un canone annuo di 200 franchi!

FRG

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