Dovrebbero essere espulsi: perché sono ancora qui?

Set 8 • L'opinione, Prima Pagina • 428 Views • Commenti disabilitati su Dovrebbero essere espulsi: perché sono ancora qui?

La domanda è più che lecita ed esige delle risposte, perché non si capisce bene per quale motivo – come giustamente chiesto dal consigliere UDC agli Stati Marco Chiesa – due fratelli iracheni, dopo averne combinate di cotte e di crude, sono ancora ospiti di questo paese di belli addormentati! Quindi, di quali protezioni possono usufruire? E non ci si venga a raccontare che l’iter per buttarli fuori a calci, citiamo: «non è così immediato». Cosa devono ancora combinarne prima di essere finalmente espulsi e per quanto tempo li dovremo ancora mantenere? Intanto, a nostre spese, se la spassano nei locali notturni e sono sempre dove non dovrebbero stare. Ricordiamo, in particolare a coloro che hanno la memoria corta, che questi due energumeni, hanno vigliaccamente massacrato di botte un giovane locarnese. Intendiamoci, questo non è un caso isolato, in questo paese di Bengodi ce ne sono altri. Un classico esempio che ci è già costato un mucchio di soldi – e non è ancora finita – riguarda un certo «Carlos», un nulla facente che dovrebbe essere rispedito nella favela brasiliana dalla quale proviene. Ma il signor «Keller», grazie alla naturalizzazione, ora è purtroppo cittadino svizzero. Ottimo acquisto, non c’è che dire! E allora in noi s’insinua un sospetto, oramai divenuto certezza: qualcuno protegge queste «risorse» e ci sta guadagnando, in quanto è palese, è stata favorita la loro «inclusione» grazie a partiti notoriamente posizionati a babordo della politica nazionale e pii ambienti, dove si fa largo uso d’incenso e candele, sempre ottimi per pulirsi la coscienza!

L’epidemia di falso, ipocrita buonismo e l’insopportabile politicamente corretto, si manifesta anche tramite stampa. Articoli mielosi nei quali si tenta di sminuire i misfatti commessi, perché imputabili, immancabilmente, a «problemi psichici». Certi reati dovrebbero essere puniti con pene dure ed esemplari, ma spesso, sono invece oggetto di sentenze risibili. I delinquenti che generosamente accogliamo, si spanciano dalle risate. Non parliamo poi di chi, pur avendo già ammazzato due persone, dopo essere stato internato in una casa di cura – sempre per problemi psichici, s’intende – gli viene pure concesso il permesso di uscire liberamente per ammazzarne un’altra!

Reati esecrabili! Recentemente tre bambine sono state uccise in Inghilterra, a Southport! Subito, è stato comunicato che comunque non si tratta di terrorismo – non sia mai – poi si viene a sapere che l’autore dell’omicidio, Axel Rudakubana, è figlio d’immigrati di origini ugandesi. Siccome nel Regno Unito l’immigrazione è oramai fuori controllo – come sta accadendo da noi – la popolazione si è imbestialita e ha reagito. Naturalmente è stata chiamata in causa l’estrema destra, capro espiatorio dei buonisti per mestiere che si sono schierati con il governo del laburista Starmer. Il troppo storpia e in fatto di accoglienza abbiamo oramai raggiunto il limite. Ma il problema pare non si ponga, per un motivo semplice, lapalissiano: c’è chi ci guadagna! Difensori d’ufficio che non diventeranno mai «principi del foro», psichiatri, psicanalisti, sociologi e compagnia bella, stipendiati dal contribuente.

Nel frattempo, il Film Festival di Locarno è terminato: quello dell’ipocrisia invece prosegue! In Piazza Grande ospiti illustri, fra questi Cassis e Tajani, impegnati a magnificare le meraviglie dell’UE e per assicurarci che la Svizzera, citiamo: «a Bruxelles sarebbe accolta a braccia aperte» (fdc). Personalmente ne facciamo a meno! Subdola strategia per indurci all’adesione, ovvero una rinuncia a quel poco che rimane della nostra libertà e indipendenza! Anche la CF Baume-Schneider è stata ospite del festival, ha firmato l’albo doro della manifestazione – onore riservato ai VIP o presunti tali – senza preoccuparsi minimamente, fra coppe di champagne e tartine consumate a sbafo, di come poter calmierare i costi delle scasse malati. Ci auguriamo che l’Elisabetta non stia pensando ad un’altra fuga per mettere a disposizione… le sue incompetenze. «Simpatia» e Settima Arte a parte, gli attori che recitano sul set cinematografico del CF, sono assai scadenti e difficilmente potrebbero essere candidati all’Oscar.

Noi, pazienti e fiduciosi, attendiamo una risposta alla domanda posta nel titolo e a quella di Marco Chiesa, ovviamente sempre che non arrechi eccessivo disturbo ai nostri «Magnifici 7».

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