Canone SSR/SRG di 200 franchi: iniziativa riuscita – grande risultato in Ticino

Lug 8 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 543 Views • Commenti disabilitati su Canone SSR/SRG di 200 franchi: iniziativa riuscita – grande risultato in Ticino

(enm) L’iniziativa volta a dimezzare il canone obbligatorio d’abbonamento alla SSR/SRG di cui fa parte anche la nostra RSI, è riuscita. Perlomeno così ha annunciato il comitato iniziativista. Ma il fattore importante, a nostro avviso, è che delle oltre 100’000 firme raccolte, 31’000 provengono dal Ticino, in gran parte grazie alla diffusione del messaggio da parte del Mattino della Domenica, de «ll Paese», rispettivamente grazie al lavoro di raccolta alle bancarelle di UDC e Lega dei Ticinesi.

La notizia è del 23 giugno – e le firme non sono ancora state fisicamente consegnate alla Cancelleria federale – ma basta questo a giustificare l’assordante silenzio dei media, fatta eccezione per un trafiletto di cinque righe sul portale Internet della RSI (cosa piuttosto curiosa, visto che è quella che rischia di perderci di più)?

A nostro avviso no, se non si considera un consenso che rasenta l’omertà nei confronti della SSR/SRG e, alle nostre latitudini della RSI da parte dei media filo-governativi. Questi si erano già schierati nel 2018 contro l’iniziativa «SÌ a No Billag», che fu così «asfaltata» con oltre il 71% di NO. Durante quella campagna di voto, il NO fu conquistato anche grazie a promesse di moderazione in termini di spese, di politicizzazione a sinistra, di tendenziosità nell’informazione e quant’altro, promesse poi puntualmente disattese al motto «Passata la festa, gabbato lo Santo».

Una delle obiezioni degli avversari di No Billag – anche di quelli meno accaniti e più concilianti – fu che l’iniziativa era troppo drastica, che togliere completamente il canone al finanziamento di SSR/SRG era esagerato. E in parte, la stessa UDC concordava, tanto che il consigliere nazionale Gregor Rutz fece durante il dibattito parlamentare la proposta di un controprogetto per un canone di 200 franchi, controprogetto che il parlamento respinse però sprezzantemente. E si andò quindi a votare sul «tutto o niente» che spaventò gli oppositori meno drastici alla politica dell’emittente nazionale, i quali optarono quindi per il NO.

«200 franchi bastano» riprende praticamente la proposta di Rutz e ha decisamente più chance di successo in votazione perché:

1. È molto meno drastica anzi, lascia un introito notevole alla SSR/SRG, bastante comunque a garantire un adeguato servizio pubblico.

2. La parte di elettorato che votò NO a No Billag fidandosi delle promesse poi disattese dalla SSR/SRG, ha imparato la lezione.

3. Parecchia gente è stufa di pagare la deriva a sinistra e la tendenziosità dell’informazione dell’emittente nazionale, da noi in particolare della RSI, sempre più a fare da megafono ai messaggi di terrore lanciati da organizzazioni interessate al mercato, ma seguite a ruota dalla Berna federale. Una sorta di lavaggio del cervello in materia di pandemie, surriscaldamento del pianeta, svolta climatica, talebanismo ecologico, guerra in Ucraina, eccetera. L’alto numero di firme raccolto in breve tempo – in Ticino in particolare – fa ben sperare in un esito positivo della votazione popolare.

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