Allarme immigrazione 14 anni fa
Care lettrici, cari lettori,
nel 2012 la Svizzera aveva raggiunto la soglia degli 8 milioni di abitanti. All’epoca i politici del PS, dei Verdi e dei Verdi Liberali avevano lanciato l’allarme. Oggi, con 9,15 milioni di abitanti, per loro non è più un problema.
«8 milioni sono abbastanza!» Così titolava il quotidiano «Sonntag» di CH Media il 5 agosto 2012. E sotto si leggeva: «I politici ritengono necessario intervenire in materia di immigrazione.» Cosa era successo? All’epoca la Svizzera rischiava di superare la soglia degli 8 milioni di abitanti. Non sorprende che l’UDC mettesse in guardia dall’immigrazione di massa. Estremamente illuminanti sono però le dichiarazioni dei politici dei partiti di sinistra.
Prima fra tutti Jacqueline Badran, allora consigliera nazionale del PS e oggi oppositrice dell’iniziativa sulla sostenibilità. Nel 2012 il «Sonntag» le chiese quanti abitanti potesse sostenere la Svizzera.
All’epoca Badran rispose testualmente così: «8 milioni di abitanti. Un numero maggiore di persone sarebbe tecnicamente fattibile, ma non auspicabile. Ciò comporterebbe costi conseguenti elevati di ogni tipo e sarebbe inoltre estremamente poco solidale nei confronti dell’Europa». E oggi? Con 9,15 milioni di abitanti, la stessa Badran ritiene che 10 milioni e oltre non siano un problema e afferma: «Senza immigrazione, con l’attuale tasso di natalità, la Svizzera si ridurrebbe a 5,7 milioni di abitanti in 75 anni. E nessuno vuole che la popolazione si riduca».
Nel 2012 Martin Bäumle affermò: «In una società sostenibile […] anche 10 milioni sarebbero sicuramente gestibili. Con l’odierna società dello spreco, già 6 milioni non sono sostenibili sul lungo periodo» . Oggi, nel 2026, con 9,15 milioni di abitanti, lo stesso Bäumle si oppone al limite dei 10 milioni di abitanti. Proprio così, lo stesso limite di 10 milioni che in passato aveva definito appena sostenibile!
Nel 2012 il consigliere nazionale dei Verdi Balthasar Glättli, alla domanda su quanti abitanti potesse sostenere il nostro paese, rispose testualmente: «2,5 milioni. Almeno finché la nostra impronta ecologica rimarrà così ampia e l’economia così poco ecologica come oggi». Eppure oggi, con 9,15 milioni di abitanti, lo stesso Glättli si oppone al limite dei 10 milioni di abitanti.
Signore e signori, queste sono state le «paludi di Berna» di oggi, secondo il motto dei politici: «Che mi importa delle mie chiacchiere di ieri». Evidentemente, su temi come l’immigrazione, la sostenibilità e la tutela dell’ambiente, politici del genere non sono più credibili.
Cordiali saluti dalle paludi di Berna.
Thomas Matter, consigliere nazionale, Meilen (ZH)
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