Decidere liberamente

Gen 9 • L'opinione, Prima Pagina • 1302 Views • Commenti disabilitati su Decidere liberamente

Rolando Burkhard

Rolando Burkhard

Il 2016 è appena cominciato. Sarà un anno decisivo per la libertà e per la sicurezza del nostro paese. Nel 2016 si deciderà in che misura la Svizzera rimarrà (o piuttosto ridiventerà) in futuro libera e sicura. Governo, parlamento e popolo saranno chiamati a deciderlo. Per il popolo svizzero, quale sovrano, quest’anno questa decisione sarà di vitale importanza. Il pallino è nelle nostre mani e, come si dice, “solo i vitelli più stupidi scelgono loro stessi il proprio macellaio…”.

 

Si dovrà innanzitutto decidere quanto potremo continuare a gestire autonomamente la nostra politica d’immigrazione (o piuttosto tornare a farlo), rispettivamente per quanto tempo continueremo a sottometterci ai diktat dell’UE (attuazione dell’iniziativa UDC contro l’immigrazione di massa). Deve continuare a decidere Bruxelles chi può immigrare in Svizzera, o dobbiamo di nuovo poterlo fare noi? In passato l’abbiamo sempre potuto fare efficacemente, determinando noi stessi chi potesse immigrare tramite contingenti e sulla base del nostro fabbisogno. E così dovrebbe tornare a essere. 

 

Il popolo dovrà anche decidere se i criminali stranieri pericolosi o recidivi potranno essere rinviati, senza se e senza ma, nel paese da cui sono venuti. Su questo decideremo il 28 febbraio con la votazione sull’iniziativa UDC per l’attuazione. Domanda: dovremo continuare a delegare questa decisione giudiziaria (ma indirettamente anche politica) a giudici stranieri della CEDU (tramite il nostro Tribunale federale), considerando un fattore irrilevante il nostro bisogno di sicurezza? Non credo proprio: l’applicazione di questa misura deve essere senza eccezioni e di competenza unicamente nostra. Gli stranieri criminali non devono rimanere in Svizzera!

 

Nel 2016 dovremo anche decidere in che misura, in Svizzera, varranno ancora le leggi da noi stessi emanate o se dovremo sottometterci completamente a giudici stranieri. Le trattative in corso fra le nostre autorità e l’UE sul cosiddetto accordo-quadro istituzionale ci diranno in che direzione stiamo andando. Il barometro indica tempesta. Accordi “bilaterali” unicamente secondo le regole del partner contrattuale? NO: degli accordi bilaterali possono anche andarci bene. Ma non squilibrati e imposti da diktat di potenze estere! 

 

Sicurezza: non esiste libertà senza sicurezza. E ciò vale ancora di più negli attuali tempi di crescente terrorismo. Per più sicurezza nel nostro paese lavora il nostro servizio informazioni (Servizio delle attività informative della Confederazione SIC), che tuttavia necessita delle nuove basi legali che il parlamento gli ha concesso (nuova Legge sul servizio informazioni LSIC). Contro di essa, degli ambienti di sinistra hanno lanciato il referendum, cosicché la legge non può entrare immediatamente in vigore, nonostante ce ne sia un’assoluta urgenza. Vogliamo proprio aspettare che ci scappino morti e feriti?  

 

Ci sarebbero ancora parecchi esempi dell’incombente rinuncia della Svizzera alla propria libertà, all’indipendenza e alla sicurezza. In tutti i casi citati (e anche non citati) dovremo stare bene attenti a che le nostre autorità esterofile, seguendo i diktat degli ambienti di sinistra nostrani, non svendano la Svizzera allo straniero. Quale popolo avremo la possibilità, nel 2016, di imporre un cambio di rotta. Dobbiamo assolutamente cogliere quest’opportunità. Altrimenti i vitelli avranno eletto loro stessi i propri macellai…

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