Dall’UDC Svizzera

Mar 18 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 66 Views • Commenti disabilitati su Dall’UDC Svizzera

Sicurezza alimentare: l’UDC esige un Piano Wahlen 2.0

Attualmente, la Svizzera può nutrire solo un abitante su due. La guerra in Ucraina sta causando un’ulteriore penuria di cibo con relativo aumento dei prezzi in tutto il mondo. In molti paesi, la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare è massicciamente minacciata. Anche la Svizzera è interessata dalla questione. L’UDC è allarmata. Il grado di autosufficienza della Svizzera è in calo da anni – il risultato di una politica ideologicamente cieca dei rosso-verdi, che indebolisce la produzione interna e rende la Svizzera ancora più dipendente dalle importazioni di cibo dall’estero. Allo stesso tempo, tra 60.000 e 80.000 persone immigrano in Svizzera ogni anno, in questo modo la popolazione è passata da 6,7 milioni nel 1990 a più di 8,7 milioni nel 2021. L’UDC esige quindi un Piano Wahlen 2.0 – il Consiglio federale è chiamato a dimostrare entro la fine di marzo come intende assicurare l’approvvigionamento di derrate alimentari per la propria popolazione. I progetti agricoli ed ecologici senza senso dovrebbero essere sospesi o convertiti a questo scopo.

L’approvvigionamento alimentare globale è minacciato nei prossimi mesi e anni dalla guerra in Ucraina. L’Ucraina è il quarto esportatore mondiale di cereali (grano, mais, ecc.) e di colture oleose (soia, girasole, ecc.). Oltre il 50% della produzione mondiale di olio di girasole proviene dall’Ucraina. I paesi del Medio Oriente e del Nord Africa coprono più della metà del loro fabbisogno di grano con le importazioni dall’Ucraina e dalla Russia. Se questi mancano, ci sarà una massiccia carenza e un aumento del prezzo del cibo, che porterà a fame e disordini in molte parti del mondo. Pertanto, la Svizzera è chiamata a fare affidamento sulla propria produzione indigena invece di procurarsi e importare alimenti costosi sul mercato mondiale.

Anche le importazioni dall’Ucraina e dalla Russia sono importanti per l’approvvigionamento della Svizzera. La Russia è il più grande esportatore mondiale di fertilizzanti. Nel 2021, 24.000 tonnellate sono state esportate in Svizzera, di cui 14.000 tonnellate di fertilizzante azotato. Inoltre, molte importazioni dall’UE provengono originariamente dall’Ucraina. Perciò, la guerra in Ucraina ha un impatto diretto sulla sicurezza dell’approvvigionamento della Svizzera di alimenti, mangimi e fertilizzanti.

Non indebolire la produzione nazionale con eco-progetti senza senso

L’attuale situazione precaria ci mostra drasticamente quanto sia pericolosa la dipendenza dall’estero. Senza misure rapide e decisive, accadrà ciò che l’UDC preconizza da tempo. Attualmente, il grado di autosufficienza della Svizzera è solo del 57%. In parole povere: se noi in Svizzera possiamo nutrirci solo di ciò che viene prodotto a livello nazionale, allora solo una persona su due avrà cibo in tavola. Pertanto, la Svizzera deve fare maggior affidamento sulla propria produzione interna invece di procurarsi il cibo all’estero e indebolire ulteriormente l’agricoltura nazionale con eco-progetti senza senso.

L’UDC esige quindi che il Consiglio federale subordini tutto al compito principale di garantire la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare del nostro Paese e che dimostri entro la fine di marzo come la sicurezza alimentare possa essere garantita. Concretamente è da:

  • aumentare il grado di autosufficienza alimentare in modo rapido e massiccio;
  • assicurare la più alta produzione interna possibile di cibo e foraggio;
  • sospendere tutti i progetti agricoli ed ecologici dettati dall’ideologia di sinistra che riducono il grado di autosufficienza e la produttività dell’agricoltura svizzera;
  • e valutare le scorte obbligatorie su base continua e aumentarle, se necessario.

Stato speciale sì – ma non si ripetano gli errori del passato

L’UDC ritiene giusto che i rifugiati di guerra dall’Ucraina ricevano uno statuto di protezione in Svizzera – ma è in ogni caso preferibile un aiuto sul posto nei paesi limitrofi.

In linea di massima, la volontà generale di aiutare non deve portare a decisioni sbagliate che poi il Popolo svizzero deve pagare. Altrimenti si ripeteranno gli stessi errori commessi negli anni ’90 con i conseguenti problemi riscontrati con i rifugiati balcanici.

