«Anche con un budget dimezzato, la SSR può continuare a svolgere il proprio mandato»

Feb 21 • Dalla Svizzera, Iniziative e referendum, L'opinione, Prima Pagina • 600 Views • Commenti disabilitati su «Anche con un budget dimezzato, la SSR può continuare a svolgere il proprio mandato»

Dalla Weltwoche del 4 febbraio 2026, un interessante articolo di David Biner

Susanne Wille avverte che l’iniziativa dei 200 franchi «distruggerà» la SSR. A porte chiuse, però, dice esattamente il contrario agli investitori finanziari. Perché in questo caso la legge obbliga la direttrice generale a dire la verità.

Gli promotori dell’iniziativa contro la SSR hanno già ottenuto un risultato: la tensione e il nervosismo ai vertici dell’emittente pubblica non sono mai stati così elevati. In questi giorni, in cui la campagna raggiunge il suo apice, i vertici della SSR e il fronte del «NO» stanno facendo di tutto per conquistare il favore dell’opinione pubblica.

Secondo loro, l’iniziativa non mira a ridurre il canone obbligatorio a 200 franchi e quindi ad alleggerire il carico fiscale sul popolo svizzero e sulle imprese. L’obiettivo del progetto è quello di dimezzare, se non addirittura distruggere, la SSR. «Dimezzare la SSR significherebbe la sua fine così come la conosciamo oggi», ha affermato la direttrice generale della SSR Susanne Wille in un’intervista al Sonntagsblick. Parlare semplicemente di un «programma di risparmio» sarebbe riduttivo. «L’iniziativa vuole distruggere la SSR»

Emissione obbligazionaria di 100 milioni

Per Wille è chiaro: se l’iniziativa verrà approvata, la SSR avrà bisogno di un nuovo mandato in una nuova concessione. «Affermare che si può fare lo stesso con metà dei soldi è disonesto», ha dichiarato la direttrice in un’intervista. Disonesto? Con questo scenario da incubo, Wille contraddice se stessa, come dimostrano le ricerche condotte dalla Weltwoche. Pochi mesi prima, infatti, a Leutschenbach il tono era ben diverso.

Ciò che viene considerato un’informazione pertinente è legato a criteri cristallini sul mercato finanziario.

Nell’ambito di un’emissione obbligazionaria pianificata (volume: 100 milioni di franchi), Wille e il direttore finanziario della SSR Thomas Egger hanno detto esattamente il contrario ai potenziali investitori. In una presentazione agli investitori dell’agosto 2025, a pagina 11 si legge testualmente: «L’approvazione [dell’iniziativa] richiederebbe un adeguamento strategico – ma la SSR potrebbe continuare ad adempiere al suo mandato.»

Ma non è tutto. Più avanti, a pagina 16 della presentazione, dove vengono riassunti e ricordati i «messaggi» di Wille ed Egger, si legge testualmente: «Se l’iniziativa per il dimezzamento venisse accettata, secondo loro la SSR, con misure sostanziali di riduzione dei costi e un budget dimezzato, potrebbe continuare ad adempiere al proprio mandato costituzionale nell’ambito della concessione.»

Nella presentazione mostrata alla conferenza degli investitori non si fa alcun riferimento alla necessità di una nuova concessione, non si parla di distruzione, né di caos. Al contrario, viene esplicitamente e con grande serenità elogiata la stabilità e la continuità della SSR, indipendentemente dagli ostacoli della democrazia diretta e dall’imminente votazione popolare dell’8 marzo. Indipendentemente dal fatto che l’iniziativa venga approvata o no, il messaggio agli investitori è che la SSR rimarrà un’«opzione di investimento interessante».

Chi raccoglie fondi dagli investitori è tenuto per legge a fornire informazioni veritiere. In un prospetto destinato agli investitori, la SSR mette in guardia dai «rischi particolari» che potrebbero verificarsi se l’iniziativa venisse approvata. Qui, nelle note a piè di pagina, si sottolinea anche che, in caso di accettazione del progetto, la concessione della SSR dovrebbe essere modificata con un mandato di prestazione limitato. Gli osservatori considerano tuttavia questa restrizione giuridica come una clausola di esclusione di responsabilità standard. Il prospetto mette anche in guardia dai rischi legati ai cambiamenti tecnologici o imprenditoriali.

Dal punto di vista politico, tuttavia, la comunicazione della SSR è altamente discutibile. Wille offre agli investitori l’emittente pubblica come un investimento stabile e resiliente, mentre agli utenti che pagano il canone la stessa SSR viene presentata come un’istituzione fragile e sull’orlo del collasso. Su richiesta, l’ufficio stampa della SSR ha scritto che agli investitori interessati sono state «spiegate» le conseguenze di una possibile accettazione dell’iniziativa. Secondo quanto affermato, è stato chiarito che in caso di sì, il Parlamento dovrebbe rivedere la legge, il Consiglio federale dovrebbe poi adeguare l’ordinanza e concedere una nuova concessione. «L’affermazione secondo cui la SSR potrà continuare ad adempiere al suo mandato costituzionale va vista in questa prospettiva». Dal punto di vista della SSR, è «indiscutibile» che, con il budget ridotto, non sarà più possibile adempiere al mandato della concessione vigente. Questo è sempre stato comunicato in modo chiaro, si legge inoltre..

Cosa vale ora?

La presentazione ufficiale della SSR alla conferenza degli investitori dello scorso agosto dice invece tutt’altro. Wille e compagni vogliono rassicurare i finanziatori volontari che, in caso di sì, tutto rimarrà come prima. Ai finanziatori «vincolati», ovvero a coloro che pagano il canone obbligatorio, viene fatto pesare il fatto che, se dovessero ridurre il loro «investimento», distruggerebbero la SSR. Due narrazioni alternative ai vertici del sedicente medium di qualità: la direttrice racconta ai contribuenti qualcosa di completamente diverso rispetto a quanto dice agli investitori.

Cosa vale ora? Un indizio è fornito dalla situazione giuridica: mentre nella campagna referendaria viene interpretato in modo generoso ciò che può essere considerato un’informazione pertinente, nel mercato finanziario ciò è legato a criteri cristallini. Chi dice il falso in questo ambito può essere perseguibile penalmente. Anche Susanne Wille ne è consapevole. Del resto, in questa materia è assistita da professionisti dell’UBS, della ZKB e della Banca Raiffeisen.

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