Eccellenza della medicina in Svizzera interna: la fine di un mito?

Mag 18 • L'editoriale, Prima Pagina • 274 Views • Commenti disabilitati su Eccellenza della medicina in Svizzera interna: la fine di un mito?

Eros N. Mellini

Quand’ero ragazzo – purtroppo, parecchi anni fa – in Ticino era comune il detto: «Il miglior medico, per un Ticinese, è il TEE (Trans Europ Express, treno ad alta velocità che collegava diverse città europee) che ti porta a farti curare a Zurigo». A quei tempi era probabilmente vero, specialmente in caso di patologie particolarmente gravi, per le quali gli ospedali cantonali non avevano né il personale medico adeguato, né una casistica sufficiente a dare una relativa sicurezza sull’appropriatezza delle diagnosi. Non si era ancora all’apice della chirurgia – tantomeno di quella cardiaca allora agli albori – ma la rinomanza delle cliniche d’Oltralpe era tale da giustificare il detto di cui sopra.

Oggi, le cose sono parecchio cambiate. Anche da noi le strutture ospedaliere e il livello professionale del personale curante hanno raggiunto quelli della Svizzera interna. Per esperienza personale, posso dire che – ricoverato d’urgenza in cure intense del Civico un paio d’anni fa – ho potuto apprezzarne sulla mia pelle la qualità. Il Cardiocentro – voluto e creato da quel professor Tiziano Moccetti che, incomprensibilmente, è stato totalmente ignorato dalla stampa in occasione della recente inaugurazione del suo ampliamento – ha raggiunto un grado di eccellenza riconosciutogli da tutte le parti. E, nel frattempo, anche il TEE ha cessato di esistere.

C’è chi sale e c’è chi scende

Mentre in Ticino la qualità delle cure è in continua ascesa (non senza qualche incidente di percorso, ovviamente, nessuno è perfetto), quella degli ospedali svizzero-tedeschi sembra un po’ in declino o, perlomeno, non più tale da giustificare la trasferta. L’ultimo degli scossoni al mito è avvenuto con lo scandalo del centro cardiologico dell’Ospedale universitario di Zurigo, venuto alla luce sei anni fa, ma confermato solo recentemente nel rapporto di una Commissione d’inchiesta ad hoc istituita nel 2024.

Dalle stelle alle stalle

Se la riduzione – rispettivamente l’annullamento – del divario qualitativo era finora dovuto prevalentemente ai progressi della medicina in Ticino, oggi assistiamo a un vero e proprio tonfo di quella d’Oltralpe.

Il rapporto (216 pagine) dice testualmente: «Una commissione d’inchiesta presieduta dall’ex giudice federale Niklaus Oberholzer ha esaminato 307 decessi e ha concluso che si è registrata una sovramortalità statistica di 68-74 casi, a fronte di 4.500 interventi. Sono già stati identificati undici decessi inattesi e tredici casi di uso improprio di dispositivi medici, che il nosocomio ha già provveduto a segnalare alla procura. Le cause dei malfunzionamenti risiedono in un fallimento totale della leadership. Maisano (Francesco Maisano, direttore e primario della clinica cardiologica, fino al 2020 NdR) era stato assunto nel 2014, senza che, le sue qualifiche e i suoi conflitti d’interesse fossero esaminati a sufficienza.

Un bilancio raccapricciante

Il succo dell’inchiesta in due parole: circa settanta pazienti sono deceduti presso il reparto di cardiochirurgia tra il 2014 e il 2020 a causa di cure di qualità inadeguata.

Morti che si sarebbero potute evitare «se i pazienti fossero stati curati in un altro ospedale», ha dichiarato ai media René Prêtre, cardiochirurgo e coautore del rapporto. Un verdetto brutale per un’istituzione che si considera tra le migliori al mondo. E una consapevolezza altrettanto brutale per tutte le famiglie delle vittime.

Responsabile in primis…

Al di là  di qualsiasi attribuzione aprioristica di colpevolezza, la responsabilità dell’accaduto è innanzitutto attribuibile all’allora direttore e primario, Dr. Francesco Misano. Costui avrebbe abusato della sua posizione per testare l’innesto di impianti cardiaci di sua invenzione su pazienti che hanno così finito per diventare cavie di tecniche innovative di efficacia non provata.

… ma anche

Il Dipartimento della sanità zurighese, preposto alla sorveglianza dell’istituto, il quale si scarica su quest’ultimo dicendo che «le mancanze della clinica di cardiochirurgia dell’Ospedale universitario di Zurigo, durate per anni, sono gravi. A differenza di quanto dichiarato a suo tempo dal Consiglio dell’ospedale, infatti, la sicurezza dei pazienti non è stata garantita in ogni momento. Le informazioni che il Dipartimento aveva ricevuto nella primavera del 2020, da quanto emerge ora, rappresentavano un grave errore di interpretazione del Consiglio dell’ospedale che, quale organo direttivo superiore, era l’unico responsabile per la supervisione diretta della direzione dell’ospedale e per la sua gestione».

La direzione dell’ospedale avrebbe quindi mancato al suo obbligo di vigilanza e riconosciuto in ritardo i segnali d’allarme. Da un’indagine interna era emerso che il professor Maisano aveva impiantato protesi di una società della quale deteneva una partecipazione non dichiarata. I problemi erano stati portati alla luce nel 2019 da un primario, successivamente licenziato dall’istituto.

Denunce penali

Contro Maisano, che aveva lasciato l’incarico nel mese settembre del 2020, la procura di Zurigo aveva aperto un procedimento, poi abbandonato. L’indagine era stata aperta per sospetto di falsificazione di documenti e di dati.

Da parte sua, il Ministero pubblico ha comunicato che in tre dei 24 casi segnalati è stato aperto un procedimento penale. I sospetti sono di omicidio colposo, lesione colposa grave e falsità in documenti. La divisione specializzata anche nelle inchieste penali in campo medico sta elaborando queste denunce.

Ma intanto, le vittime…

Già, perché non dimentichiamo che una settantina di persone è morta a seguito di questo scandaloso malandazzo. E  poco importa se ora l’ospedale «si scusa con le persone coinvolte e i loro familiari per le sofferenze subite».

A parte il biblico Lazzaro – che però non era in cura dal Dr. Maisano – la morte è irreversibile, e quindi le vittime non potranno essere resuscitate. Tutt’al più ci sarà qualche risarcimento di cui profitteranno gli eredi, ma loro ci hanno rimesso la pelle e basta.

E il Dr. Maisano?

Si professa innocente e vittima di una congiura ai suoi danni. E dal 2021 lavora tranquillamente a Milano, direttore della cardiochirurgia e del Valve Center all’IRCCS Ospedale San Raffaele, oltre che professore ordinario presso l’Università Vita-Salute San Raffaele. A riprova che al Ticinese malato non conviene prendere il treno per Zurigo, ma neppure in direzione inversa verso l’Italia, bensì fare sempre più affidamento sulle nostre strutture che, nel frattempo, hanno raggiunto un livello di eccellenza.

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