Breve intervista a MarcoChiesa

Feb 1 • Dal Cantone, Dall'UDC, Dalla Svizzera, In terza, Prima Pagina • 42 Views • Commenti disabilitati su Breve intervista a MarcoChiesa

A breve, Marco Chiesa lascerà la presidenza di UDC Svizzera. Una prestigiosa carriera politica iniziata molti anni fa quale consigliere comunale, culminata questo quadriennio con l’elezione e la rielezione al Consiglio degli Stati e con la presidenza del massimo partito nazionale. Ma, verosimilmente, non è ancora finita. Vediamo cosa ci dice in questa breve intervista.

I.P.:  Caro Marco, il 2024 rappresenta per Te un deciso cambiamento nella Tua carriera politica, di cui parleremo in seguito. Puoi, intanto, presentarci questa Tua carriera che Ti ha visto passare da consigliere comunale su su fino a consigliere agli Stati e presidente di UDC Svizzera?

Caro Eros, preferisco parlare di percorso politico piuttosto che di carriera perché, accanto alle funzioni politiche, ho sempre avuto un’attività lavorativa cui tenevo molto. Questo mi ha reso immune dalla mentalità del politico professionista. Certo, non mi sarei mai aspettato di accedere alla presidenza del primo partito svizzero partendo dal consiglio comunale di Villa luganese. Un Ticinese alla testa di un partito a trazione svizzero-tedesca era francamente inimmaginabile. Devo molto però alla politica, mi ha permesso di conoscere la mia città, il mio cantone e il nostro paese grazie alla presenza in tutte le sue istituzioni legislative. Da parte mia ci ho sempre messo impegno, costanza e dedizione. In fondo è il minimo che avrei dovuto fare per rispetto di tutte le persone che mi hanno sostenuto.

I.P.: Cosa Ti ha spinto a imboccare la strada della politica, e perché nell’UDC?

L’UDC rispecchia i miei valori, quell’attaccamento al paese che parte dal territorio e dalla sua storia. Concetti come indipendenza, neutralità, democrazia diretta, libertà e sicurezza sono quelli che mi stanno a cuore. A mio avviso sono la chiave del successo del nostro paese e del benessere futuro di tutti noi. Se si vuole preservarli bisogna impegnarsi. Ci si può disinteressare della politica ma la politica, comunque, pervaderà la nostra vita. Con questa consapevolezza ho deciso di darmi da fare e non attendere che altri decidessero da soli per il nostro futuro.

I.P.: Le maggiori soddisfazioni? Qualche dispiacere?

Un percorso come il mio è stato costellato da soddisfazioni ma forse ciò che si tende a sottovalutare sono i sacrifici. Quelli familiari, quelli personali e quelli professionali. Rifarei tutto,  ma quanta fatica, quanti dilemmi e quante discussioni ho dovuto affrontare. Ne vale sempre la pena però se c’è passione e motivazione. Cosa che non mi è mai mancata.

I.P.: Come detto, il 2024 è un anno di cambiamenti. Perché e con che spirito lasci la presidenza del partito nazionale?

Con la convinzione di aver dato tutto ciò che potevo per creare uno spirito di squadra. Non ho pensato a vincere le elezioni, ho pensato a far sì che ci fossero le premesse per rispondere alle esigenze della gente, dunque di tutti noi. Ma per far questo bisogna avere idee e proposte chiare, persone che sappiano interpretarle con competenza ed entusiasmo e una dose infinita di resilienza. Questo ho portato al partito. E ne sono fiero. Lascio con la serenità di chi può dire compito riuscito e con la certezza che chi mi succederà erediterà un partito in salute.

I.P.: E che ci dici del ritorno alla politica comunale con la Tua candidatura al municipio di Lugano?

Da giovane ho letto un libro di Susanna Tamaro: va dove ti porta il cuore. Il cuore è a Lugano e come potrebbe essere differentemente. Sono nato e cresciuto a Lugano, vivo la città e i suoi quartieri. Contribuire a migliorare la mia città è come prendersi cura della propria famiglia. Per me si tratta ora dell’età giusta per poter offrire anche un impegno politico di prospettiva per la città.

I.P.; In questo senso, di cosa ha soprattutto bisogno, secondo Te, la Lugano di oggi? Problemi, progetti, ordinaria amministrazione?

Lugano è una città dalle grandissime potenzialità. Il territorio è stupendo e le condizioni quadro sono ottimali, penso alla sicurezza o all’amministrazione pubblica che si sta digitalizzando. Tuttavia, ho come l’impressione che si sia caduti in uno stato di inerzia. Serve fiducia nel futuro, servono prospettive e investimenti per caratterizzare la futura Lugano. Non ritorneremo ai fasti degli anni del settore bancario che trainava dietro di sé l’intera economia e creava benessere per migliaia di famiglie. Fortunatamente le competenze e la professionalità acquisite nel terziario avanzato ci hanno permesso di salvare tanti posti di lavoro, ma cosa sarà del nostro domani? Qui entrano in gioco la politica e gli investimenti che oggi dobbiamo mettere i cantiere per gli anni a venire.

I.P.: Come vedi il futuro della convivenza, rispettivamente dell’alleanza – finora estremamente pagante – con la Lega?

Le grandi battaglie sui principi e sui valori non le si fanno a livello comunale. Sono temi federali o cantonali. La Lega è nostra alleata storica in tutti i livelli istituzionali e le nostre relazioni sono solide. Certo non sono mancate e non mancheranno delle visioni differenti sui temi, ma entrambi sappiamo che assieme siamo più forti. Con la Lega vorrei che ci fosse un progetto comune di lungo termine, ma forse i tempi non sono ancora maturi e non serve forzare il futuro. Ciò che mi importa ora è di poter collaborare a livello comunale con i molti leghisti che vogliono pragmaticamente risolvere i problemi dei cittadini e sono pronto a riconoscere che di queste persone, per fortuna, ve ne sono in tutti i partiti.

I.P.: Infine, due parole sul Tuo futuro extra-politico: famiglia, impegni, attività?

I figli crescono e io li sto accompagnando. Vedo a ogni loro passo accrescere la loro voglia di indipendenza. Ho una persona straordinaria accanto a me, che condivide ogni istante della mia vita e a cui devo la mia riconoscenza. Per il resto continuerò nelle cose che mi danno grande soddisfazione al di fuori della politica, penso al Soccorso d’inverno che aiuta i residenti in difficoltà o Pro Infantia che offre posti d’asilo nido per favorire la conciliabilità professione lavoro. E poi vorrei realizzare dei piccoli desideri che ho lasciato in un cassetto. Caro Marco, grazie per la cortese disponibilità e tanti auguri per il Tuo futuro

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