La Svizzera in guerra fredda?

Mag 13 • L'opinione, Prima Pagina • 304 Views • Commenti disabilitati su La Svizzera in guerra fredda?

Care lettrici e cari lettori,

La «Sonntagszeitung» ha pubblicato un commento con il titolo: «La guerra fredda con l’UE deve finire». Chiunque scriva una cosa del genere e paragoni il nostro rapporto con l’UE alla guerra fredda non ha idea di cosa sia stata la guerra fredda, non ha idea della Svizzera e non ha idea dell’UE. Leggete il mio commento al riguardo.

La guerra fredda che la Svizzera sta conducendo contro l’UE deve finire, scrive il direttore politico e capo-redattore da Palazzo federale della «Sonntagszeitung» nel suo commento sulla guerra in Ucraina. Perché anche un paese europeo è un bersaglio per i despoti. Cito: «fintanto che non appartiene politicamente e militarmente alla Comunità Europea». Secondo il commento, dobbiamo adottare immediatamente l’integrazione istituzionale, ossia fare dell’UE il legislatore e il giudice in Svizzera. Qualsiasi altra cosa sarebbe una guerra fredda con l’UE.

A quanto pare, il giornale domenicale non ha più idea di cosa sia stata la guerra fredda dal 1945 al 1989: una cortina di ferro tra Est e Ovest, un muro con ordine di sparare attraverso il centro di Berlino, minacce reciproche di guerra, una corsa agli armamenti nucleari, il blocco di Berlino per fame, la guerra in Corea, Vietnam e Afghanistan.

Nel 1962, nella crisi dei missili di Cuba, quando l’Unione Sovietica voleva installare missili contro gli Stati Uniti nella Cuba di Fidel Castro, il presidente John F. Kennedy dovette minacciare un contrattacco nucleare – e si arrivò quasi alla terza guerra mondiale.

La «Sonntagszeitung» equipara questa guerra fredda al rapporto della Svizzera con l’UE. Più assurdo di così non si può! Con Schengen, abbiamo frontiere aperte e 350.000 frontalieri ogni giorno. Milioni di cittadini dell’UE lavorano ora in Svizzera grazie alla libera circolazione delle persone, molti di loro come cittadini svizzeri. Abbiamo ben oltre 100 accordi bilaterali con l’UE e adottiamo praticamente ogni nuova legge dell’UE. Purtroppo, ci siamo anche messi alla mercé dell’UE quando si tratta di elettricità, dato che stiamo chiudendo le nostre centrali elettriche e speriamo nelle importazioni di corrente.

Chi oggi equipara il nostro rapporto essenzialmente pacifico con l’UE alla guerra fredda, sta abusando del conflitto in Ucraina e della paura della gente. Ora vi chiederete: a che scopo? Qui la «Sonntagszeitung» dà subito la seguente risposta: «Logico sarebbe entrare nell’UE il più presto possibile». Come potete vedere, l’ideologia dei fanatici dell’UE è l’ultima a morire.

Cordiali saluti dalle paludi di Berna.

Thomas Matter

Consigliere nazionale, Meilen (ZH)

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