Attentato a Mosca: anche noi siamo a rischio!
I potenziali terroristi islamici sono attivi in Europa grazie soprattutto alla demenziale politica a favore dell’accoglienza, voluta e sostenuta dall’UE, e naturalmente dal nostro governo (??) federale, oltre che da coloro che contribuiscono – complice la contaminazione del morbo buonista – a perorare l’invasione programmata: il «Cavallo di Troia» dei fanatici seguaci del Profeta! Ora è toccato a Mosca: 140 morti, 90 dispersi e centinaia di feriti! E già ci si indigna per il trattamento riservato a questi barbari assassini dopo l’arresto. Che vogliamo fare, candidarli al Premio Nobel per la pace? Qualcuno è completamente avulso da ciò che sta accadendo e che accadrà.
Chi stupidamente si dice convinto che la Svizzera non è a rischio di attentati, e quindi esclude che sia un potenziale bersaglio dei jihadisti, è un inguaribile ingenuo. In Francia, paese già vittima di atti terroristici di matrice islamica, il piano antiterrorismo Vigipirate è stato elevato al massimo livello d’allerta. In Italia, Belgio, Olanda e Svezia analoghi provvedimenti e rigorosi controlli. Da noi sempre frontiere spalancate e controlli che lasciano a desiderare: Schengen non si tocca! Intanto lo Stato islamico e l’Isis-k sono in fermento e pronti a colpire.
Dall’Afghanistan, Pakistan, Iraq, Siria, e Maghreb, quotidianamente arrivano in Svizzera richiedenti l’asilo. Fra questi, sicuramente anche fanatici radicalizzati, cellule dormienti pronte a seminare il terrore e contribuire alla creazione e all’espansione di un califfato in occidente! Eppure, si continua a dormire, accogliendo a braccia aperte e stendendo tappeti rossi a coloro che, fra pochi anni ci domineranno!
Almeno, non ci si venga a raccontare che la signora CF Baume-Schneider ha triplicato il numero di espulsioni di criminali da questo paese di belli addormentati. Non fateci ridere e smettetela di prenderci per i fondelli! Per uno che viene espulso, ne entrano altri dieci da mantenere, coccolare e includere, perché portatori di «culture da assimilare». Come no. Infatti, si vede ciò che sta capitando: l’esplosione della criminalità! Ma intanto continuiamo ad «aprirci», altrimenti Bruxelles s’arrabbia e ci castiga! Ma ce l’abbiamo un governo consapevole del rischio che stiamo correndo? Non ci risulta! E che dire delle numerose manifestazioni che si stanno svolgendo a sostegno della causa palestinese e dei terroristi di Hamas, sigla di Ḥaraka al-muqāwama al-islāmiyya, movimento della resistenza islamica, l’organizzazione estremista/terrorista politico-religiosa palestinese fondata nel 1987 da A. Yasin – ucciso in un raid missilistico israeliano nel 2004 – con l’obiettivo di liberare la Palestina dalla presenza israeliana e creare uno Stato islamico!
Stiamo stupidamente facendo il gioco dei tagliagole che il 7 ottobre 2023, in Israele hanno massacrato oltre mille persone e di coloro che intendono islamizzare tutta l’Europa! Ma il sostegno al radicalismo islamico si manifesta pure in occasione del Ramadan, con discutibili, quanto inopportuni inchini a favore di quella che gli islamici amano chiamare «religione di pace».
Il recente attentato perpetrato al Crocus City Hall di Mosca da parte dell’Isis-k è un allarmante esempio! Come tutte le organizzazioni islamiste, anche l’Isis-k è un universo a più teste e può contare su numerosi leader. Fra questi, il sanguinario, fanatico Sanaullah, oggi considerato il capo del Khorasan. Il suo progetto è inquietante: creare un nuovo gigantesco califfato, che unifichi Pakistan, Iran, Afganistan, Turkmenistan, Tagikistan e Uzbekistan. C’è poco da stare tranquilli, ma intanto la pennichella continua e l’invasione prosegue!
Stiamo accogliendo un gran numero di immigrati e altrettanti ricongiungimenti. Culture e costumi diversi, che difficilmente potranno essere assimilati rispetto al nostro modo di pensare e vivere. Quindi, vi lasciamo immaginare cosa potrebbe succedere fra non molto. Una politica d’immigrazione fuori controllo, ma sostenuta politicamente con l’intento di procacciarsi voti in favore di ben noti partiti che amano definirsi «progressisti». Se per progresso intendiamo l’introduzione della Sharia, la legge coranica, ci permettiamo di rammentare alle nostre signore progressiste, spesso sulle piazze a manifestare con stucchevoli slogan contro il patriarcato, alcuni eloquenti esempi sul rispetto, secondo l’islam, dei diritti delle donne: la proibizione di praticare l’aborto. L’infibulazione, femminile e maschile, imposta agli adolescenti. La condizione di disuguaglianza della donna e altri atti considerati abominevoli in occidente, come il matrimonio forzato delle adolescenti femminili e la lapidazione per le adultere.
Concludendo e citando il filosofo Joseph De Maistre: «Ogni popolo ha il governo che si merita». La Palestina è governata da Hamas e ora ne sta pagando le conseguenze! Se ne facciano una ragione i buonisti benpensanti, chierichetti della parrocchietta.
« Invece di sperperare miliardi all’estero, i soldi dovrebbero essere utilizzati per la popolazione svizzera L’attività di Pro Svizzera non si ferma mai! »