Il Consiglio Federale deve quindi assicurare che lo statuto di protezione S sia concesso solo a:

  • a persone con cittadinanza ucraina. Gli stranieri che vivono in Ucraina devono essere esclusi. Possono far rientro al loro paese d’origine;
  • a persone ucraine la cui identità è stata stabilita al di là di ogni dubbio. Questo è nell’interesse della sicurezza interna e della popolazione svizzera;

Inoltre, l’UDC chiede che:

  • lo statuto di protezione venga revocato immediatamente nel caso venga commesso un reato penale;
  • Le famiglie ucraine non siano mescolate con migranti maschi, prevalentemente musulmani, che chiedono asilo;
  • le persone bisognose di protezione siano sostenute con il minimo di sussistenza secondo la Costituzione Federale, se non hanno beni sufficienti (alloggio, salute, aiuto d’emergenza);
  • non sia introdotto alcun diritto all’assistenza sociale secondo le direttive COSAS;
  • lo statuto sia limitato a 1 anno;
  • il Consiglio Federale sia chiamato a rivedere lo statuto di protezione ogni 3 mesi e revocarlo se necessario;
  • non sia usato denaro dei programmi d’integrazione cantonali (PIC);
  • lo statuto di protezione non possa essere esteso ad altre persone/nazionalità;
  • il Consiglio Federale elabori un concetto per l’assistenza al rientro in Patria dei rifugiati ucraini.

Con l’adesione al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, il PS, i Verdi, i Verdi liberali, il PLR e il PPD stanno intenzionalmente distruggendo uno dei beni più preziosi della Svizzera: la neutralità.

PS, i Verdi, i Verdi liberali, il PLR e il PPD dicono sì all’adesione della Svizzera al Consiglio di Sicurezza dell’ONU contro la volontà dell’UDC. Con questa decisione irresponsabile, gli altri partiti stanno seppellendo la comprovata neutralità della Svizzera – garante della sicurezza interna ed esterna del nostro paese e del raggiungimento di soluzioni pacifiche. Perché con un seggio nel Consiglio di Sicurezza, l’organo che decide sulla guerra e sulla pace, la Svizzera non può più esercitare credibilmente i suoi buoni uffici. Inoltre, ora c’è il pericolo che il nostro Paese venga trascinato in conflitti sanguinosi.

L’UDC è inorridita dal fatto che la maggioranza del Consiglio nazionale abbia dato al Consiglio federale il via libera all’adesione della Svizzera al Consiglio di sicurezza dell’ONU nel 2023. Così facendo, PS, i Verdi, i Verdi liberali, il PLR e il PPD, così come la maggioranza del Consiglio federale, stanno danneggiando in modo massiccio il nostro Paese. Il Consiglio di Sicurezza decide sulla guerra e sulla pace. L’appartenenza della Svizzera a questo organo distruggerebbe la credibilità nella nostra neutralità e potrebbe trascinare il nostro Paese in conflitti sanguinosi. «Ecco perché questa decisione è irresponsabile e deve essere condannata nel modo più assoluto», dice il Presidente del partito Marco Chiesa. Il fatto che gli altri partiti abbiano impedito un dibattito democratico prima che si prendesse questa decisione irreversibile in fatto di politica estera, è uno scandalo.

I fronti bellicosi potrebbero presto attraversare la Svizzera

La neutralità è sempre stata una delle più grandi risorse del nostro Paese. Da un lato, assicurava che la Svizzera non si lasciasse trascinare in conflitti esteri. In secondo luogo, ha garantito la sicurezza interna della Svizzera per 200 anni. Il nostro paese probabilmente non esisterebbe più senza il principio di neutralità. Le guerre di religione nel XVI secolo o la prima guerra mondiale avrebbero fatto a pezzi la Confederazione. A causa della massiccia immigrazione da tutto il mondo, praticamente ogni conflitto trova oggi la sua cassa di risonanza in Svizzera. C’è un pericolo reale che fronti bellicosi attraversino improvvisamente proprio il centro del nostro Paese – a seconda che si dichiari o si sostenga l’arma di guerra delle sanzioni economiche nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Fine del contributo svizzero alla pace

La maggioranza del Consiglio federale e gli altri partiti si stanno comportando in modo ipocrita. Si comportano come autorità morali e allo stesso tempo vogliono decidere sulla guerra e sulla pace nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Così facendo, stanno distruggendo il ruolo della Svizzera neutrale, che fino ad ora è stata in grado di promuovere credibilmente la pace. L’offerta di buoni uffici può essere fatta in modo credibile solo da uno stato veramente neutrale. Oggi il PS, i Verdi, i Verdi liberali, il PLR e il PPD hanno incautamente messo fine a questo prezioso contributo nel trovare soluzioni pacifiche. A partire da oggi, la Svizzera non è più parte della soluzione, ma una parte del conflitto.

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