Denaro contante, che fine farà?

Gen 13 • Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 69 Views • Commenti disabilitati su Denaro contante, che fine farà?

Da un po’ di tempo sentiamo regolarmente parlare dell’eliminazione del denaro contante.

Ad esempio, in Svezia all’inizio del 2022, la Banca centrale, prevedeva che questa nazione sarebbe stata un paese completamente senza contanti entro la fine del 2023.  Attualmente non sappiamo se sia così.

Anche la Norvegia è uno dei paesi europei più vicini a un futuro senza contanti, secondo i dati della Banca mondiale. Quasi tutti i norvegesi (98%) possiedono una carta di debito e la banca centrale norvegese afferma che solo il 3-5% di tutte le transazioni nei punti vendita viene effettuato con contanti.

Pure la Banca di Finlandia ha previsto che, entro la fine del 2029, il paese sarà completamente senza contanti e ci sono molti dati a sostegno di questa affermazione.

Nella nostra nazione, secondo a recenti notizie, oltre al 95 % della popolazione svizzera non intende rinunciare al denaro fisico!

La tesi dell’abolizione del denaro contante è in particolare appoggiata da politici e giornalisti che, da anni, vedono sul denaro contante un’aureola di malefatte.

Ad esempio, pensiamo agli anziani o ha chi ha un andicap, cui utilizzare le varie forme di pagamento (carte di credito o la digitalizzazione) non sempre gli facilita l’esistenza.

Inoltre, l’uso sempre più in voga di questi mezzi di pagamento permette di controllare come il titolare del conto utilizza i suoi averi. A questo livello sarà più facile vegliare ed eventualmente bloccare i pagamenti sospetti.

Eventuali blackout della digitalizzazione creerebbero poi un disservizio di vaste proporzioni.

A questo proposito riportiamo un episodio successo nella vicina Repubblica italiana. Durante il suo primo mandato da presidente del Consiglio Giuliano Amato (soprannominato dottor sottile), politico e giurista italiano, a fronte della situazione finanziaria precaria, l’11 luglio 1992 il suo Governo approvò, all’insaputa del Governatore della Banca d’Italia Carlo Azeglio Ciampi, un decreto-legge da 30.000 miliardi di lire in cui, tra le altre cose, veniva deliberato (retroattivamente al 9 luglio) il prelievo forzoso del sei per mille su tutti i depositi bancari per un «interesse di straordinario rilievo», in relazione a «una situazione di drammatica emergenza della finanza pubblica».

È a ciò che si vuol arrivare togliendo il contante?

Quindi l’iniziativa «Sì a una valuta svizzera indipendente e libera con monete o banconote (Il denaro contante è libertà)», lanciata il 17.08.2021, depositata il 17.02.2023 e il 17 marzo dell’anno scorso dichiarata riuscita con ben 136 767 valide su 137 081 firme raccolte, è un passo obbligato.

Il Consiglio Federale, nella seduta del 30 agosto 2023, ha indetto la procedura di consultazione sul controprogetto diretto all’iniziativa popolare «Sì a una valuta svizzera indipendente e libera con monete o banconote (Il denaro contante è libertà». L’iniziativa chiede di garantire l’approvvigionamento di denaro contante e di sottoporre a votazione popolare l’eventuale sostituzione del franco svizzero con un’altra valuta.

 Il 17 maggio 2023, l’Esecutivo ha deciso di respingere l’iniziativa popolare e di presentare un controprogetto diretto. Il controprogetto permette di considerare entrambe le richieste formulando le disposizioni in modo più preciso. Prossimamente ne sapremo di più!

FRG

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