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Mag 26 • Dai Comuni, Dall'UDC • 10 Views • Commenti disabilitati su Dai comuni

Cadenazzo

Fondata la Sezione UDC di Cadenazzo

Il 16 maggio presso l’Osteria Vecchia Segheria, alla presenza di una trentina di persone simpatizzanti e aderenti è stata fondata la Sezione UDC di Cadenazzo. Fabio Ruggeri, fondatore con Fabrizio Salmina e Franco Muhlethaler, ha avviato i lavori assembleari dando dapprima la parola al presidente cantonale e consigliere nazionale Piero Marchesi che, per l’occasione, era accompagnato dai vicepresidenti cantonali e deputati in Gran Consiglio Roberta Soldati e Pier Pasi. Nel suo saluto, il presidente cantonale, rievocato il brillante risultato alle elezioni cantonali, ha ricordato i valori e che l’UDC, partito liberalconservatore borghese, rappresenta e difende a livello federale e cantonale, fra cui l’indipendenza e la neutralità svizzere e gli interessi del ceto medio. Ha poi ricordato il prossimo impegno elettorale e chiamato tutti i presenti a impegnarsi attivamente in vista della prossima votazione federale sul tema dell’energia, che vede l’UDC sola contro tutti in una sfida alle urne di capitale importanza per il futuro del paese e la sua politica energetica. È seguita l’Assemblea costitutiva, sotto la presidenza di sala di Christian Ticozzi, che ha visto eleggere per acclamazione Fabio Ruggeri – già attivo nel locale Consiglio comunale, membro della Commissione della gestione ed entusiasta promotore della nuova sezione – in veste di presidente del comitato direttivo sezionale; Franco Muhlethaler e Fabrizio Salmina quali membri di comitato direttivo; Stefania Barloggio e Gian Battista Pologna in qualità di revisori. Terminati i lavori assembleari, il presidente sezionale ha dato la parola a Waldo Grossi, non senza prima ringraziarlo per avere messo a disposizione i locali per l’assemblea. Grossi ha ricordato le particolarità di Cadenazzo e dei suoi dintorni, con uno sguardo al passato agrario, vicino ai valori nei quali affonda la storia dell’UDC.  È seguito un rinfresco offerto dalla famiglia Grossi e dalla locale sezione della Lega dei Ticinesi.

Conferiti i riconoscimenti al merito e i contributi umanitari di Losone all’incontro con i giovani

Il Municipio ha consegnato i riconoscimenti per lo sport e al Gruppo Mamme e i contributi alle associazioni ANÀ con il Togo, Shuromeda e Semi di baobab

Si è svolta giovedì 11 maggio la tradizionale cerimonia del Comune di Losone che ogni anno riunisce al Centro la Torre: autorità politiche, giovani, associazioni umanitarie, rappresentanti dello sport e della società civile. La serata è stata aperta dal sindaco Ivan Catarin che ha dato il benvenuto al pubblico con un saluto particolare alle ragazze e ai ragazzi che lo scorso anno avevano compiuto 18 anni.

Riconoscimenti sportivi

Il sindaco ha quindi passato la parola alla collega di Municipio, Nathalie Ghiggi Imperatori, e la cerimonia è entrata nel vivo con la consegna dei riconoscimenti al merito sportivo. La prima a salire sul palco è stata la giovane ginnasta Hannah Davies, campionessa ticinese Test 6, una delle massime categorie di attrezzistica. Nella ginnastica si sono distinte anche Fuchs Rossella, Grigoli Sharin, Ranzoni Estelle, Sargenti Giulia, Donghi Naïs, Gränacher Denise, Berisha Valentina e Bächli Géraldine, a cui sono stati conferiti i riconoscimenti di gruppo per due diverse formazioni.

Dopo la ginnastica è stato il turno del nuoto. La campionessa europea Emma Mecic ha ricevuto un riconoscimento personale per i quattro primi posti ai Giochi Europei Paralimpici Giovanili 2022 che si erano svolti in Finlandia e per la doppia medaglia d’oro agli Para Swimming World Series in Italia. Sono stati, quindi, assegnati due altri riconoscimenti a una coppia di nuotatori, i due giovanissimi fratelli gemelli Leandro e Gian Fiabane, entrambi campioni ticinesi di nuoto.

Infine, la municipale ha concluso consegnando un attestato speciale alla squadra dei Campionati Svizzeri Interclub Seniori Over 60, composta Luigi Carioni, Nino Conca, Luca Merlini e Marco Franscini. Quest’ultimo ha ricevuto un attestato individuale in quanto cittadino losonese.

Riconoscimento al merito civico e contributi umanitari

Per l’ultima parte della cerimonia ha preso la parola il municipale Alfredo Soldati, Capodicastero Educazione e Cultura. Sul palco è stato invitato il folto Gruppo mamme, a cui è stato conferito il riconoscimento al merito civico, la scultura Elemento 161 dell’artista Paolo Grassi, per il suo impegno decennale a favore della comunità di Losone. L’evento ufficiale si è concluso con la consegna simbolica degli assegni a favore delle associazioni umanitarie. Quest’anno i contributi sono stati devoluti a «Semi di Baobab» di Stefania Bianchi e alle associazioni Shuromeda e ANÀ con il Togo.

«Broggini 150 di storia»

Da alcuni mesi è apparso per opera della Pedrazzini Tipografia SA di Locarno una pubblicazione molto interessante per Losonesi: “Broggini centro commerciale 150 di Storia”. L’opuscolo, di una sessantina di pagine, è l’impegno di Paride Broggini con la collaborazione dei suoi famigliari e l’accompagnamento editoriale di Bruno Giovanettina, racconta la storia dell’allora Falegnameria Broggini che dal 1872 al 1993 diede lavoro a molte famiglie di Losone e dintorni.

Alessandro Broggini fondatore della ditta nacque a Losone nel 1833, emigra a Roma ed in seguito a malattia rientra al paesello natio verso il 1870. Nel 1872 è costituita la ragione sociale Alessandro Broggini e nel 1883 viene iscritta al registro di commercio.

In seguito, i quattro figli di Alessandro, dopo aver appreso la professione nei vari rami della lavorazione del legno rientrano a Losone e partecipano all’attività dell’opificio.

Nel 1915 cambia la ragione sociale in «Figli di Alessandro Broggini». Altro cambio di ragione sociale nel 1934 in «Broggini & Ci. SA».

In seguito, Gabriele Broggini, sindaco di Losone dal 1944 al 1972, ritira tutte le azioni e si impegna a continuare con la ditta. Sormonta coraggiosamente difficoltà d’ogni genere. Ci ricordiamo gli incendi del 9 aprile 1971 e quello del 15 febbraio 1974 dove bruciarono tutte le macchine e all’interno vi erano ca 2000 gradi di calore.

Nel 1993, l’attuale titolare della società, data la forte concorrenza in particolare dall’estero, dopo 123 anni decide di chiudere. 

Nel 1994, Paride e la moglie Donatella trasformano la stabile della falegnameria in un centro commerciale e nel 1995 entrano le prime tre ditte seguite poi da altre.

Viene pure realizzata una sala multifunzionale per attività sportive, ricreative e del tempo libero.

L’edizione è pure corredata da molte le foto e tutte interessanti: ad esempio il regolamento della fabbrica del 1919 o la ricevuta di uno spuntino del 1945, del ristorante Pinoja, per 48 commensali, spesa franchi 240.

La pubblicazione esce con il contributo del locale patriziato.  

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